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Segno Forma Gesto – Afro, Burri, Fontana e gli artisti italiani negli anni ’50 e ‘60

sabato 23 agosto 2014 - domenica 16 novembre 2014

Tutto va rimesso in causa. L’artista è libero per la sua libera esplorazione, come lo è lo scienziato che non domanda il permesso a nessuno per una scoperta. Non esistono soltanto scoperte scientifiche, esistono scoperte poetiche.
Con queste parole Emilio Vedova, in un breve scritto del 1954, condensò lo spirito del tempo e dei fermenti artistici che lo andavano scuotendo. Rimettere tutto in causa voleva dire una cosa profondamente diversa da ciò che avevano inteso le avanguardie del primo Novecento. Negli anni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale nessuno poteva consentire – a sé stesso e agli altri – alcun tipo di rivoluzione meramente estetica, un rinnovamento che non rimettesse in discussione il senso stesso del fare arte, la funzione sociale dell’artista.
La libertà d’espressione, dunque, il rifiuto delle norme – tanto quelle dettate dalla tradizione, quanto quelle ormai ridotte a formalismo stabilite dalle avanguardie storiche – la forte componente esistenziale furono i principali elementi comuni che condussero gli artisti a sperimentare tecniche, materiali e modalità espressive molto diverse tra loro. I risultati di questa incessante sperimentazione sono perfettamente leggibili anche nelle opere su carta, esiti spesso perfettamente compiuti e autonomi, piuttosto che abbozzi e appunti di carattere progettuale. I principali orientamenti linguistici dell’Informale italiano e delle coeve ricerche sono ben rappresentati all’interno della collezione della Galleria civica di Modena, i cui fogli testimoniano il prevalere, di volta in volta, del segno, del gesto, della forma, della materia, dell’articolazione spaziale. Ai disegni si aggiungono le incisioni della collezione di Don Casimiro Bettelli, che la Galleria civica ha ricevuto in comodato dalla Curia modenese nel 1999, esempi spesso straordinari di capacità d’invenzione e sorprendente sperimentazione tecnica, come nei casi rappresentati dalla grafica di Alberto Burri e di Lucio Fontana.

L’esposizione proporrà più di settanta opere in un iter studiato per spiegare al pubblico il particolare rinnovamento artistico e culturale, che per la prima volta nella storia dell’arte si è diffuso in paesi e continenti diversi sviluppando soluzioni analoghe e di cui gli artisti italiani attivi intorno anni ’50 e ’60 sono stati protagonisti non secondari.

In Italia infatti artisti come Afro, Burri, Capogrossi e Fontana per citarne solo alcuni, sono stati in grado di raccogliere le avanguardie e riformulare autonomamente soluzioni formali sorprendentemente nuove.
Oltre alle già citate opere provenienti dalla Galleria di Modena, la mostra avrà l’onore di ospitare una cartella di sei Combustioni e due rari Disegni di Alberto Burri. La Fondazione tifernate, ha infatti voluto onorare con il prestito di alcune opere di Burri, questo evento concepito come punto di partenza tematico per le celebrazioni del centenario della nascita, previsto per il prossimo anno. Per la prima volta a Città di Castello, un centro per le arti contemporanee che opera a livello nazionale e internazionale, coopera con realtà consolidate e nuove associazioni emergenti del territorio, per un progetto artistico dall’alto valore didattico e culturale.
Carla Accardi, Afro, Vasco Bendini, Annibale Biglione, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Mino Ceretti, Piero Dorazio, Lucio Fontana, Pinot Gallizio, Bice Lazzari, Leoncillo, Mario Nanni, Gastone Novelli, Cesare Peverelli, Concetto Pozzati, Bepi Romagnoni, Antonio Sanfilippo, Emilio Scanavino, Tancredi, Claudio Verna, Giuseppe Zigaina sono i protagonisti di questa articolata e multiforme avventura intellettuale, le cui tracce permangono ancora vive e nette nelle fragili carte esposte in mostra, con i loro segni d’uso, le pieghe, le piccole macchie che ne raccontano la storia, il loro passaggio – tuttora in corso – nel tempo.

Mostra curata dal direttore della Galleria Civica di Modena Marco Pierini, con il supporto tecnico e operativo di Atlante Servizi Culturali, in collaborazione con la Fondazione Burri e il sostegno del Comune di Città di Castello e l’Associazione Palazzo Vitelli a S. Egidio.

Dettagli

Inizio:
sabato 23 agosto 2014
Fine:
domenica 16 novembre 2014
Categoria Evento:
Sito web:
http://www.atlantecooperativa.it/citt%C3%A0-di-castello/pg/mostra-segno-forma-gesto.html

Luogo

PINACOTECA COMUNALE DI CITTÀ DI CASTELLO
via della Cannoniera 22/a
Città di Castello, 06012 Italia
+ Google Maps
Telefono:
075 8554202