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Renato Casaro. L’ultimo uomo che ha dipinto il cinema

sede: Museo Nazionale Collezione Salce (Treviso).
Il Museo nazionale Collezione Salce di Treviso rende omaggio a Renato Casaro, il re dei cartellonisti cinematografici, dedicandogli una delle Sale espositive della sede museale di San Gaetano, a Treviso. Nel 2024 Renato Casaro ha donato allo Stato italiano e per esso alla Direzione regionale Musei nazionali Veneto, Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, un nucleo di opere da lui realizzate nel corso della sua pluridecennale carriera internazionale: disegni, bozzetti, manifesti e locandine.
Artigiano di genio, sin dagli esordi Casaro misura la sua arte con quanto Cinecittà e il cinema internazionale andavano proponendo. Via via il suo stile conquista i grandi registi: Jean-Jacques Annaud, Dario Argento, Marco Bellocchio, Ingmar Bergman, Bernardo Bertolucci, Luc Besson, John Boorman, Tinto Brass, Liliana Cavani, Francis Ford Coppola, Milos Forman, Costa-Gavras, Pietro Germi, Claude Lelouch, Ugo Liberatore, Sergio Leone, Sidney Lumet, Anthony Mann, Mario Monicelli, Francesco Rosi, Alberto Sordi, John Sturges, Giuseppe Tornatore, François Truffaut, Carlo Vanzina, Carlo Verdone, Quentin Tarantino.
Firma l’immagine grafica di film popolari e serie come Trinità e Rambo o gli indimenticabili manifesti di capolavori quali I magnifici sette, C’era una volta in America, Amadeus, Il nome della rosa, Il tè nel deserto, L’ultimo imperatore, Nikita, Balla coi lupi e molti altri.
Era stata la mostra monografica “Renato Casaro. L’ultimo cartellonista del cinema. Treviso, Roma, Hollywood” ad inaugurare il 12 giugno 2021 la nuova sezione del Museo Nazionale Collezione Salce, nella ritrovata chiesa di Santa Margherita.
Per questa sua prima monografica a tema, nella sede di San Gaetano, Casaro ha scelto di raccontare una parte forse più leggera ma sicuramente popolarissima della sua produzione, quella riservata alla commedia. Seguiranno poi western, fantasy, horror, classic/cult e molti altri.
Immagine in evidenza
Manifesto di Renato Casaro per il film “Terno secco” (part.)