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PierBonifacio. Eva, lo spirituale nel corpo

sabato 22 settembre 2018 - sabato 6 ottobre 2018

PierBonifacio. Eva, lo spirituale nel corpo

sede: Jelmoni Studio Gallery (Piacenza).

Un lavoro articolato e stimolante per la sua semplicità e spontaneità, quasi naïve, quello di PierBonifacio incentrato principalmente sul corpo femminile che ripercorre, partendo dall’aspetto più fisico per scavare in quello più spirituale.
Sono opere generalmete su tela, realizzate con tecnica mista dove l’artista mescola colori acrilici, a olio, colori metallici, foglia e polvere d’oro.
Il disegno è significativo, il tratto a volte quasi grafico, a volte materico, per sottolineare passaggi, simboli, concetti metafisici inseriti in contesti fisici. Una ricerca costante della parte selvaggia e dell’anima archetipica del femminile che si cela dietro, dentro, sopra la carne, la pelle, i muscoli contorti sospesi nel nulla.

Nel suo percorso artistico racconta la bellezza, l’armonia, l’erotismo del corpo, con rispetto, a volte con pudicizia, da differenti punti di vista, alterato da fughe prospettiche estreme.
Le sue figure sono adagiate in spazi immaginari, privi di connotazioni epocali, in universi inesistenti, scontornate e collocate sulla tela su sfondi monocromatici.
Le peculiarità più evidenti di queste opere, sono le tinte sature e tranne che in rarissimi casi, la totale assenza della raffigurazione del volto. L’espressione non è data dai tratti somatici, bensì dal volume dei corpi e dalla sensualità delle figure.

“Il soggetto prevalente nel lavoro di PierBonifacio, la cifra, caricata della maggiore importanza e del senso autentico del suo linguaggio e del suo pensiero, è l’Immagine, quindi la rappresentazione: del corpo e del corpo, il nudo (generalmente quello femminile). ” (…) ” PierBonifacio, nel pensiero e nella rappresentazione della sua Immagine, “sta in bilico sul confine tra percezione e immaginazione, tra fisico e metafisico, materiale e immateriale” (Semir Zeki).
Inoltre, secondo Simone Weil, si comporta così, come l’artista “deve”, e “si trova a essere appena l’intermediario fra la terra incolta e il campo arato, fra i dati del problema e la soluzione, fra la pagina bianca e la poesia”.
La figurazione, in lui, col linguaggio incentrato irrevocabilmente sul nudo, esplicita che “l’artisticità” costituisce, anzitutto e comunque, il frutto del suo prodotto emozionale e al tempo stesso il bisogno di raggiungerlo. Un discorso di tensione che insomma dal realismo sconfina (accettandoli? Perfino ne parrebbe gratificato) verso certi transiti o trasalimenti veristici”. (Xavier Palacio, Barcellona 2013)

Nelle opere più recenti il corpo si frammenta, giungendo alla rappresentazione di un singolo arto, di un piede, di una spalla, di una donna in attesa di mettere al mondo un bambino, rappresentato da un feto sospeso in un limbo azzurro, in una sorta di metonimia del tutto, dell’eterno, di quello che non si vede ma che significa, comunica, racconta.
“Il soggetto prediletto di PierBonifacio è il corpo femminile nella sua esplicita nudità, le visioni prospettiche sono audaci ma scevre da ogni tentativo di erotizzazione, al contrario a volte si scorge un modo di ritrarre che rivela sensualità e grazia riconducibile alla maternità e al mistero della nascita”. (Grisca Grava, Milano 2016)

Negli ultimi anni, PierBonifacio affronta delle nuove tematiche. Il corpo diventa il mezzo per rappresentare altri aspetti dell’essere umano: La condizione precaria dell’emigrante in balia delle onde, a testa in giù come al momento della nascita. La morte, il passaggio nel quale ogni parola perde di significato, in cui le manifestazioni terrene appartengono al passato e lasciano spazio a un mondo impalpabile. La donna rappresentata non più attraverso il corpo vigoroso o materno della gioventù, ma anziana, per mezzo di uno dei rari ritratti che ha eseguito l’artista, in un primo piano emozionante, con lo sguardo perso nel vuoto in preda alla demenza senile.
“Eva, lo spirituale nel corpo” è un’indagine quasi ossessiva di quello che si nasconde dietro il femminile, della forza e della fragilità di ogni essere, di quello che siamo veramente, della luce dell’anima che attraverso i colori, le ombre, le forme, il tratto, gli sfondi possiamo trovare in ognuno di noi. Una recherche infinita, costante, intrigante e quasi esoterica che l’artista continua a portare avanti.

PierBonifacio nasce a Genova nel 1966, dopo la laurea in pittura all’Accademia Ligustica di Belle Arti, si stacca ben presto dall’ambiente accademico, per avvicinarsi al mondo del teatro e della scenografia, collaborando con il Teatro della Tosse. Nel corso degli anni ’90 studia produzione e regia televisiva a Milano, si trasferisce a Istanbul e compie una serie di viaggi in India. Arricchito da queste esperienze, pur rimanendo impegnato nella regia televisiva e nella produzione di documentari indipendenti, riprende a dipingere, apportando col suo linguaggio la capacità di vedere oltre alle prospettive in un orizzonte privo di limiti. Nel 2017 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio “I Vagabondi dell’anima” per BAT Edizioni. Sul sito, www.pierluigibonifacio.com è possibile vedere la sua opera completa.

Dettagli

Inizio:
sabato 22 settembre 2018
Fine:
sabato 6 ottobre 2018
Categoria Evento:
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Luogo

JELMONI STUDIO GALLERY
Via Molineria San Nicolò, 8
Piacenza, 29121 Italia
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Telefono:
0523 490827
Sito web:
www.jelmonigallery.com