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Raffaello Galiotto. Artefacta lapis

giovedì 10 Ottobre 2024 - venerdì 18 Ottobre 2024
Raffaello Galiotto. Artefacta lapis

sede: Ex chiesa di San Pietro in Monastero (Verona).
cura: Alfonso Cariolato.

Forme arcuate, eleganti increspature della materia, superfici plasmate ad arte per il tramite della tecnologia.
Si presentano così le ventuno opere litiche — di cui cinque inedite — realizzate da Raffaello Galiotto per Artefacta Lapis, la nuova mostra personale che animerà gli spazi del’Ex chiesa di San Pietro in Monastero nel centro storico di Verona.

Curata da Alfonso Cariolato — filosofo dell’arte che per il volume della mostra ha scritto Polvere, acqua e punta di diamante, un intenso testo critico che accompagna le immagini dei lavori in mostra — Artefacta Lapis è un raffinato viaggio nella ricerca d’artista condotta da Galiotto, un lavoro in equilibrio tra arte e tecnologia, tra Natura e materia, tra pensiero antico e strumenti della contemporaneità

È pratica complessa quella messa a punto da Galiotto per dare forma — letteralmente — all’idea. Una pratica che forgia gli strumenti che concretamente sono chiamati a modellare la pietra, forzandola, incidendola, levigandola per lasciar affiorare in superficie le forme organiche disegnate al computer dall’artista. Arte e tecnologia come espressione dello spirito del tempo ma con un limite, quello che il curatore definisce “la rivincita della materia” così descritta nel testo in catalogo: “Le forme sono opera dell’uomo, ma in esse il materiale si prende la rivincita. Si lascia plasmare e nell’attimo più alto quando ormai si sarebbe indotti a credere che l’idea abbia campo libero, quasi affrancata dalla materia, dunque nel momento platonico della pura forma, a emergere è l’elemento materico con i suoi colori, le gradazioni, i toni allo stato brado. Si comprende così che non c’è forma separata dalla materia, o meglio: la forma è sempre forma-dei-materiali, con le loro peculiarità e idiosincrasie”.

Accanto alla forma, dunque, il colore. Espresso in purezza o policromo, a tratti uniforme, in altri striato. Denso e pastoso o appena accennato al limite della percezione.
In queste sculture i colori dei marmi interagiscono di volta in volta con la figura in una modalità tale da scompaginare i limiti tra l’ideato e il naturale. L’esito di questo intreccio, tra la prestazione tecnica spinta alle estreme possibilità e il risultante dalla persistenza inaggirabile del materiale, è una singolare serie di esseri biomorfi che sembrano provenire da altri mondi. Anche gli spessori — talmente sottili da influenzare la percezione della luce e del colore — concorrono ad alimentare la creazione di un mondo “altro”.

“I colori dei marmi vengono esibiti nelle loro vene più nascoste tanto da confondere i confini tra artificio e natura.”
Alfonso Caricato

Allestite lungo l’asse centrale della navata e nei quattro altari laterali dell’Ex chiesa di San Pietro in Monastero, le ventuno opere in marmi colorati saranno illuminate per esaltare le increspature e le pieghe della pietra, le percettibili variazioni cromatiche delle superfici e degli spessori della materia. Un gioco di chiaroscuri teatrali per una messa in scena dal forte impatto visivo.

Realizzata nell’ambito del programma di eventi collaterali di ArtVerona, in collaborazione con Marmomac

Inaugurazione
10.10.2024, ore 18.30

Immagine in evidenza
Raffaello Galiotto – Dicotomo

Dettagli

Luogo

  • EX CHIESA DI SAN PIETRO IN MONASTERO
  • Via Giuseppe Garibaldi, 3
    Verona, 37121 Italia
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