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Science Art Visions – Mostra virtuale 3d

domenica 15 Settembre 2024 - mercoledƬ 15 Gennaio 2025
Science Art Visions

sede: Arte.Go.Gallery (Online).
cura: Ennio Bianco.

Tre esposizioni virtuali per mettere a fuoco il margine, per esplorare quelli che l’Arte Contemporanea individua come “temi di confine”: i più controversi, forse, e per tale ragione i più vitali.
ƈ questa idea ad aver orientato Arte.Go nella celebrazione del trentesimo anno della rivista, come dimostrano l’ideazione e il successo di “Gender fluid. L’arte sfida i binarismi di genere” curata da Valerio Dehò e “Altre ecologie. Quando l’arte protegge il Pianeta” a cura di Maurita Cardone. Due mostre liminari, prismatiche, dove i motivi chiave del nostro tempo vengono declinati in forma interstiziale, nella centralitĆ  del dialogo tra le arti.

Il terzo e ultimo capitolo, “Science Art Visions“, curato da Ennio Bianco, si pone ora come coronamento ideale di un percorso all’insegna della “contaminazione”, in cui uno sguardo sugli scenari futuri convive con una riflessione sullo stato dell’arte e sul rapporto, sempre più intenso, tra cultura umanistica e scientifico-tecnologica.
Una esposizione che si propone di esplorare l’interazione dinamica tra arte e scienze, dunque, attraverso le opere di artisti-ricercatori che, affascinati dai principi scientifici, traducono idee complesse in narrazioni visive avvincenti, trascendendo i confini tra le discipline con l’obiettivo di offrire agli spettatori una testimonianza di come la creativitĆ  e la ricerca scientifica possano coesistere, ispirarsi e arricchirsi a vicenda.

Ma, al di lĆ  delle opere, pur affascinanti, ĆØ un motivo più profondo quello che ha spinto a proporre ai lettori di Arte.go questa singolare esposizione, ovvero l’idea di approfondire la contrapposizione – tipica del mondo contemporaneo – tra cultura scientifico-tecnologica e sapere umanistico. Una dicotomia fallace, che altera la percezione dei valori più profondi dell’umanitĆ  e impone una visione parziale di ciò che il mondo dell’arte ĆØ in grado di concepire e produrre.
La rapida evoluzione scientifico-tecnologica non solo sta trasformando l’organizzazione della societĆ , ma ĆØ in grado di rimodellare la stessa cultura umanistica storicamente associata all’esplorazione delle esperienze letterarie, filosofiche, storico-artistiche, di contro all’elaborazione della Scienza sovente legata ai meri dati empirici e ad aspetti quantitativi. ƈ qui che risiede la debolezza di tale coppia di opposti, schiacciati sull’individuazione di due culture quasi contrapposte e relegate a campi d’azione appena sovrapponibili.
In un’epoca di travolgente progresso scientifico come l’attuale, una distinzione del genere appare necessariamente sfumata giacchĆ© il sapere tecnologico pervade gli usi quotidiani andando a ridefinire le modalitĆ  con cui la cultura umanistica può essere compresa e acquisita sino a investire, di conseguenza, la nostra percezione della realtĆ .

Numerosi sono gli esempi che riguardano gli effetti della riorganizzazione tecnologica di vari settori della societĆ  contemporanea, dall’istruzione al turismo, dalla medicina all’agricoltura. Si pensi alla grande rivoluzione della scuola digitale, in cui le nuove tecnologie (piattaforme online, aule virtuali, portatili all’avanguardia e apprendimento personalizzato fondato sull’AI) hanno consentito di abbattere i limiti spazio-temporali e di promuovere un ambiente educativo più inclusivo e diversificato. O ancora ai passi avanti compiuti nel settore sanitario, con innovazioni quali la telemedicina, la chirurgia robotica e la diagnostica basata sull’intelligenza artificiale, in grado di migliorare la cura e la qualitĆ  di vita dei pazienti, nonchĆ© l’accessibilitĆ  alle cure.

Nel mezzo di tali trasformazioni, gli artisti assumono un ruolo centrale nell’esplorazione e nella critica alle implicazioni dell’automatizzazione. Lungi dall’essere osservatori passivi, molti ricorrono alla tecnologia come strumento e come soggetto, per riflettere sulle complessitĆ  della vita contemporanea e offrire una visione altra – più densa e attuale – della relazione tra scienza e sapere umanistico.
Questo impegno ha portato all’emergere di nuove forme d’arte (si pensi a quella digitale o all’arte generata dall’intelligenza artificiale, senza dimenticare le forme d’arte ispirate alla biologia, alla teoria dei quanti, all’elettronica, alla robotica, alla comunicazione, etc.) che sfidano le tradizionali definizioni di elaborazione creativa e mirano all’esplorazione di nuovi strumenti e dimensioni.

Science Art Visions

Il titolo stesso dell’esposizione, Science Art Visions, racchiude il senso di tali riflessioni, laddove il termine “visions” ĆØ lasciato volutamente ambiguo poichĆ© evoca diverse interpretazioni, delle opere in mostra al dialogo tra scienza, tecnologia e arte. Questa parola funge da ponte concettuale, collegando le opere d’arte (video e immagini digitali) con le prospettive ideologiche alla base delle sperimentazioni degli artisti in mostra.
L’artista, del resto, ĆØ un visionario, colui che riflette sullo stato attuale del mondo e lavora, al tempo stesso, per modificarne il corso. La mostra diventa cosƬ uno spazio di dialogo tra presente e futuro, in cui le visioni degli artisti offrono sia commenti che provocazioni critiche, incoraggiando gli spettatori a considerare le più ampie implicazioni socio-culturali dell’evoluzione scientifica sull’umanitĆ .

Il rapporto tra visioni artistiche e scientifiche, il loro procedere in parallelo, mostra cosƬ l’inestricabile compatibilitĆ  tra i due campi, attraversati da una spinta all’esplorazione, alla sperimentazione e all’immaginazione di scenari futuri. Le opere riflettono la fluiditĆ  e l’imprevedibilitĆ  del progresso scientifico, evidenziando come l’arte sia in grado interpretare, indagare e riflettere gli straordinari cambiamenti in atto.
Il termine “visions” può essere dunque inteso come finestra sul mondo dei singoli artisti, sulla loro personalitĆ  creativa, ma ĆØ anche una sonda sulle prospettive e sulle aspirazioni degli stessi, sulle loro visioni del presente e del futuro, modellate dalla comprensione dei cambiamenti scientifico-tecnologici in corso nella societĆ . Interagendo con temi come l’intelligenza artificiale, la biotecnologia, la trasformazione digitale, lo sviluppo dell’elettronica, della robotica, etc., questi artisti non creano solo arte ma riflettono e commentano le implicazioni di tali progressi per il futuro dell’umanitĆ ..

In questa prospettiva, i protagonisti di Science Art VisionsĀ (otto donne e quattro uomini, altro dato cogente che ribalta l’equivalenza limitante tra donne e sapere umanistico) si confrontano con domande come: In che modo la tecnologia ridefinirĆ  le nostre nozioni di identitĆ  e realtĆ ? Quali sfide etiche derivano dal progresso scientifico? Come può l’arte aiutarci a orientarci in un mondo sempre più complesso e interconnesso?
Questioni di grande attualitĆ  che fanno dell’esposizione un campo di indagine in cui lo spettatore potrĆ  ammirare opere non solo ispirate da concetti scientifici ma profondamente intrecciate con essi. Attraverso i video, le immagini e le sinossi preparate direttamente dagli artisti, egli sarĆ  invitato a riflettere sui misteri del mondo naturale, sulle complessitĆ  della tecnologia e sulle domande profonde che tramano sia l’arte che la scienza.

Ogni opera presente in mostra ĆØ infatti una testimonianza della capacitĆ  di questi artisti di colmare il divario tra due mondi solo apparentemente separati. Interagendo con argomenti come meccanica quantistica, sistemi biologici, intelligenza artificiale e fenomeni cosmici, essi offriranno nuove prospettive per invitarci a osservare l’universo mediante un caleidoscopio di meraviglie e possibilitĆ .

Science Art Visions intende essere uno spazio dove l’immaginazione incontra l’innovazione, in cui l’astratto diventa tangibile e dove l’ignoto entra a contatto con l’esperienza umana.
Ginevra Amadio

“Science Art Visions”
da 15 settembre 2024 al 15 gennaio 2025

Autori:
Susan Aldworth, Suzanne Anker, June Balthazar & Pierre Pauze, Heather Barnett, Daniela De Paulis, Marco Donnarumma, Andy Lomas, Helen Pynor, Tina Salvadori Paz, Maja Smrekar, Stel Stelarc, Emilio Vavarella
Opere:
Susan Aldworth – Brainscape / Transience / Modern Alchemy
Suzanne Anker – After Eden
June Balthazard & Pierre Pauze – MASS
Heather Barnett – Ripple Rift
Daniela de Paulis – A Sign in Space / Mare Incognito
Marco Donnarumma – I Am Your Body: Ex Silens e Niranthea
Andy Lomas – Synchrony / Twitchy Cells
Helen Pynor – 93% Human
Tina Salvadori Paz – Quantum Flickers of Time
Maja Smrekar & Jonas JĆørgensen – !brute_force: Soft Resilience
Stelarc – Possessed And Performing Body
Emilio Vavarella – Animal Cinema

Catalogo:
“Science Art Visions. Il Catalogo” di Francesca Piperis

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“Il respiro del mondo: l’Arte di Helen Pynor oltre i confini della specie” di Paola Milicia

Locandina

Immagine guida: Helen Pynor – “93% Human”, 2023 (video still image)

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L’immagine guida della mostra ĆØ “93% Human”, 2023 (video still image) di Helen Pynor.
Locandina, banner e materiali social: Ian De Novellis
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