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Stefano Trappolini. Volevo essere Superman

giovedì 20 Febbraio 2020 - venerdì 20 Marzo 2020

Stefano Trappolini. Volevo essere Superman

sede: Galleria Pavart (Roma).
cura: Velia Littera.

Le dieci opere inedite in mostra, oltre ai numerosi schizzi realizzati da Stefano Trappolini, artista “on the road” osservando il prescelto di turno, sono un omaggio all’individuo in quanto “essere speciale”.

Il supereroe è in ognuno di noi, ma spesso la vita e le convenzioni c’impongono una maschera dettata da schemi comportamentali imposti dalla famiglia, dalle istituzioni, dalla scuola, dalla società.
Forse il messaggio dell’artista è proprio questo, trovare dentro di noi la forza di essere noi stessi e toglierci la maschera, anche se questo comporta il rischio di diventare vulnerabili e “messi a nudo”.
Le infinite ed esclusive diversità di ogni individuo dettate dalla sua storia personale possono sicuramente creare un mondo unito fatto di tante unicità.

In un’era che tende a massificare gli individui fin dalla nascita per renderli consumatori di format imposti dalle mode e dalle tendenze, anch’esse dettate da una comunicazione indotta, c’è la necessità di riscoprire l’unicità del proprio Io interiore e non aver paura di considerarsi unici e diversi.

Stefano Trappolini è nato nel 1964 e si è diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Roma nel 1990 nella sezione di pittura. La sua ricerca è prevalentemente indirizzata alla pittura ed alla video-arte. Dal 1992 insegna arte della fotografia e della cinematografia al Liceo Artistico Statale di Pomezia. Costante nella pittura di Stefano Trappolini è la ricerca sul simbolo, indagato attraverso la materia e il colore. Il simbolo è per sua stessa natura frutto di un segno scelto, realizzato attraverso il gesto pittorico, il discorso diviene contenitore della scintilla dell’idea: il concetto. Studiando l’intera produzione di Trappolini, possiamo subito notare come il simbolo si conceda nella sua riconoscibilità figurativa, nell’intenzione di mostrare la sua natura primordiale. Quindi in questo processo di ricerca del vero, la pittura diventa prolungamento del pensiero dell’artista attraverso la materia, il colore e la luce, i suoi mezzi di indagine. E nell’opera che l’artista racconta la sua ricerca come un discorso attraverso il quale si manifesta l’ardore e il dolore curioso di chi è pronto a scardinare le regole, ad indagare le viscere, per raggiungere la consapevolezza di aver sfiorato, anche solo per un istante, la forma del simbolo puro: l’equilibrio. Il processo di ricerca dell’artista è accompagnato e accompagna il nostro percorso di indagine con la luce, costante in tutte le sue opere; studiata, rielaborata da Trappolini in tutti i suoi lavori. Una luce che fa da guida al discorso, la luce interiore che si rafforza nel divenire luce dell’intelletto. La luce che guida la mano e lo sguardo di un’artista che vuole vedere “oltre” vuole “dentro”. Per questo motivo la sagoma abbandona il suo cliché e cammina: sulla tela, sulle carte, sul legno; buca il suo supporto e racconta spaccati di contemporaneità, spaccati di vita.
stefanotrappolini.com

Per l’occasione è stato realizzato un catalogo con testo critico di Romina Guidelli.

Dettagli

Inizio:
giovedì 20 Febbraio 2020
Fine:
venerdì 20 Marzo 2020
Categoria Evento:
Tag Evento:
, , , , ,

Luogo

GALLERIA PAVART
Via Giuseppe Dezza, 6b
Roma, 00152 Italia
+ Google Maps
Telefono:
06 58303356
Sito web:
pavart.it
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