sede: Palazzo Chigi di Formello (Formello, Roma).
cura: Andrea Romoli Barberini.
“Già ampiamente utilizzati nel lessico della letteratura artistica, “segno” e “materia”, a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso hanno iniziato a rappresentare qualcosa di molto prossimo a due fondamentali coordinate per l’individuazione, la collocazione critica e la lettura di determinati manufatti.
Sostanzialmente riconducibili, non senza eccezioni, ad una particolare declinazione della pittura aniconica, altra e distante, anche nei suoi presupposti, dalle pionieristiche esperienze dei primi decenni del Novecento, queste coordinate rimarranno fondamentali per identificare orientamenti e caratteristiche formali di quell’ampio, complesso e variegato contesto dell’arte che, successivamente, con Michel Tapiè, troverà nei primi anni Cinquanta, la sua più efficace definizione critica con il termine Informale.
Nel solco di questa nobile eredità, che nel corso del tempo è andata sviluppandosi e integrandosi di portati di senso in più di un caso quasi in contraddizione con la rigorosa negazione degli esordi, segno e materia rappresentano, in questa mostra, dei confini ideali entro i quali si possono collocare, pur nell’evidente diversità dei rispettivi esiti, le ricerche di cinque artisti, Angelo Aligia, Tommaso Cascella, Marco Ferri, Pietro Perrone e Giulio Telarico, da anni impegnati in sperimentazioni che chiamano in causa pittura e scultura e che vivono la stagione della piena maturità”.
Autori: Angelo Aligia, Tommaso Cascella, Marco Ferri, Pietro Perrone, Giulio Telarico
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di Angelo Aligia