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Rimini – Eventi e luoghi di interesse

1 Gennaio 2018 - 31 Dicembre 2020

Rimini - Eventi e luoghi di interesse

sede: Varie Sedi (Rimini).

Rimini è il principale, nonché più popoloso, centro della Riviera romagnola, la seconda città per numero di abitanti (dopo Ravenna) di tutta la Romagna e la ventottesima città più grande d’Italia. Località di soggiorno estivo di fama internazionale, si estende per 15 km lungo la costa del mare Adriatico, vanta una lunga tradizione turistica, fu infatti sulla spiaggia di Rimini che nel 1843 venne inaugurato il primo stabilimento balneare in Italia.
Colonia fondata infatti dai Romani nel 268 a.C., per tutto il periodo della loro dominazione è stata un fondamentale nodo di comunicazione fra il nord e il sud della penisola e sul suo suolo gli imperatori romani eressero monumenti dei quali restano tracce importanti, come l’Arco d’Augusto, punto di arrivo della Via Flaminia, il Ponte di Tiberio punto di partenza della Via Emilia e della Via Popilia e l’Anfiteatro; poi la Domus del Chirurgo, il più importante ritrovamento archeologico degli ultimi anni con la più completa collezione di strumenti chirurgici dell’antichità, un unicum in Italia, una piccola Pompei nel cuore della città.
A Rimini, nei primi anni del Trecento, si è formata una scuola di pittura giottesca, che rappresenta uno dei capitoli fondamentali della storia dell’arte e di cui la chiesa di Sant’Agostino e il Museo civico conservano molte opere. Tra queste, Il Giudizio universale di Giovanni da Rimini, l’esponente più celebre di questa scuola, rappresentata nel suo capostipite, Giotto, dal crocifisso nel Tempio Malatestiano, opera di Leon Battista Alberti.
Rimini è stata il feudo Malatesta, Sigismondo Malatesta, fu il signore di Rimini, la sua corte è stata una delle più vivaci dell’epoca, ospitando come già citati artisti del calibro di Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Roberto Valturio, Matteo de’ Pasti e producendo opere quali che fece realizzare due tra le testimonianze più alte del Rinascimento italiano: il già citato il Tempio Malatestiano, e Castel Sismondo, la sola opera ossidionale superstite di Filippo Brunelleschi.

Sito istituzionale
http://www.comune.rimini.it/

Eventi a Rimini
http://www.riminiturismo.it/

Eventi
Manifestazioni ed eventi di primo piano si tengono a Rimini in ogni periodo dell’anno.

in programma diversi eventi: dalle rassegne – la più nota delle quali è la Sagra Musicale Malatestiana –, a concerti, eventi sportivi (Paganello), culturali Festival del mondo antico, e mondani, tra cui particolare rilievo ha la Notte Rosa, che si festeggia in contemporanea lungo l’intera costa dell’Emilia-Romagna. In inizio estate altri eventi caratterizzano la città, uno di questi è Al Mèni, Rimini diventa la capitale italiana del gusto, il Circo 8 e 1/2 dei sapori , showcooking degli chef, street food gourmet, gelati stellati, mercato dei prodotti di contadini, artigiani e designer.

Rimini Fiera è la media company fieristica della città e del territorio di Rimini. Rimini Fiera presidia quattro distretti economici (Travel & Tourism, Technology & Enviroment, Entertainment & Leisure e Hotel & Food Industry) con manifestazioni ad alta specializzazione (35 tra annuali e biennali, 11 delle quali con la qualifica di internazionale e per la maggior parte organizzate direttamente).

Sede di congressi nazionali e internazionali, la città ospita il Meeting per l’amicizia fra i popoli e le Giornate internazionali di studio “Pio Manzù”, nell’ambito dei quali si tengono interventi, mostre e incontri su temi di attualità, società e politica.

Musei

Il Museo della Città, principale istituzione museale di Rimini, fu inaugurato come Galleria Archeologica al piano terra di Palazzo Gambalunga nel 1872 dallo storico riminese Luigi Tonini, assai attivo nella ricerca e nello studio del patrimonio archeologico locale, che da secoli d’altronde rivestiva uno spiccato interesse nella cultura cittadina data la grandiosità dei monumenti e delle rovine che l’età romana aveva qui lasciato. La galleria fu il primo museo della città e fu concepita come raccolta di antichità etrusche e romane rinvenute a Rimini e nelle campagne circostanti.
Nel 1923 il museo fu ordinato nelle sale del convento di San Francesco e nel 1938 fu ampliato con una sezione di arte medievale. I materiali furono sottratti alle distruzioni belliche con il trasferimento tra il 1940 e il 1943 di gran parte dei reperti in due distinti rifugi a Spadarolo e Novafeltria. Nel 1964 le raccolte furono trasferite a Palazzo Visconti e infine, nel 1990, nel grande Collegio dei Gesuiti, progettato dall’architetto bolognese Alfonso Torregiani e ultimato nel 1749.
Nella sezione archeologica sono esposti corredi delle necropoli villanoviane di Verucchio e Covignano, frammenti architettonici, sculture, mosaici, ceramiche, monete di età repubblicana e imperiale e il singolare corredo medico dalla domus del chirurgo. Nella raccolta del lapidario romano, ordinato nella corte del convento, figurano monumenti funerari, epigrafi e miliari.
La sezione di arte medievale e moderna comprende raccolte di pittura, scultura, ceramica e oggetti d’arte di scuola romagnola (Giovanni da Rimini, Giuliano da Rimini, Guido Cagnacci), emiliana (Guercino, Vittorio Maria Bigari), toscana (Domenico Ghirlandaio, Agostino di Duccio) e veneta (Giovanni Bellini) dal XIV al XIX secolo. Il museo organizza esposizioni temporanee e promuove attività di ricerca, studio e restauro del patrimonio storico e artistico cittadino.

Il Museo Fellini, dedicato all’omonimo regista riminese, ospita esposizioni temporanee di documenti, disegni, scenografie e costumi relativi alla produzione cinematografica di Federico Fellini.

Il Museo degli Sguardi, allestito nella settecentesca Villa Alvarado, sul colle di Covignano, fu istituito nel 2005 con l’acquisizione dei reperti del Museo delle culture extraeuropee “Dinz Rialto” , fondato a Rimini nel 1972 dall’omonimo esploratore padovano, delle raccolte del Museo Missionario Francescano delle Grazie e di collezioni private. Il museo conta oltre 3.000 pezzi provenienti da Cina, Oceania, Africa e America precolombiana: dipinti, sculture, oggetti d’uso, totem, maschere, strumenti musicali e tessuti illustrano i modi in cui il mondo occidentale ha guardato storicamente alle culture di questi paesi.

Il Museo della Piccola pesca e della Marineria, a Viserbella, documenta la storia della marineria riminese attraverso una raccolta di imbarcazioni, attrezzi per la pesca, modelli, fotografie e un’ampia collezione di conchiglie, provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo.

Nel comune di Rimini sono presenti due musei privati: il Museo dell’Aviazione a Sant’Aquilina, al confine con la Repubblica di San Marino, e il Museo Nazionale del Motociclo, in località Casalecchio.

Arte
Lo sviluppo delle arti figurative a Rimini fu sempre condizionato in larga misura da apporti esterni, cui si devono opere assai rappresentative: l’assenza di una cultura artistica locale realmente attiva e autonoma spiega bene questo fenomeno, protrattosi nei secoli pur con alcune rare eccezioni. La dispersione e la distruzione di molte testimonianze d’arte, dovute specialmente ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, non sempre consentono una lettura unitaria della storia artistica locale.

I monumenti più grandiosi dell’antichità a Rimini, l’Arco d’Augusto e il Ponte di Tiberio, furono costruiti per iniziativa dall’imperatore Augusto. Grandi edifici pubblici e importanti luoghi collettivi (anfiteatro, teatro, foro, terme) sorsero nella prima età imperiale secondo forme architettoniche e modelli ormai consolidati. I caratteri tipologici dell’edilizia residenziale di età imperiale non hanno riscontri nelle regioni della Gallia Cisalpina, tanto per la complessità planimetrica, quanto per la ricchezza di ambienti di rappresentanza e la presenza di vasche ornamentali. In età romana Rimini fu un centro artistico importante, per la presenza di pregevoli opere di importazione e per lo sviluppo in loco di officine e scuole specializzate nella produzione di ceramiche, terrecotte architettoniche, bronzi artistici e mosaici, che raggiunsero altissimi livelli tecnici.

Con l’istituzione del libero comune sorsero in fasi distinte le sedi del potere civile, Palazzo dell’Arengo e Palazzo del Podestà, la cui struttura è analoga a quella dei broletti dell’Italia settentrionale. La più importante testimonianze dell’architettura ecclesiastica medievale è rappresentata dalla chiesa di Sant’Agostino. Intorno al 1310 Giotto dipinse gli affreschi e il Crocifisso su tavola della chiesa di San Francesco: opere importantissime che furono determinanti per lo sviluppo della Scuola riminese del Trecento, espressione artistica autonoma e di alto livello, alla quale appartennero il Maestro dell’Arengo, Giovanni Baronzio, Neri da Rimini, Giovanni da Rimini, Giuliano da Rimini e Francesco da Rimini.

Nella prima metà del Quattrocento il signore di Rimini, Sigismondo Pandolfo Malatesta, le cui ambizioni di mecenatismo furono di certo finalizzate ad accrescere il suo prestigio, promosse la costruzione di opere architettoniche di assoluto rilievo: il Tempio Malatestiano di Leon Battista Alberti e Castel Sismondo. Per il monumento che doveva rendere immortale il suo nome, il Tempio Malatestiano, Sigismondo Pandolfo Malatesta chiamò Agostino di Duccio e Piero della Francesca, il cui affresco, Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a san Sigismondo, insieme al ritratto su tavola del signore custodito al Louvre, rappresenta una tappa fondamentale nel percorso stilistico del maestro toscano. Nella seconda metà del secolo giunsero a Rimini, sempre su commissione malatestiana, opere di Giovanni Bellini e Domenico Ghirlandaio.

Dopo la caduta dei Malatesta, perduto il ruolo di capitale, non si ebbero più grandi opere a Rimini. L’architettura barocca sfuggì agli eccessi e ai fasti propri di questo stile e mantenne un carattere più sobrio e controllato, al pari delle coeve opere bolognesi. La pittura barocca assunse spiccati accenti naturalistici nei dipinti di Guido Cagnacci e Giovan Francesco Nagli, detto il Centino, che si distinguono per le ricerche formali sull’uso della luce. Le architetture neoclassiche più significative furono realizzate da architetti forestieri, tra cui Giuseppe Valadier, Giuseppe Achilli e Luigi Poletti. Tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX, secondo il nuovo gusto borghese per lo storicismo eclettico ed il linguaggio dell’Art Nouveau, sorsero grandi alberghi, villini e stabilimenti per l’alta società, concepiti come volumi tradizionali ma arricchiti da decorazioni floreali e motivi esotici.

Nel complesso scenario dell’architettura contemporanea spiccano le opere di Paolo Portoghesi, Massimiliano Fuksas, Mario Cucinella, Ron Arad e dello studio GMP (Gerkan, Marg und Partner). Opere rappresentative dell’arte riminese del Novecento sono le sculture informali di Elio Morri e Arnaldo Pomodoro (autore del monumento funebre a Federico Fellini), le illustrazioni per grandi firme della moda di René Gruau, la street art di Eron; da ricordare inoltre i manifesti balneari di noti grafici e pittori italiani e stranieri, tra cui Adolfo Busi, Marcello Dudovich e Milton Glaser.

Siti Archeogici
Rimini possiede il più grande patrimonio archeologico dell’Emilia-Romagna, eredità del suo lungo passato e del suo ruolo di importante nodo stradale, centro economico e punto di riferimento per il territorio.

La ricchezza di ritrovamenti si deve all’opera di Luigi Tonini, il più illustre storico riminese, e ai numerosi scavi effettuati nella seconda metà del Novecento, che hanno prodotto una disponibilità documentaria molto ampia sulla storia e sulla struttura della città romana, sull’architettura, l’arte, i culti religiosi, l’economia e molteplici aspetti della vita quotidiana dei suoi abitanti.

I rinvenimenti includono le rovine del monumentale anfiteatro, numerose domus di età repubblicana e imperiale, resti della sede stradale, necropoli sorte lungo le vie consolari e impianti produttivi. I siti archeologici di tre domus, grandi abitazioni signorili che riflettono nei loro caratteri architettonici e decorativi il contatto con la cultura greca e il diffondersi della filosofia dell’“otium”, sono stati conservati in loco: la domus del Chirurgo, la domus di palazzo Massani e la domus della Camera di Commercio. Il complesso dei siti archeologici riminesi include inoltre gli scavi archeologici dell’ex Consorzio Agrario e del convento di S. Giuliano, la Colonna miliare del Terzo Miglio a Miramare e il Ponte romano di S. Vito.

Monumenti e luoghi d’interesse
Rimini possiede un patrimonio storico-artistico di grande rilievo, che comprende chiese e conventi, ville e palazzi gentilizi, fortificazioni, siti archeologici, strade e piazze di interesse storico e artistico. Questa ricchezza è il risultato del succedersi di 22 secoli di storia, attraverso varie civiltà e dominazioni: dai Romani, all’Impero bizantino, all’importante ruolo di libero comune e di capitale malatestiana, fino alle dominazioni veneziana e pontificia. Rimini fu una porta storica verso l’Oriente e il sud del Mediterraneo, grazie alla sua posizione geografica e all’importanza del porto, e punto di incontro tra le culture dell’Italia settentrionale e quelle dell’Italia centrale.
Rimini è ricca di monumenti di ogni epoca, con importantissimi esempi di architettura della civiltà romana, quali l’Arco d’Augusto, il Ponte di Tiberio, l’Anfiteatro e la Domus del Chirurgo, del Medioevo, quali il palazzo dell’Arengo, la chiesa di S. Agostino e Castel Sismondo, e del Rinascimento, con il Tempio Malatestiano, capolavoro di Leon Battista Alberti.
La città, con i suoi borghi e la marina, conserva inoltre un vasto patrimonio architettonico del periodo barocco, neoclassico e liberty, comprendente chiese, palazzi, ville signorili, edifici storici della marineria, hotel e villini d’epoca, testimonianze del suo ruolo di centro culturale, politico, commerciale e, dalla metà dell’Ottocento, di rinomata località balneare.
La città ha mantenuto per secoli l’assetto romano, con il tracciato regolare dei suoi isolati, custodendo allo stesso tempo i grandi monumenti romani che ne dimostravano le origini antiche. Rimini è sempre stata caratterizzata dal vivere la contemporaneità facendo rivivere insieme il suo passato: le trasformazioni medievali, le grandi opere di rinnovamento urbano dei Malatesta, i terremoti, le soppressioni degli ordini conventuali ne hanno determinato un’evoluzione continua, leggibile nella stratificazione di testimonianze storiche. I bombardamenti della seconda guerra mondiale distrussero la città, compromettendo gravemente il patrimonio monumentale e l’integrità del centro storico, che è stato ricostruito e restaurato per valorizzarne gli spazi e i numerosi, pregevoli edifici.

Architetture religiose
Rimini possiede numerose chiese di interesse storico e artistico, conventi e santuari, arricchiti da pregevoli opere d’arte, che testimoniano l’evoluzione dell’architettura e dell’arte attraverso i secoli.

In età romana la città aveva numerosi templi, dedicati a diverse divinità, dei quali non restano testimonianze significative, ad eccezione delle tracce di un antico tempio romano, rinvenute nella pieve di S. Lorenzo in Monte, sul colle di Covignano.

La città, situata alla confluenza di strade consolari di grande traffico, con un porto importante in collegamento con l’Oriente, accolse molto presto la religione cristiana. Le prime testimonianze monumentali del Cristianesimo, tra cui la cattedrale di S. Colomba e la basilica di S. Gaudenzo, furono modificate nel corso dei secoli e distrutte nel periodo napoleonico.

Nel Medioevo sorsero i grandi conventi e le chiese di numerosi ordini religiosi, quali i Benedettini, gli Agostiniani, i Domenicani, i Francescani, i Carmelitani e i Serviti e la città si arricchì di santuari, oratori, celle e tempietti, alcuni dei quali costruiti a ricordo di eventi miracolosi. Tra gli edifici religiosi più importanti costruiti in epoca medievale si ricordano S. Agostino, S. Francesco, S. Giuliano, S. Giovanni Battista, la chiesa dei Servi e la chiesa di S. Domenico, non più esistente.

La chiesa gotica di S. Francesco, già utilizzata come luogo di sepoltura dalla famiglia Malatesta, fu interamente trasformata nella prima metà del XV secolo da Sigismondo Pandolfo Malatesta nel Tempio Malatestiano, monumentale mausoleo del signore di Rimini, su progetto di Leon Battista Alberti.

Sui colli che circondano la città si trovano la chiesa di S. Fortunato, la chiesa della Madonna delle Grazie e la pieve di S. Lorenzo in Monte, di origini medievali e trasformate più volte nel corso dei secoli.

Nel Cinquecento furono costruiti la chiesa della Madonna della Colonnella e il Tempietto di S. Antonio da Padova. Nello stesso secolo furono rinnovate le chiese di S. Rita e di S. Giuliano.

La città ebbe tra il XIV e il XVI secolo una fiorente comunità ebraica, che costruì tre sinagoghe, delle quali non rimane alcuna traccia. La più antica sinagoga è attestata già dal 1486, in Piazza Cavour; una seconda fu costruita nella contrada di S. Colomba e una terza, detta “Sinagoga magna”, in via Cairoli.

Nel Settecento ordini e confraternite promossero il rinnovamento di tutti i principali edifici religiosi: sorse la chiesa del Suffragio e vennero trasformate, in forme grandiose ed eleganti, le chiese di S. Agostino, S. Giovanni Battista, S. Bernardino e la chiesa dei Servi. Gli interni furono decorati da opere di artisti riminesi ed emiliani quali Guido Cagnacci, il Guercino, Vittorio Maria Bigari e Antonio Trentanove. La chiesa di S. Colomba fu cattedrale fino al 1798: il titolo fu prima trasferito alla chiesa di S. Agostino e, nel 1809, al Tempio Malatestiano. Il patrimonio architettonico religioso fu profondamente segnato dalla soppressione degli ordini voluta da Napoleone e dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, che inflissero danni gravissimi.

Architetture civili
Le architetture civili di Rimini comprendono numerosi edifici (palazzi, teatri, hotel storici, ville, villini) e altri monumenti (fontane, ponti, archi) che testimoniano la storia della città attraverso i secoli.

L’Arco d’Augusto e il ponte di Tiberio, monumenti di età romana imperiale, sono da almeno mille anni i simboli di Rimini, ammirati e celebrati, inclusi nello stemma civico fin dal X secolo e assunti a modello per l’architettura del Rinascimento. L’Arco d’Augusto, il più antico arco romano superstite e simbolo di Rimini, fu costruito nel 27 a.C. in onore dell’imperatore Augusto per celebrare il restauro delle più importanti strade consolari italiane. Il ponte di Tiberio, imponente costruzione a cinque arcate, fu costruito sotto Augusto a partire dal 14 d.C. e terminato nel 21 d.C. da Tiberio.

I palazzi dell’Arengo e del Podestà, in piazza Cavour, furono costruiti rispettivamente nel 1204 e nel 1334 in stile gotico. Il grande complesso monumentale, sede del potere civile, delle assemblee cittadine e dell’amministrazione della giustizia fin dal Medioevo, fu trasformato nei secoli successivi e riportato alle forme originarie con lunghi restauri compiuti tra il 1919 e il 1925.

I palazzi nobiliari, caratterizzati da un classicismo composto e solenne, furono in gran parte costruiti tra il XVI e il XVIII secolo dai più importanti casati riminesi. Tra i più importanti figurano Palazzo Garampi, sede del municipio in piazza Cavour, Palazzo Gambalunga, sede della Biblioteca Gambalunghiana, Palazzo Buonadrata, sede della Cassa di Risparmio, Palazzo Cima, Palazzo Diotallevi, Palazzo Giovannini, Palazzo Massani, Palazzo Ricciardelli, Palazzo Ripa, Palazzo Zavagli.

Al XIX secolo risale Palazzo Ghetti, mentre del 1914 è il Palazzo della Cassa di Risparmio, costruito in piazza Luigi Ferrari come sede di rappresentanza della storica banca riminese.

Sul colle di Covignano e sugli altri poggi che circondano la città sorgono splendide ville signorili, sede di proprietari terrieri e residenze di rappresentanza, immerse nel verde di vigneti, oliveti e giardini formali di lecci e cipressi, tra cui Villa Des Vergers, Villa Mattioli, Villa Alvarado, Villa Bianchini, Villa Cantelli, Villa il Castellaccio e Castello Miramare.

Per molti secoli l’unica fontana monumentale della città, di fondamentale importanza in quanto fonte di approvvigionamento idrico, fu la fontana della Pigna, in piazza Cavour, affiancata dal “fontanone” dei cavalli nella stessa piazza. Nel 1928 fu costruita la fontana dei Quattro Cavalli a Marina Centro, a ornamento dei giardini del Kursaal.

L’antica pescheria e il faro, edifici storici della marineria, risalenti alla metà del Settecento, testimoniano la vitalità economica, imprenditoriale e marittima della città, che fu per lungo tempo uno dei principali porti pescherecci e commerciali dell’Adriatico.

Per la sua tradizione di località turistica, tra le più antiche in Italia, la città possiede inoltre numerosi esempi di architetture balneari, quali hotel, stabilimenti balneari e villini, tra cui il Grand Hotel, le palazzine Roma e Milano, i villini Solinas, Baldini, Recordati e Cacciaguerra, a Marina Centro.

Architetture militari
Il patrimonio storico di architetture militari di Rimini riassume l’immagine e la struttura stessa della città dall’antichità romana fino al primo Quattrocento, documentandone i caratteri fondanti, l’evoluzione e gli eventi storici.

Le mura, con i suoi torrioni e le sue porte, e il castello costituirono per secoli un sistema difensivo importante per la vita cittadina sotto molteplici aspetti: protezione dai pericoli esterni, elemento essenziale dell’assetto urbanistico e controllo sui commerci con il territorio circostante.

Rimini ebbe una cinta muraria fin dalla sua fondazione (268 a.C.); nel III secolo d.C. fu costruito un nuovo sistema fortificato che rimase operativo per molto tempo, fino al Medioevo, quando nuove esigenze militari richiesero l’edificazione di una nuova cerchia fortificata, voluta dall’imperatore Federico II.

La cinta muraria malatestiana fu costruita in fasi differenti tra la metà del XIV e l’inizio del XV secolo, a difesa della città e del borgo San Giuliano, seguendo un tracciato leggermente esterno rispetto alle precedenti mura di età repubblicana e federiciana. Le mura del borgo San Giuliano furono edificate per volere di Galeotto I Malatesta nel 1359, mentre la cinta muraria della città fu costruita nel 1426 da Carlo Malatesta.

Castel Sismondo, voluto da Sigismondo Pandolfo Malatesta come residenza signorile e fortezza al tempo stesso, coronava il sistema difensivo malatestiano connettendosi alla cinta muraria cittadina.

Al mutare delle tecniche militari e delle condizioni politiche, tra la fine del Settecento e la metà dell’Ottocento, quasi tutte le porte cittadine furono abbattute e sostituite da barriere daziarie; ulteriori distruzioni avvennero nel Novecento, quando l’espansione urbana varcò l’antico e ormai obsoleto limite delle mura.

Turismo
Rimini è una delle destinazioni turistiche più note in Europa e nel Mediterraneo, grazie alla sua spiaggia, agli attrezzati stabilimenti balneari, ai parchi tematici e alle numerose opportunità per il divertimento e il tempo libero.

Le tradizioni balneari di Rimini risalgono al 1843, data di fondazione del primo Stabilimento balneare, il più antico dell’Adriatico. L’ampiezza della spiaggia, il dolce declivio del fondale marino, la dotazione di stabilimenti e attrezzature balneari, i lussuosi alberghi, la mitezza del clima, la ricchezza di acque curative, i prestigiosi eventi mondani, resero la costa riminese una meta turistica tra le più rinomate e frequentate dall’aristocrazia italiana ed europea.

Il turismo a Rimini nacque inizialmente come soggiorno di tipo terapeutico, per cure talassoterapiche, idroterapiche ed elioterapiche, evolvendosi in villeggiatura balneare d’élite alla fine dell’Ottocento, in turismo medio e piccolo borghese nel Ventennio fascista e, nel secondo dopoguerra, in turismo di massa.

Rimini concentra un quarto dell’offerta alberghiera regionale, con oltre 1.000 hotel di ogni categoria, di cui circa 300 aperti tutto l’anno, per un totale di 72.000 posti letto, oltre a centinaia di residence, appartamenti, villette, bed & breakfast e campeggi.

Il turismo si basa sul settore balneare, accanto al quale si sviluppa l’offerta legata alle fiere e ai congressi, agli eventi, alla notte, alla cultura, al benessere e all’enogastronomia.

Rimini è sede di fiere e congressi internazionali, con un quartiere fieristico e un palacongressi tra i più importanti in Europa, grazie alla posizione geografica e alla concentrazione di strutture ricettive, servizi e attrattive che la città offre. Il commercio, come numero di imprese e di addetti, figura tra i principali settori economici, con un importante centro commerciale all’ingrosso, due ipermercati, grandi magazzini, supermercati e centinaia di negozi e boutique.

Rimini. (13 dicembre 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 20 dicembre 2018, 15:03 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Rimini&oldid=101531782.

Dettagli

Inizio:
1 Gennaio 2018
Fine:
31 Dicembre 2020
Categoria Evento:
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Luogo

VARIE SEDI – RIMINI
Rimini, 47921 Italia + Google Maps