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Presentazione Catalogo generale di Alighiero Boetti

sede: Triennale Milano (Milano).
MercoledƬ 1 febbraio 2023 alle 18.30 Triennale Milano presenta il secondo volume del terzo tomo del Catalogo generale di Alighiero Boetti.
Oltre ad Agata Boetti, e allāinsieme dello staff dellāArchivio Alighiero Boetti, interverranno alla presentazione Laura Cherubini, critica, curatrice e professoressa presso lāUniversitĆ di Brera, Francesco Guzzetti, ricercatore e professore presso lāUniversitĆ di Firenze, Gianni Michelagnoli, mercante storico e grande amico di Boetti, Francesco Stocchi, critico dāarte e curatore presso il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e Fosco Valentini, artista e assistente di Alighiero Boetti durante gli anni Ottanta.
Il lavoro di catalogazione, intrapreso dallāArchivio Alighiero Boetti con la casa editrice Electa, prosegue con la seconda parte del terzo tomo relativo agli anni 1980 – 1987. Comprende le numerose opere su carta sia delegate che realizzate da Boetti, la produzione dei piccoli ricami, gli aerei realizzati con tecniche miste, le edizioni e i re-made, ovvero le riprese di opere concettuali e di Arte Povera.
Il lavoro progressivo di studio e catalogazione dellāopera di Boetti consente di accrescere la conoscenza, di integrare gli aggiornamenti, di ampliare lāanalisi del contesto storico-artistico e di restituire, a completamento della pubblicazione – che comprenderĆ un ultimo e quarto tomo – lāinterezza e la complessitĆ della produzione dellāartista.
Alighiero Boetti (Torino, 1940 – Roma, 1994) ĆØ stato uno dei maggiori protagonisti dellāarte italiana del secondo dopoguerra. Si avvicina allāarte da autodidatta, coltivando numerosi interessi a cui si dedicherĆ nel corso della vita: dalla musica alla matematica, dalla filosofia allāesoterismo. Germano Celant lo include nella prima mostra del movimento Arte Povera presso La Bertesca di Genova nel settembre del 1967. Nei primi anni realizza sculture povere con materiali industriali, come eternit, ferro, legno e vernici a smalto. Nel 1971 compie un viaggio in Afghanistan e dĆ inizio al celebre progetto delle Mappe, una serie di arazzi che rappresentano il planisfero politico e che documentano, nel corso degli anni, gli spostamenti dei confini nazionali. Intessute per lui da un gruppo di donne afghane, le mappe sono per Boetti anche un motivo di riflessione sulla delega del lavoro manuale da parte dellāartista. Nel 1972 la sua arte subisce una svolta concettuale: lāartista comincia a firmarsi āAlighiero e Boettiā. Quella āeā tra il nome e il cognome diventa manifesto dello scambio dialettico tra le due metĆ di se stesso: lāuomo e lāartista. Boetti ĆØ affascinato dai sistemi concettuali utilizzati dallāumanitĆ per organizzare le proprie conoscenze e quantificare fenomeni non quantificabili. Molti dei suoi lavori, realizzati con i media più diversi (penna su carta intelata, cartoline, francobolli, tessuti), seguono precise regole del gioco e assumono spesso la forma di estenuanti esercizi di ripetizione di figure o simboli, basati su ritmi musicali o matematici. Incluso nella mostra capitale di Harald Szeemann When attitudes become form (1969), ĆØ stato sei volte presente alla Biennale di Venezia, con sala personale premiata nellāedizione del 1990 e un omaggio postumo nel 2001.
Ingresso libero previa registrazione
Immagine in evidenza
Copertine 1984, Courtesy Archivio Alighiero Boetti (part.)