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Roberto Di Costanzo, Ettore Greco. Doppio senso

venerdì 1 dicembre 2017 - venerdì 22 dicembre 2017

Roberto Di Costanzo, Ettore Greco. Doppio senso

sede: Galleria Spazio Cima (Roma).

Roberto Di Costanzo ed Ettore Greco, due forme di arte diverse: il primo disegna, l’altro scolpisce. Stili quasi paralleli, ma che si intersecano lungo il sentiero che conduce alla verità. China, gesso, bronzo e terracotta: non è il materiale ad essere importante, quanto la ricerca e la voglia di indagare il vero, anche nell’imperfezione. Perché l’arte è bellezza, e la vera bellezza, secondo gli artisti, si nasconde nel difetto.

Doppio senso significa, per Di Costanzo e Greco, il loro apparente andare in direzione opposta, ma che conduce entrambi alla ricerca della verità. Nel disegno c’è una tridimensionalità, quella della persona. Nella china, nel tratto, c’è un tentativo più alto di rappresentare “altro”. Di Costanzo ricerca la tridimensionalità attraverso il segno, Greco attraverso l’aggrovigliarsi di corpi, nel loro turbamento, nei volti, nella materia. In entrambi c’è una dimensione “immaginaria”, importantissima.

“Il ritratto di Di Costanzo è immaginario, come un archetipo, è l’idea di ciò che l’artista coglie nei volti, nelle espressioni, sono le suggestioni dei caratteri ed il modo in cui egli concepisce dentro di sé la figura – dichiara Roberta Cima, titolare della galleria – Ritratti immaginari ma interiori che non trovano risvolti reali ma raccontano il reale. I corpi da lui disegnati sono custodi dell’anima, di un sentire profondo e alto, della verità. Tratti decisi e forti, talvolta abbozzati, raffinati, delicati, capaci di cogliere ciò che solo un grande artista è capace di cogliere: l’anima, l’intensità e la bellezza”.

“Anche nelle sculture di Ettore Greco, nella tensione della materia, tutto nasce dall’immaginazione – prosegue Roberta – Le sue sculture sono realizzazioni in creta, in bronzo e in gesso, di grande intensità emotiva, che esprimono un tormento interiore, viscerale. Le opere di Ettore Greco trasudano passionalità, concitazione, pathos, quello che secondo i Greci era una delle due forze che regolavano l’agire umano. Un sentire talmente forte da deformare i corpi e i volti delle sculture di Ettore Greco, da renderli imperfetti, volti a raccontare sentimenti ed emozioni. Sono corpi che rimodellano lo spazio, mossi, pungolati da tensioni interiori, dolori e sofferenze. Le sculture di Greco sono espressioni di inquietudini odierne, sofferenze dell’anima che emergono con prepotenza dalla materia”.

Nonostante le evidenti differenze artistiche e stilistiche, i due artisti hanno un ulteriore senso doppio, ma questa volta in comune: entrambi infatti espongono presso l’Espace Cardin di Parigi e presso la Galleria Maurizio Nobile di Bologna. Proprio per questo background professionale, i due artisti vogliono riportare nel quartiere Coppedè, in questa occasione, la Parigi che li ha visti complici e che ha sancito un sodalizio spirituale, una vicinanza d’animo e d’ispirazione artistica.

Roberto Di Costanzo è ritrattista illustratore, pittore e docente di storia del costume e disegno dal vero. Dopo l’Accademia di Belle Arti di Roma indirizzo scenografia teatrale, spinto dal grande amore per il cinema, accede al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove seguito da Piero Tosi, suo mentore, si diploma in scenografia, costume ed arredamento per il cinema. Contemporaneamente cresce l’interesse per l’illustrazione che lo porterà a lavorare su progetti editoriali di rilievo in Italia e Francia. Dopo numerose mostre personali in Italia, su invito di Pierre Cardin espone presso l’Espace Cardin a Parigi, presentandosi al pubblico francese nella veste di illustratore e ritrattista. A queste seguiranno le esposizioni presso la Casa dell’Architettura di Roma, l’Istituto di cultura francese (Centre Saint Louis) e il successo della mostra “Sotto casa di Federico”, tributo a Fellini, in via Margutta. Dopo la mostra “Accademia e l’Eros” nella splendida via Giulia, Di Costanzo continua il suo percorso espositivo nel cuore della capitale. Attualmente è docente di storia del costume presso l’Accademia del Lusso di Roma e l’Accademia Italiana. Conduce inoltre seminari di disegno e pittura.

Ettore Greco nasce a Padova nel 1969 e si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1992. Nel 1994 ha aperto un suo atelier e due anni più tardi ha tenuto la prima mostra personale. Dal marzo del 2011 un suo San Sebastiano è in permanenza al Vittoriale degli Italiani, la casa-museo di Gabriele d’Annunzio a Gardone Riviera e nel giugno dello stesso anno lo scultore veneto è presente alla 54. Biennale di Venezia. Collabora con l’Espace Pierre Cardin di Parigi, dove nell’autunno del 2013 si è tenuta una sua personale. Le sue sculture sono state esposte in molte città tra cui Milano, Torino, Firenze, Berlino, Parigi, New York. Dal 2009 collabora con la Galleria Maurizio Nobile per la quale ha realizzato numerose opere nel 2011 per la mostra “Fior di Barba” e nel 2012 per la mostra “Fine o Rinascita?”, 2012 – 2013. Lo scultore, pur non abbandonando i suoi riferimenti alla scultura di Rodin, si ispira a dipinti del Seicento, traducendo immagini e suggestioni pittoriche in bronzo, terracotta e gesso. Vive e lavora a Padova.

Dettagli

Inizio:
venerdì 1 dicembre 2017
Fine:
venerdì 22 dicembre 2017
Categoria Evento:

Luogo

SPAZIO CIMA
Via Ombrone, 9
Roma, 00198 Italia
+ Google Maps
Telefono:
06 85302973
Sito web:
www.spaziocima.it

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