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- Questo evento ĆØ passato.
Stefano Arienti. Ricchi e poveri

sede: Giardino Le Corbusier, Palazzo dei Congressi (Bologna).
Il contributo di Arte Fiera al circuito degli eventi in cittĆ Art City ĆØ unāopera creata per lāarea di Piazza Costituzione, storico ingresso di Arte Fiera, da Stefano Arienti 1, lāartista italiano che, facendo seguito a Flavio Favelli (2019) ed Eva Marisaldi (2020), avrebbe dovuto presentare una nuova creazione durante lāedizione di Arte Fiera del 2021.
Intitolata “Ricchi e poveri”, la nuova opera di Arienti viene presentata al pubblico nella settimana di Art City. Ć composta di due parti, la prima installata nel Giardino Le Corbusier, la seconda in un piccolo padiglione di vetro di fronte al Palazzo dei Congressi.
Note
- Stefano Arienti ĆØ uno degli artisti italiani più significativi della sua generazione. Nato ad Asola (Mantova) nel 1961, dal 1980 si trasferisce a Milano, dove risiede tuttora. Nel 1986 si laurea in Scienze Agrarie con una tesi di virologia. Partecipa alla prima mostra collettiva nel 1985 alla ex fabbrica Brown Boveri, dove incontra Corrado Levi. Ha frequentato l’ambiente artistico italiano, assieme ad altri giovani artisti, nel momento di rinnovamento successivo alle stagioni dominate dall’Arte Povera e dalla Transavanguardia. Ha tenuto una serie di mostre personali in gallerie e istituzioni d’arte italiane e straniere, fra cui il Museo MAXXI di Roma, La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, Le Fondazioni Querini Stampalia e Bevilacqua la Masa di Venezia e Il Palazzo Ducale di Mantova. Negli Stati Uniti: ArtPace San Antonio, Texas e Isabella Stewart Gardner Museum, Boston. Ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia ed all’estero, fra cui le Biennali di Venezia, Istanbul e Gwanjiu. Ha viaggiato soprattutto in Europa, Nord America e Asia, partecipando pure a programmi di residenza per artisti negli Stati Uniti a San Francisco, Boston e San Antonio, Nuova Dehli, India, e Clisson, Francia. Ha insegnato all’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara di Bergamo e all’UniversitĆ IUAV di Venezia. Fra i tratti ricorrenti della sua poetica, l’uso di materiali comuni e quotidiani; il ricorso a una manualitĆ semplice, più da hobbista, o da artigiano, che da artista; l’utilizzo di immagini preesistenti, tratte da un’iconografia condivisa o dalla storia dell’arte.

