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Piacenza – Eventi e luoghi di interesse

lunedì 1 Gennaio 2018 - giovedì 31 Dicembre 2020

Piacenza - Eventi e luoghi di interesse

sede: Varie Sedi (Piacenza).

Piacenza è un comune italiano di 103 202 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia dell’Emilia-Romagna.
È soprannominata la Primogenita perché nel 1848 fu la prima città italiana a votare con un plebiscito l’annessione al Regno di Sardegna.
Situata sul fiume Po all’estremità nordoccidentale dell’Emilia-Romagna, è collegata alla Lombardia da quattro ponti sul Po: due automobilistici (quello della SS 9 Emilia e quello autostradale sulla A1) e due ferroviari (quello della linea storica Milano-Bologna e quello della linea ad alta velocità).

Sito istituzionale
https://www.comune.piacenza.it/

Eventi a Piacenza
https://www.comune.piacenza.it/benvenuti/eventi

Eventi

Venerdì Piacentini
La principale kermesse estiva della città, prevede l’apertura serale degli esercizi commerciali del centro storico e la collocazione di eventi musicali, artistici e culturali in tutte le piazze e le strade interne alle mura antiche. Di norma la manifestazione si svolge nei mesi di giugno e luglio di ogni anno, e ha una durata variabile.
Cena Bianca
In occasione del solstizio d’estate, il 21 giugno 2006, circa 250 persone hanno partecipato alla prima “Cena Bianca” d’Italia. I partecipanti, ritrovatisi attorno alla basilica di Sant’Antonino e tutti vestiti di bianco, portavano un mazzo di fiori e una candela ciascuno, dello stesso colore. L’evento si ispira al “dîner en blanc” che si tiene ogni anno, lo stesso giorno, a Parigi nei pressi della cattedrale di Notre Dame. Da allora viene organizzato ogni anno.
Festa del patrono
Il 4 luglio si festeggia il patrono della città, Sant’Antonino. In questa occasione si incontrano l’autorità politica rappresentata dal sindaco, e quella religiosa rappresentata dal vescovo cattolico, con il tradizionale dono del cero. Si tiene anche una fiera costituita da un imponente numero di bancarelle che occupano il Viale del Pubblico Passeggio e altre vie del centro storico dalle prime luci dell’alba sino a notte.
Festa di Santa Rita da Cascia
Il 22 maggio è celebrata la festa di Santa Rita da Cascia. L’importante evento per i piacentini devoti alla “Santa della Rosa”, è caratterizzato da una Messa nella “Chiesa dei Cappuccini” (sul cui sagrato vengono distribuite ai fedeli rose benedette e gagliardetti raffiguranti la Santa in preghiera) e da una lunga processione di auto per la benedizione, che inizia al mattino e termina la sera tardi.
Festival del Diritto
Dal 2008 nel mese di settembre in città si svolge il Festival del diritto, rassegna che ambisce a raccogliere la partecipazione di alcune cariche dello stato nonché di alcune personalità italiane operanti nell’ambito del diritto e della società civile.
Piacenza Jazz Fest
Dal 2003 si svolge in città e in provincia (e occasionalmente con puntate fuori provincia) un festival dedicato alla musica jazz, nel corso delle cui edizioni hanno partecipato diversi artisti di fama internazionale, tra i quali Brad Mehldau, Javier Girotto, Paolo Fresu, Uri Caine, Franco Ambrosetti, Enrico Rava, Franco D’Andrea.

Musei

Palazzo Farnese oggi ospita i Musei Civici di Palazzo Farnese, divisi in sezioni dedicate al Medioevo, al Rinascimento, ai Fasti Farnesiani, ai Vetri e alle Ceramiche, oltre alla Pinacoteca, all’Armeria, al Museo delle Carrozze, al Museo Archeologico e al Museo del Risorgimento. Qui è conservato il famoso fegato etrusco, l’unico esemplare al mondo realizzato in bronzo.
Il Museo di Storia Naturale ha cambiato sede e da Palazzo Scotti è stato trasferito all’Urban Center (area nata dalla riqualificazione dell’ex macello cittadino che ospita anche una sede del Politecnico di Milano). È suddiviso nelle sezioni Botanica, Zoologia e Scienze della Terra. Importanti sono l’erbario ottocentesco e la collezione ornitologica.
In città è presente anche la Galleria d’arte moderna Ricci Oddi che raccoglie più di settecento opere dall’Ottocento ai giorni nostri.
Importanti sono anche la Biblioteca Comunale Passerini-Landi e il Collegio Alberoni. Quest’ultimo, un vasto complesso architettonico, è dotato di una pinacoteca, un osservatorio astronomico, un museo di scienze naturali, una biblioteca e la chiesa di San Lazzaro.

Monumenti e luoghi d’interesse
Piacenza è città d’arte e dispone di un ragguardevole patrimonio artistico, frutto della storia millenaria che l’ha caratterizzata.

Architetture religiose

Duomo
La cattedrale di Santa Maria Assunta e Santa Giustina è il principale luogo di culto cattolico di Piacenza, chiesa madre dell’omonima diocesi. Ha la dignità di basilica minore.
La facciata a capanna è in marmo rosa veronese e arenaria. Verticalmente è tripartita da due pilastri. In basso i portali sono tre, sormontati da protiri e ornati da capitelli, architravi, formelle e cariatidi.
Orizzontalmente la facciata è partita da una galleria, con sottili colonnine, che sovrasta i due protiri laterali. Al centro un rosone.
Il portale di destra è la prima opera firmata di Niccolò del 1122. Vi sono raffigurate le Storie di Cristo sull’architrave, mentre l’archivolto presenta complessi motivi vegetali e geometrici (non è scolpita la lunetta, secondo lo stile italiano più arcaico). Il suo stile ebbe un largo seguito a Piacenza, come negli anonimi artisti delle formelle dei Paratici, presenti all’interno.
Il campanile, alto 71 m, in laterizio, è del 1330 e la cella campanaria si apre verso l’esterno con quattro quadrifore, una per lato. Sul campanile è posta la statua di un angelo che gira al soffiare del vento.
L’interno è a croce latina, in tre navate, divise tra loro da venticinque massicci pilastri cilindrici. Il transetto è anch’esso suddiviso in tre navate. All’incrocio c’è il tiburio ottagonale, decorato con affreschi secenteschi. Alcuni dei pilastri furono costruiti a carico dei paratici, le corporazioni di mestiere, o di singoli cittadini. Sette di questi presentano, come firma, delle formelle con la rappresentazione dell’attività dell’associazione. È anche scritto in latino il nome del paratico, quasi a mo’ di proprietario del pilastro: Haec est columna furnariorum. In alcuni casi la firma scritta riporta il nome di persone: Hugo pictor, magister Johannes, costruttore, quest’ultimo, di carri.
La cripta ha la forma a croce greca con 108 colonnine romaniche e raccoglie le reliquie di Santa Giustina, alla quale era dedicata la prima cattedrale cittadina, crollata in seguito al grande terremoto del 1117. Il duomo fu proprio costruito sulle macerie del preesistente luogo di culto.
L’interno è decorato da sontuosi affreschi, realizzati tra i secoli XIV e XVI, da Camillo Procaccini e da Ludovico Carracci. Quelli seicenteschi che impreziosiscono la cupola sono opera di Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone e di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino.
Nella navatella sinistra del presbiterio ospita un’edicola amadeesca con candelabre, una scultura in legno del 1479, un coro ligneo di Giangiacomo da Genova (1471) e statue di scuola lombarda del secolo XV.
Basilica di Sant’Antonino
La basilica di Sant’Antonino, patrono di Piacenza, è un esempio di architettura romanica ed è caratterizzata da una grossa torre ottagonale. Ha la dignità di basilica minore.
Tra i dipinti e gli affreschi, sono da menzionare quelli di Camillo Gervasetti del 1622 nonché le 5 tele con “Scene della vita di Sant’Antonino” del De Longe (1693).
Basilica di San Savino
La basilica di San Savino, dedicata al secondo vescovo cittadino dopo San Vittore si trova in via Alberoni a Piacenza. In un’urna all’interno dell’altare principale riposano le spoglie del santo. Ha la dignità di basilica minore.
Nel presbiterio si trova un mosaico policromo della fine dell’XI ed il principio del XII secolo, un altro della stessa epoca è presente nella cripta e uno ancora nella navata sinistra. Lo stile romanico lombardo caratterizza gli interni ornati da raffinati capitelli antropomorfi, zoomorfi, con figure mostruose e vegetali.
Nella cripta, ai lati, entro nicchie, quattro santi scolpiti nel 1481 denotano chiari influssi della scuola dell’Amadeo. Sono presenti inoltre numerosi mosaici riguardanti i segni zodiacali.
Chiesa di San Francesco si trova in Piazza Cavalli all’incrocio con via XX Settembre. È realizzata in stile gotico lombardo del XII secolo (1278-1373). Sulla facciata sono visibili due contrafforti, un rosone, una cuspide e alcune guglie, mentre archi rampanti sono presenti sui lati; su quello destro è ancora esistente parte dei chiostri di cui rimane un porticato. Al suo interno, ornato di affreschi del XV e XVI secolo, venne proclamata l’annessione della città al Regno di Sardegna (1720-1861) nel 1848. Il portale mediano della basilica reca al sommo una lunetta con il rilievo di San Francesco stigmatizzato, e all’interno, sulla parete destra del deambulatorio, v’è un bassorilievo con Rettore in cattedra e frati, eseguiti nella bottega di Giovanni Antonio Amadeo intorno al (1490). Nella basilica è sepolto il patriota Giuseppe Manfredi, primo presidente del Senato del Regno d’Italia, morto nel 1918.
Basilica di San Giovanni in Canale è un tempio fondato nel 1220 dai Domenicani. Tre campate ampliarono a metà del secolo XVI gli interni gotici di questo complesso; nella stessa epoca venne anche ampliato il coro. Tra i vari monumenti sepolcrali che vi si conservano vi è una tomba dipinta, unica a Piacenza, e il grande sarcofago della famiglia Scotti. Il sepolcro di Guglielmo da Saliceto, del 1501, posto nel chiostro denota i caratteri dello stile dell’Amadeo.
Basilica di Santa Maria di Campagna, di stile rinascimentale, si trova in piazzale delle Crociate, così chiamato perché qui, durante il Concilio di Piacenza del marzo 1095, papa Urbano II annunciò la prima crociata, bandita ufficialmente a novembre dello stesso anno nel corso del Concilio di Clermont. Fu edificata tra il 1522 e il 1528 per poter conservare più degnamente una Madonna lignea policroma, detta “della Campagnola” venerata come miracolosa. La pianta era inizialmente a croce greca, ma in seguito assunse una forma a croce latina rovesciata in seguito all’allungamento del presbiterio. La chiesa è facilmente riconoscibile grazie all’imponente tiburio ottagonale e alla lanterna. Splendidi gli affreschi opera di Giovanni Antonio Sacchi detto il Pordenone che abbelliscono la cupola e due cappelle poste sul lato sinistro. Altre opere sono di Galeazzo, Antonio, Giulio e Bernardino Campi, Camillo Procaccini, Guercino, il Malosso, De Longe, Bibbiena, Stern e Avanzini. La chiesa rappresenta forse il maggior capolavoro raggiunto dall’architetto piacentino Alessio Tramello. Contiene inoltre due pregevoli organi a canne fabbricati dai Serassi di Bergamo. Quello più grande è collocato in cornu Epistolae, costruito tra nel 1825 e nel 1838, consta di due tastiere, ciascuna di 69 tasti (Do-1/Do6) corrispondenti la prima all’Organo Eco e la seconda al Grand’Organo. Le sue particolarità lo rendono quasi unico in Italia perché possiede il meccanismo della Banda Turca (piatti, grancassa, campanelli, rullante, sistro, ecc), il registro dei campanelli, delle campane d’armonia ai tasti e delle campana al pedale. Lo strumento è stato progettato del famoso organista e compositore dell’Ottocento musicale organistico Italiano Padre Davide da Bergamo il quale compose moltissime sonate, sinfonie, elevazioni su quest’organo. Invece l’organo più piccolo, collocato nella navata sul pavimento, è stato costruito nel 1836 ed era in origine strumento di “casa” dei Serassi collocato nella basilica nel 1991 dal Teatro Municipale.
Chiesa di San Sisto è un’altra basilica rinascimentale che vanta un prezioso coro ligneo del 1514. I lavori iniziarono intorno al XIV secolo dove antecedentemente si trovava un tempio edificato nell’874 per volere dell’imperatrice Angilberga, moglie di Ludovico II il Giovane ed è la prima opera religiosa dell’architetto Alessio Tramello nella sua maturità. Ospita la copia del capolavoro di Raffaello Sanzio, la Madonna Sistina: l’originale, eseguito per la chiesa piacentina, venne venduto dai benedettini nel 1754 ad Augusto III re di Polonia ed elettore di Sassonia. Ancora oggi la Madonna Sistina”, con i suoi angioletti, è l’ambasciatrice più conosciuta della Gemäldegalerie di Dresda ove rappresenta uno dei pezzi più pregiati. La basilica di San Sisto, per secoli il principale monastero benedettino della città prima che le soppressioni decretassero l’allontanamento definitivo dei religiosi, sta tornando ad appropriarsi di capitoli importanti della sua storia, trascurati in passato a causa delle traversie, prima napoleoniche e poi post-unitarie, dalle quali il monumentale complesso ne è uscito separato in due. La quasi totalità del monastero risulta oggi occupata dai militari del Secondo Reggimento Genio Pontieri e gli spazi in uso a San Sisto, trasformata in parrocchia, comprendono la chiesa e una piccola parte dell’edificio un tempo dimora dei benedettini. In quest’ala si stanno concentrando i restauri. Ingresso gratuito.
Basilica del Santo Sepolcro, è un’altra importante basilica realizzata da Alessio Tramello tra il XV e il XVI secolo. La verticalità della facciata è accentuata dalla presenza di contrafforti, mentre un portale barocco contribuisce ad arricchirla. Il nome forse deriva da un pellegrino piacentino che, tornato dalla visita del Santo Sepolcro a Gerusalemme, nel 938 fece edificare un luogo di culto che poi andò distrutto. In epoca napoleonica fu riadattata come ospedale militare e solo nel 1903 fu nuovamente riconsacrata alla preghiera. Ha la dignità di basilica minore.
Del XVI secolo è la basilica di Sant’Agostino; sconsacrata, ora ospita varie mostre. La facciata granitica è in stile neoclassico, realizzata da Camillo Morigia. È l’unica chiesa della città i cui interni, ampi e armoniosi, presentano cinque navate. Frammenti di affreschi del Malosso sono visibili sulle pareti del transetto.
Chiesa delle Benedettine fu opera di Domenico Valmagini. Un convento è annesso all’edificio.
Chiesa di San Lorenzo del XIV secolo. Al suo interno si potevano ammirare gli affreschi del Ciclo di Santa Caterina, oggi conservati nel Museo Civico.
Chiesa di San Donnino in stile romanico ha la facciata rifatta nel 1889 da Camillo Guidotti che tra il 1924 e il 1925 restaurò anche
Chiesa di Sant’Anna, originaria del XII secolo e ricostruita nel 1334, che conserva la statua lignea di San Rocco, opera di Giovanni Angelo Del Maino del 1534.
Basilica di Sant’Eufemia, anch’essa in stile romanico. In questa chiesa sono state sepolte le spoglie del vescovo Aldo Gabrielli da Gubbio, colui che consacrò l’edificio che conserva una figura femminile, scultura lignea del 1516 circa, opera di Giovanni Angelo Del Maino.
Chiesa di San Pietro, già officiata dai gesuiti.
Chiesa di Santa Brigida d’Irlanda, dedicata alla patrona d’Irlanda Santa Brigida, venne fondata fra l’826 e l’850 dall’irlandese San Donato vescovo di Fiesole per ospitare i pellegrini irlandesi. La chiesa, assieme all’annesso xenodochio, ospedale e ospizio dei pellegrini, in onore alla Santa Risurrezione, con vari possedimenti e beni venne donata il 20 agosto dell’850 all’Abbazia di San Colombano di Bobbio. Donazione confermata con un inventario dei beni bobbiesi in Piacenza, arricchito di altre proprietà, beni e mezzi nell’anno 862 da parte dell’imperatore Ludovico II.
Chiesa di San Paolo è un edificio in stile barocco ma, come altre chiese piacentine, in periodi antecedenti al 1600 vi era un altro luogo di culto. Documentato con certezza è un edificio religioso trecentesco e ancora un’altra chiesa antecedente al Mille. La chiesa ha una facciata molto semplice e l’interno è ad unica navata con sei cappelle laterali. Le opere conservate all’interno di San Paolo sono San Biagio guarisce un fanciullo e San Biagio accolto in paradiso dal Redentore di Giovanni Evangelista Draghi. Di Robert de Longe sono Martirio di San Biagio. Di un pittore trecentesco anonimo è la Madonna con Bambino in trono. Di Pietro e Bartolomeo Baderna sono gli Episodi della sacra scrittura e l’affresco con la Caduta di San Paolo sulla via di Damasco. Gli affreschi raffiguranti le Beatitudini sono di Luciano Ricchetti mentre le decorazioni della volta sono di Angelo Capelli. Il pergamo di Giovanni Leoni è un progetto del piacentino Andrea Guidotti.

Architetture civili

Palazzo Comunale, detto il Gotico, considerato come il simbolo della città. Edificato a partire dal 1281 per volere di Alberto Scoto, reggente ghibellino della città.
Il palazzo venne edificato a partire dal 1281 su un’area dove prima sorgevano il convento di San Bartolomeo e la chiesa di Santa Maria de Bigulis. I lavori furono condotti da quattro architetti piacentini Pietro da Cagnano, Negro de Negri, Gherardo Campanaro e Pietro da Borghetto.
Si erge su un grandioso portico terreno ad archi acuti (di cui cinque sulla facciata e tre su ciascuno dei due lati) rivestito in pietra bianca e marmo rosso di Verona che crea un forte contrasto col livello superiore, in cotto. Il primo piano è caratterizzato da una fuga di grandi finestroni con archi a tutto sesto che, come delle grandi cornici, iscrivono ora trifore e ora quadrifore, dalle fini decorazioni geometriche in cotto.
Nel lato sinistro i finestroni sono sormontati da un prezioso rosone marmoreo, in quello destro da una polifora marmorea. Al di sopra corre per tutte le facciate una cornice ad archetti ogivali atta a sorreggere la grande merlatura a coda di rondine, simbolo dei ghibellini, e snelle torrette, di cui quella centrale, sulla fronte principale, racchiude il campanone. Tra la quarta e la quinta finestra si trova, all’interno di una nicchia, una copia di una statua raffigurante la Madonna con il bambino, l’originale è conservata ai Musei Civici di Piacenza, proveniente dalla preesistente chiesa.
L’interno è tutto occupato dal grandioso salone architravato, abbellito da raffigurazioni pittoriche, originariamente utilizzato per le riunioni dell’Anzianato, nel 1644 vi fu allestito un teatro in legno su progetto di Cristoforo Rangoni. Il salone è sede di eventi culturali, mostre ed incontri istituzionali.

Numerosi sono i palazzi di origine aristocratica e borghese, di notevole pregio caratterizzati da bellissimi giardini. Piacenza risulta appunto “città di palazzi” come nessun altro centro della Val Padana. Mancando una corte fissa (il Palazzo Farnese non fu sempre sede della famiglia dal momento che dopo un certo periodo la capitale ducale fu trasferita a Parma), i nobili ebbero la possibilità di ostentare il proprio rango con lussuose opere architettoniche. Tra i vari, si ricordano:
Palazzo Mulazzani;
Palazzo Mandelli, eretto verso la metà del XVIII secolo odierna sede della Banca d’Italia;
Palazzo Scotti da Fombio (noto anche come Collegio Morigi) opera di Giuseppe Marione del 1780 con fronte posteriore a loggiato aperto a “U”. Stucchi, tempere e affreschi pregiati adornano lo scalone e il salone d’onore;
Palazzo Landi si trova all’angolo di via Roma con via Giordano Bruno e fu edificato nel Medioevo, ma la sua ricostruzione, da parte di maestri lombardi, è di fine XV secolo. Il pregevole portale rinascimentale, in marmo, è di Giovan Pietro da Rho. Oggigiorno è sede del Tribunale:
Palazzo Costa;
Palazzo Rota Pisaroni;
Palazzo Somaglia.
Palazzo Farnese, importante edificio la cui costruzione venne iniziata nel 1568 su desiderio di Ottavio Farnese(secondo duca di Parma e Piacenza) e di sua moglie, Margherita d’Austria, figlia di Carlo I di Spagna.Il progetto iniziale venne elaborato da Francesco Paciotto da Urbino e il cantiere fu affidato ai maestri murari Giovanni Bernardo Dalla Valle,Giovanni Lavezzari e Bernardo Panizzari detto il Caramosino. Il progetto venne poi modificato nel 1589, quando l’architetto Jacopo Barozzi detto Il Vignola, ne prese parte, modificandone l’alzata. Il palazzo non venne terminato poiché i lavori subirono una lunga pausa nel 1568 per mancanza di fondi e per assenza di una direzione competente ma anche per il disinteressamento di Margherita d’Austria. Soltanto nel 1588 riaprirono i cantieri su interesse di Alessandro Farnese e dei figli Ranuccio I Farnese (1670), e Ranuccio II Farnese (1690) che si adoperarono ad ornare sale con splendide decorazioni e arredamenti preziosi. Dal 1731, anno di decesso dell’ultimo duca della dinastia Farnese, inizia un lungo periodo di decadenza che terminerà solo nel 1909 quando iniziarono le prime opere di restauro. Oggi ospita varie rassegne culturali ed è sede del Museo Civico.
Palazzo del Governatore, edificio del XVIII secolo, in stile neoclassico opera di Lotario Tomba. Sulla facciata presenta un orologio ai cui lati sono posti una meridiana solare e un calendario perpetuo. È inoltre la sede della Camera di Commercio
Palazzo dei Mercanti, di origine seicentesca, attuale sede del comune.
Il Palazzo Comunale, il Palazzo del Governatore e il Palazzo dei Mercanti sono ubicati ai lati della Piazza denominata dei Cavalli, (Piasa Caväi o, più semplicemente, la Piasa per i piacentini), da sempre il centro della città e della sua vita, ricalca, probabilmente, l’originario impianto dell’accampamento romano nella fattispecie il foro con le vie che si dipartono rettilinee e con incroci ad angolo retto. Prende il nome dalle due statue equestri raffiguranti Ranuccio e Alessandro Farnese, realizzate da Francesco Mochi da Montevarchi tra il 1612 e il 1628.

Piacenza. (12 novembre 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 23 novembre 2018, 07:32 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Piacenza&oldid=100958464.

Dettagli

Inizio:
lunedì 1 Gennaio 2018
Fine:
giovedì 31 Dicembre 2020
Categoria Evento:
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Luogo

VARIE SEDI – PIACENZA
Piacenza, 29121 Italia + Google Maps