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Tappezzeria – Mostra Collettiva

mercoledì 26 ottobre 2016 - venerdì 11 novembre 2016

sede: Fondazione Exclusiva (Roma);
a cura di: Luigi Prestinenza Puglisi.

“La parola Tappezzeria è stata scelta perché è irritante e, insieme, promette inaspettate aperture. Indica una condizione ambigua che non appartiene ai mondi dell’arte e dell’architettura ma che, allo stesso tempo, li coinvolge.
Dall’invenzione della fotografa in poi, la pittura ha dovuto fare, persa la sua condizione di finestra sulla realtà sia pure dell’immaginazione, i conti con la tappezzeria vista insieme come un limite ma anche come un obiettivo, se si vogliono interpretare in un certo modo le intuizione di Clement Greenberg. Non sono stati tappezzieri Matisse, Mondian o Warhol? L’architettura moderna, dal canto suo, ha mostrato non poche difficoltà a confrontarsi con le altre arti, ridimensionandole a semplice ornamento: basti per tutti pensare al ruolo del colore negli edifici canonici di maestri quali Le Corbusier o Mies van der Rohe, ridotto a una semplice sottolineatura di giochi o permutazioni compositive che poco avevano a che fare con la pittura come arte. E in effetti gli architetti diffidano dagli artisti e questi preferiscono esporre in white boxes, il più possibile anonime.
Il progetto Tappezzeria rifugge dalla sistematicità. È partito con due iniziative. La prima è un ciclo di nove articoli che stanno apparendo con cadenza quindicinale su Artribune e che affrontano il tema dal punto di vista storico e, se la parola non apparisse eccessiva, teorico. Sinora sono stati coinvolti: Walter Gropius, Theo van Doesburg, Duchamp, Katherine Dreier, Frederick Kiesler, Ludwig Wittgenstein per arrivare a David Hockney e Bansky.
La seconda è una mostra che impegna cinque artisti italiani che hanno affrontato nel corso della loro ricerca il tema dell’ambiguità tra arte e tappezzeria: Marco Bernardi, Arianna Bonamore, Primarosa Cesarini Sforza, Gruppo Giacenza, Roberta Mariani. Ai cinque non è stato presentato un dettagliato progetto curatoriale. Sono stati invece sollecitati attraverso incontri e conversazioni solo trasversalmente attinenti il tema. In questa luce sono da leggere le personali di quattro di essi a Interno 14 e la realizzazione, da parte del Gruppo Giacenza, di un’opera di tappezzeria, per la galleria stessa, di cui oggi rimane solo una traccia. ”
(Luigi Prestinenza Puglisi)

Tappezzeria in questo primo appuntamento vede in mostra cinque artisti: Marco Bernardi, Arianna Bonamore, Primarosa Cesarini Sforza, Gruppo Giacenza, Roberta Mariani.

Marco Bernardi. “Tre anni fa ho trascorso molto tempo a casa. Nei pensieri predominanti il richiamo storico delle donne che ricamavano per rendersi occupate e superare la noia. Al centro dei loro lavori di ricamo c’erano spesso decori floreali. Un modo per importare l’Esterno all’Interno? Chissà…Io ho voluto passare il tempo allo stesso modo – cucendo gli “arazzetti da guerra” – come se l’uomo chiuso in casa potesse almeno sognare l’avventura violenta della guerra. Un modo produttivo per compensare una forzosa inattività. In corso d’opera ho scoperto il fascino del contrasto tra il Cucito e la Guerra. ”

Arianna Bonamore. “Nelle opere presentate in questa occasione la tappezzeria cambia funzione: la carta da parati usata notoriamente come rivestimento bidimensionale si ribella alla sua nota staticità tramite delle piegature casuali, atto forzato indotto dall’artista stessa, rivelando volumi e forme che andranno a comporre il soggetto dell’opera. La carta non è più considerata il supporto ma diventa una mappa che rivela tramite i segni scelti il viaggio dell’autrice. ”

Primarosa Cesarini Sforza. “Tappezzeria è qualcosa che copre. Avvolge. Nasconde. Ma anche svela, inventando spazi diversi e rendendoli reali, in un’evocazione teoricamente infinita di nuovi spazi e in corrispondenza di ciascun cambiamento che in essa possa introdursi. Là dove c’era all’origine una funzione di chiusura si insedia dunque una dilatazione. Questa possibilità di dilatazione ho inteso rendere esplicita creando uno spazio ideale-stanza, una dimensione ambiente che può essere indefinitamente modificata ed ampliata. ”

Gruppo Giacenza. “Affermiamo di fingerci tappezzieri. Ci siamo dunque posti come Norman o come Friedman scegliendo determinati punti di vista spaziali, temporali, soggettivi, mono-prospettici, pluri-prospettici, da protagonisti, oppure testimoniali, dotati di onniscienza drammatica, selettiva, multi-selettiva, neutra od editoriale. Le decorazioni dei rivestimenti sono risultate vivaci. Immaginandoci scoperti, osserviamo ancora rivestimenti e traiettorie possibili. ” (G. G. )

Roberta Mariani. “Nel lavoro presentato con il titolo “Disorder Drama” traccio un diagramma che esprime sia la sensazione di perdita di confini, anche e soprattutto interiori, sia l’idea di umanità in movimento e l’idea di sradicamento. Ne deriva uno spazio in cui la sensazione di limite, che caratterizza lo stare in terra, viene superato da una distesa sempre uguale ma al tempo stesso animata da un moto imprevedibile. ”

Dettagli

Inizio:
mercoledì 26 ottobre 2016
Fine:
venerdì 11 novembre 2016
Categoria Evento:

Organizzatore

INTERNO 14
Sito web:
www.architetturaecritica.it

Altro

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca

Luogo

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Via Giovanni da Castel Bolognese 81
Roma, 00153 Italia
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