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Potenza – Eventi e luoghi di interesse

lunedì 1 Gennaio 2018 - giovedì 31 Dicembre 2020

Potenza - Eventi e luoghi di interesse

sede: Varie Sedi (Potenza).

Potenza è un comune italiano di 67 161 abitanti, capoluogo della regione Basilicata e della provincia omonima. È il primo comune della regione per popolazione e l’undicesimo per superficie.
È nota come “Città verticale” per la sua particolare struttura urbanistica, che presenta il centro storico posto sull’altura più elevata e i restanti quartieri posti ad altitudini gradualmente inferiori; con i suoi 819 metri di altitudine s.l.m. Potenza è il capoluogo di regione situato alla quota più elevata in Italia. È nota anche come “Città delle cento scale”, per via del suo sistema di scale, antiche e moderne, che collega le varie parti del centro urbano: la città possiede, infatti, il sistema di scale mobili per il trasporto pubblico di maggior estensione in Europa ed il secondo al mondo dopo quello di Tokyo.
Capoluogo della Basilicata dal 1806, sede dell’Università della Basilicata dal 1982, Potenza è una delle poche città italiane ad essere stata insignita di due medaglie d’oro: la prima come città benemerita del Risorgimento nazionale, nel 1898, la seconda come medaglia d’oro al merito civile, nel 1980.

Sito istituzionale
http://www.comune.potenza.it/

Eventi a Potenza
http://www.epotenza.it/

Eventi

Il mese di maggio a Potenza è tradizionalmente dedicato all’organizzazione, da parte dell’amministrazione comunale e delle associazioni culturali cittadine, di manifestazioni ed eventi a tema culturale, enogastronomico e ludico che culminano il 29 maggio con la storica Parata dei turchi, sfilata in costume in cui si rappresenta il leggendario intervento di San Gerardo per salvare la città dall’invasione dei Turchi, evento privo di veridicità storica ma che fa parte del folclore locale. Nella parata generalmente sfilano figuranti che rappresentano il popolo della città nei vari periodi storici, indossando i vestiti e i costumi tradizionali di quelle epoche; pur non esistendo una regola precisa, generalmente vengono scelti come periodi da rappresentare il XII, XVI e XIX secolo. Il 30 maggio, nel giorno in cui si venera il santo patrono, i festeggiamenti si concludono con una processione religiosa che percorre le strade del centro storico.
Nei mesi di giugno e luglio si tiene il Woody Groove Festival, un festival musicale che raccoglie i migliori gruppi musicali del panorama della musica indipendente del Sud Italia, mentre agli inizi di settembre si tiene presso la località San Luca Branca, ad est di Potenza, la competizione di fuochi pirotecnici chiamata Fuochi sul Basento, alla quale partecipano concorrenti provenienti da gran parte d’Italia.

Musei

Il Museo archeologico nazionale della Basilicata è l’istituzione museale principale, dedicato a Dinu Adamesteanu, comprendente anche una galleria civica, nel palazzo Loffredo. Il Museo archeologico provinciale e la pinacoteca provinciale sono ubicati in via Lazio, nel rione Santa Maria. Altro sito museale di rilevante interesse è il Museo diocesano, che racchiude reperti storici e artistici di proprietà della diocesi potentina, situato in via Vescovado.
Di più recente istituzione è invece il Museo d’arte figurativa contemporanea, ubicato in via della Chimica.

Museo Archeologico Nazionale della Basilicata “Dinu Adamesteanu”
Via Serrao – 85100 Potenza
Museo Archeologico Provinciale
Via Lazio – 85100 Potenza
Pinacoteca Provinciale
Via Lazio, 8 – 85100 Potenza
Museo Diocesano di Potenza
Via Vescovado snc

Siti Archeogici

Oltre a numerose epigrafi romane presenti in edifici medievali e moderni e al ponte San Vito, negli anni dieci del XXI secolo è stato rinvenuto nella zona Gallitello un complesso abitativo, ubicato presso la confluenza del torrente omonimo con il fiume Basento e che risulta essere il più importante sito mai scoperto nell’ambito urbano di Potenza. Allo stato delle indagini questo insediamento sembrerebbe svilupparsi in almeno sei ambienti rettangolari, di cui si conservano parzialmente i muri perimetrali, occupando un’area di circa trecento metri quadrati si tratterebbe di un’antica fattoria funzionale allo sfruttamento agricolo dell’area. L’esame dei manufatti ceramici e degli altri reperti rinvenuti fa ipotizzare una datazione tra la fine del IV e i primi decenni del III secolo a.C., quindi da mettere in relazione con il sistema insediativo dei lucani in un momento precedente la romanizzazione del territorio. Il complesso è ancora in corso di scavo, sotto la direzione scientifica della soprintendenza per i beni archeologici della Basilicata.
La villa romana di Malvaccaro è un ulteriore sito archeologico di rilevante interesse, situato in una traversa della moderna via Parigi nel quartiere di Poggio Tre Galli rinvenuta a metà degli anni ottanta del XX secolo, conserva cinque ambienti con mosaici, gravitanti intorno a un’aula absidata, databile a età post-costantiniana, con arte musiva di almeno III secolo d.C. Della villa si sono trovati i muri perimetrali a nord-ovest e a nord-est e altre strutture verso sud.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

Architetture religiose intramurali
Il centro storico di Potenza è ricco di edifici di culto risalenti principalmente all’epoca medievale, alcuni di essi sorti verosimilmente su preesistenti chiese paleocristiane.

La principale chiesa del centro storico è la Cattedrale di San Gerardo, situata in Largo Duomo; è originaria del XIII secolo e venne dapprima dedicata alla Vergine Assunta e poi a Gerardo della Porta che divenne patrono della città? la chiesa infatti conserva le spoglie del santo patrono, un’urna in argento e cristallo con le reliquie del santo, oltre alla statua del santo in legno del XV secolo. La cattedrale dovrebbe inoltre sorgere sul sito di una costruzione sacra precedente, visto che durante gli scavi archeologici condotti negli anni sessanta del Novecento sono stati scoperti dei resti sotterranei di frammenti musivi di pavimento policromo risalenti al IV o V secolo a.C. Ricostruito da un allievo del Vanvitelli alla fine del XVIII secolo per volere del vescovo Andrea Serrao, il duomo cambiò radicalmente e passò da basilica romanica a edificio di chiaro gusto neoclassico. Elementi di rilievo sono la facciata in pietra del Duecento (fatta riedificare tra il 1197 e il 1220 dal vescovo Bartolomeo), l’altare maggiore in marmo con intarsi policromi del Settecento e un crocifisso in legno quattrocentesco, oltre a una cappella in marmo dedicata al Santo Padre edificata nel XVII secolo.
Accanto al Palazzo della Prefettura è situata la chiesa di San Francesco, eretta nel 1274. Presenta un portale a imposte lignee trecentesche intagliate e un campanile edificato del Quattrocento. Nell’interno vi è il sepolcro di gusto rinascimentale del nobile Paride De Grassis, oltre a resti di un affresco con una Madonna di stile bizantineggiante del Duecento e La Pietà del Pietrafesa.
Proseguendo in via Pretoria verso ovest si incontra la chiesa romanica di San Michele (XI-XII secolo), con tozzo campanile e una struttura a tre navate, al cui è conservato il dipinto dell’Annunciazione realizzato dal Pietrafesa, un affresco con Madonna e bambino in trono tra i santi vescovi risalente al Cinquecento e un crocifisso ligneo del 1600.
La cappella del beato Bonaventura, frate francescano beatificato nel 1775, era in origine la casa natale del beato essa presenta un portale di notevole rilievo artistico in pietra calcarea, al cui centro troviamo due teste di cherubini sovrastate da uno stemma francescano. Al suo interno un unico locale diviso in due piccoli ambienti si trovano vari ritratti, fra i quali uno di Michele Busciolano del 1907 che rappresenta l’estasi del beato.
Il Monastero di San Luca che ospita la caserma dei carabinieri è sito alla fine di via Pretoria in direzione della torre Guevara. In principio affidato alle suore cisternine dell’ordine delle benedettine, era l’unico monastero di sole donne in città e successivamente passò alle suore clarisse.
A metà tra il Duomo e la piazza della Prefettura è la Chiesa della Santissima Trinità, attestata dal 1178. Essa fu danneggiata dal terremoto del 1857 e venne riedificata con una planimetria diversa da quella originaria, con un’unica navata con varie cappelle, un’abside semicircolare e un soffitto cassettonato.
All’estremità Sud di Piazza Giacomo Matteotti si trova il tempietto di San Gerardo, chiamato dai potentini San Gerardo di Marmo: si tratta di un’edicola votiva che ospita al suo interno la statua di San Gerardo, santo patrono della città. Stando all’epigrafe sulla lastra al lato destro del Santo, sarebbe stato ultimato nel 1865 dallo scultore potentino Antonio Busciolano (1823-1871). L’edicola ripropone la facciata di un edificio a cupola, con pianta semicircolare, chiusa sul retro. Sul basamento formato a gradoni poggiano cinque colonne con il fusto scanalato, decorato con il capitello a foglie. Le colonne sorreggono degli architravi decorati da angioletti e rose. Il retro è costituito da una parete continua, divisa in tre parti: il settore centrale è costituito da una vetrata policroma a raggi, sulla quale poggiano due colonne scanalate che inquadrano la statua del santo, lateralmente invece sono poste due iscrizioni, quella a destra ricorda l’edificazione dell’edicola e la dedica di esso mentre quella a sinistra ricorda due momenti importanti della città, ossia l’attacco dei briganti nel 1809 e l’insurrezione del 18 agosto 1860.
La chiesa dedicata alla Madonna di Loreto presenta dimensioni ridotte e una struttura rimasta invariata nei secoli, ma caratterizzata dai molti restauri a causa dei molti terremoti. La chiesa ha un dipinto del pittore potentino Buonadonna del 1824 che ritrae l’Annunciazione.
La piccola chiesa di Santa Lucia al limitare nord dell’antico abitato venne costruita precedentemente al 1200. È formata da un’unica navata e custodisce una statua seicentesca di Santa Lucia, alcuni quadri del XVI e XVII secolo e un’acquasantiera del Quattrocento proveniente dalla chiesa di Santa Maria.

Architetture religiose extramurali

Nel rione Santa Maria, subito a valle del centro storico, è presente la chiesa di Santa Maria del Sepolcro, costruita tra XIII e XVII secolo a opera dei Cavalieri dell’Ordine dei Templari su iniziativa del conte di Santa Sofia al ritorno della terza crociata nel 1191. Molte affinità in effetti si evidenziano con la chiesa Madre di Ripacandida che porta lo stesso titolo. Il casale del Santo Sepolcro venne costruito in questa posizione a nord della città, proprio all’incrocio della vie Herculia e Appia, che erano percorse dai pellegrini diretti in Terrasanta. Essa custodisce pregevoli tele e sulla parete destra è presente il monumentale altare barocco della reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo.
Più a sud nei pressi dell’antico cimitero ha sede la chiesa di San Rocco, dove sono conservate pregevoli statue in legno raffiguranti San Vito e San Rocco, intagliate a metà Ottocento da Michele Busciolano.

Architetture civili

Gran parte delle architetture civili di interesse storico si trovano nel centro storico della città. L’accesso alla parte antica di Potenza in epoca medievale era possibile tramite sei porte, facenti parte del sistema di fortificazioni della città. Delle sei antiche porte ne sono rimaste soltanto tre, ossia Porta San Giovanni in via Caserma Lucana, Porta San Luca in via Manhes e Porta San Gerardo in largo Duomo; le altre tre, ovvero Porta Salza, Porta Mendola e Porta Trinità, furono abbattute durante i lavori pubblici realizzati per la modernizzazione della città, che ebbero inizio nel 1806. Il centro cittadino è situato su un lungo e stretto pianoro e gravita intorno a piazza Matteotti, sulla quale si affaccia il palazzo del Comune. L’intero pianoro è attraversato dalla via Pretoria, il cui nome e origine rimanderebbero secondo lo storico potentino Emmanuele Viggiano al tempo di Silla e delle guerre civili contro Mario, quando egli vinse quest’ultimo e ridusse a colonie militari romane sei delle città Lucane, tra cui Potenza. In ognuna di queste città Silla avrebbe stabilito il Pretorio e l’accampamento dei Pretoriani. Dunque doveva esistere un collegamento viario fra l’accampamento romano e il loro Comando, che secondo la tradizione romana venne chiamato via Pretoria. Questa via, che fungeva di fatto da decumano maggiore, si estende per tutto il centro storico a partire dal Largo di Portasalza fino alla Torre Guevara.
Via Pretoria si allarga nella centrale piazza Mario Pagano, detta comunemente Piazza Prefettura poiché ospita l’ottocentesco palazzo della Prefettura, sede del Prefetto e degli uffici provinciali. I lavori per la realizzazione di Piazza Mario Pagano iniziarono nel 1839 per volontà dell’intendente Winspeare, con l’abbattimento delle casette con sottani abitate da contadini e artigiani, ma furono completati solo tra il 1842 e il 1847 a opera dell’intendente Francesco Benzo, duca della Verdura. In origine chiamata piazza del Mercato, pioichè vi si svolgeva il mercato della domenica, fu detta ufficialmente piazza dell’Intendenza, dato che vi si affacciava il palazzo del governo, sede dell’intendente e piazza Prefettura dopo l’Unità d’Italia e la sostituzione dell’intendente con il prefetto. Intorno al 1870 fu intitolata a Mario Pagano ed è rimasta invariata fino alla ristrutturazione nel 2012 da parte dell’architetto Gae Aulenti. Nella stessa piazza è presente il Teatro Francesco Stabile, unico esempio di teatro lirico presente in Basilicata. La sua costruzione iniziò nel 1856 ma fu possibile inaugurarlo solo nel 1881 a causa di un’interruzione dei lavori dovuta al terremoto del 1857.
Piazza Giacomo Matteotti, l’altra importante piazza del centro, ospita alcune delle case palazziate più interessanti dal punto di vista storico e architettonico: spicca innanzitutto il Palazzo di città, sede dell’amministrazione comunale, la cui costruzione originale risalirebbe all’epoca angioina. Come quasi tutti gli edifici storici e le chiese di Potenza anch’esso è stato più volte restaurato e ricostruito in seguito ai molti terremoti che hanno colpito la zona. L’elemento artistico di rilievo è una facciata del 1882, con un arco a tutto sesto situato tra due grandi finestre e una grande balconata. Sempre in Piazza Matteotti si trova il palazzo della Casa del Fascio, costruita, come le altre Case del Fascio presenti in Italia, durante il regime fascista e adibita attualmente a sede del Consiglio comunale. L’edificio rappresenta un esempio di architettura neoclassica e sorge nello stesso luogo dove prima era presente la cappella di San Nicola, sconsacrata ed abbattuta per far posto all’attuale costruzione. Piazza Matteotti era anticamente denominata piazza Sedile; prese poi il nome di piazza del Fascio durante il ventennio fascista ed il nome attuale dopo il 1944. Essa ospitava il seggio dell’università dove si riuniva il popolo in occasione delle assemblee, probabilmente risalente nel suo impianto originario all’epoca Angioina. Sulla piazza si affacciavano botteghe e taverne e per decreto regio del 1810  vi si svolgeva il mercato alimentare. Sul lato meridionale, dove sorge il tempietto di San Gerardo, c’erano la cappella di San Domenico con la vicina torre, i locali della neviera per la raccolta della neve, la Porta e il vicolo della Beccheria, dove avveniva la macellazione degli animali e la vendita delle carni. In occasione della festa del patrono della città nella piazza veniva innalzata la cassa armonica per le esibizioni della banda musicale.
A destra del Palazzo del Seggio c’è Palazzo Loffredo, situato in largo Pignatari, nei pressi del duomo. È sede del Museo archeologico nazionale della Basilicata dedicato a Dinu Adame?teanu e ad esso si contrappone Palazzo Pignatari, ex palazzo Ciccotti, con un antico portale visibile dalla piazza.
Lungo la via Pretoria verso sud vi sono Palazzo Bonifacio, che racchiude al suo interno un piccolo chiostro e Palazzo Castellucci, uno dei pochi palazzi importanti del centro storico rimasto di proprietà di una antica famiglia della città. Esso si affacciava sull’omonimo larghetto, abbattuto negli anni sessanta, punto di passaggio obbligato per le persone che si recavano al vicino mercatino di Porta di San Giovanni.
In piazza Beato Bonaventura, all’estremità orientale del centro storico, si può ammirare la Torre Guevara, unico resto dell’antico castello della città. L’edificio, di forma cilindrica, in posizione dominante rispetto alla valle del Basento, fu verosimilmente costruito prima del resto del castello, che venne edificato probabilmente dai Longobardi intorno all’anno 1000 e inglobò la Torre al suo interno. Gli ultimi proprietari, ovvero Carlo Loffredo e Beatrice Guevara, donarono ai frati cappuccini l’intero edificio ad eccezione della Torre stessa. In seguito il castello fu adibito a lazzaretto, con all’interno una cappella dedicata a San Carlo: divenne così la sede dell’ospedale omonimo fino al 1935, quando l’ospedale si trasferì in una struttura più moderna. Negli anni sessanta venne disposto l’abbattimento del castello per far posto ad un edificio scolastico, permettendo di salvare la sola torre.

Potenza (Italia). (30 novembre 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 30 novembre 2018, 14:20 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Potenza_(Italia)&oldid=101290765.

Dettagli

Inizio:
lunedì 1 Gennaio 2018
Fine:
giovedì 31 Dicembre 2020
Categoria Evento:
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Luogo

VARIE SEDI – POTENZA
Potenza, 85100 Italia + Google Maps