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Silvia Stocchetto. Ecologia dell’immaginario

sabato 29 Novembre 2025 - sabato 20 Dicembre 2025
Silvia Stocchetto. Ecologia dell’immaginario

sede: Multimedial Laboratory Art Conservation (Venezia).
cura: Stefano Cecchetto.

In questo momento storico in cui l’antropocentrismo nelle sue forma più esasperate sta distruggendo l’ambiente che ci ospita, l’arte racconta ampiamente e in modi diversi il rapporto con la natura. Come scrive il curatore Stefano Cecchetto, Silvia Stocchetto invita lo spettatore a immergersi in un percorso originale: ” Attraverso un personale linguaggio pittorico, le indulgenti metafore di un universo visivo, mitologico e classicheggiante che induce, tra scienza, natura e biologia, alla rivelazione di un mondo visibile e invisibile nello stesso tempo”.

L’artista, vincitrice del Premio Mestre di Pittura nel 2024, la cui opera figura tra le recenti acquisizioni della collezione permanente del Museo Ca’ Pesaro, sviluppa una poetica che nasce dall’incontro tra prospettiva analitica e sguardo onirico. Silvia Stocchetto, infatti vanta una formazione in Scienze Biologiche, arricchita da un dottorato in Biochimica e Biofisica che condiziona fortemente il suo sguardo. La natura, ibridata da una visione immaginifica, diviene oggetto privilegiato delle sue opere e luogo di sperimentazione ed evoluzione dell’universo pittorico di Stocchetto.

Ad aprire il percorso espositivo, Gru coronata (2016), è un’opera in cui viene definita una grammatica visuale che diverrà tratto distintivo della sua produzione. Natura e figure animali si stagliano su un panorama che suggerisce un aspetto fantastico. A seguire Evolution 2 (2018) definisce la fase che anticipa la comparsa degli Idoli, il paesaggio è caotico, vivo, vibrante, come la lussureggiante vegetazione che contrasta per vividezza gli ocra dello sfondo. In Idolo (2018) prende piede una figurazione che è dominata da animali ancestrali, che abitano fuori dal tempo, trascendendo la materia. Austeri, occupano un ambiente dalla maggiore tensione astratta e dai colori più saturati. Infine, Idolo X (2021) in cui è evidente l’approdo verso una matrice surrealista e i confini tra umano e animale si fanno labili in un antropomorfismo enigmatico che trova soluzione nell’ibridazione dei corpi congiunti a strumenti musicali, oggetti artificiali e inserti naturali.

Continua Stefano Cecchetto “In questo procedere, l’artista rompe gli schemi predefiniti della composizione, sia sul piano iconografico che su quello stilistico. Le immagini dei suoi Idoli, diversamente dal surrealismo onirico e visionario di Max Ernst, rintracciano le ambientazioni di un classicismo ‘botanico’ che sembra provenire dal mondo parallelo dell’infanzia, per un incrocio tra vita remota e vita presente”.

Immagine in evidenza
Idolo VI

Dettagli

Luogo

  • MULTIMEDIAL LABORATORY ART CONSERVATION
  • Fondamenta de la Misericordia, 2589
    Venezia, 30121 Italy
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