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The name of the rose. Step 2 – Mostra collettiva

giovedƬ 19 Settembre 2024 - martedƬ 29 Ottobre 2024
The name of the rose. Step 2 - Mostra collettiva

sede: C+N Gallery Canepaneri (Milano).
cura: Charles Moore.

Dopo la prima tappa in sede genovese della galleria la scorsa estate, la mostra, a cura di Charles Moore, invita il pubblico a viaggiare nel mondo dell’arte contemporanea in cui le artiste protagoniste rappresentano la loro arte attraverso le varie tonalitĆ  del colore rosa, raccontandoci il valore e il significato della loro arte.
“The Name of the Rose. Step 2” esamina da vicino l’uso artistico del rosa e lo rivaluta attraverso la lente del celebre filosofo italiano del XX secolo, Umberto Eco. L’approccio di Eco alla bellezza come fenomeno soggettivo e dinamico serve da principio guida per la mostra. Reimmaginando la bellezza come un concetto radicato nell’imperfezione e nell’interpretazione, Eco ha aperto la strada a una nuova comprensione del ruolo del colore nell’espressione artistica. La vasta gamma di mezzi e tecniche impiegati dagli artisti in questa mostra sfida le nozioni tradizionali di bellezza, estetica e colore, invitando gli spettatori a partecipare a un dialogo sulle complessitĆ  dell’esperienza umana.
Per gli artisti riuniti in questa mostra, il rosa possiede un potere trasformativo. Dai vivaci dipinti alle eteree sculture, le opere esposte illuminano i molteplici modi in cui il rosa può evocare emozioni, sfidare percezioni e trascendere confini culturali.
La pittura di MJ Torrecampo parla delle relazioni sociali tra le persone e degli aspetti simultanei di cameratismo e divisione all’interno di un gruppo; ĆØ uno sguardo più attento alle relazioni che manteniamo e alle sue complicazioni. La prospettiva rovesciata ĆØ una caratteristica fondamentale dei suoi lavori.

Harriet Riddell sta esplorando la propria interpretazione visiva della bellezza del rosa e del suo impatto. Attraverso il ricamo a mano libera, Harriet celebra la biodiversitĆ  della flora e della fauna britannica.

Chigozie Obi utilizza il rosa per valorizzare il contrasto tra la bellezza naturale della black culture, mettendo in particolare risalto il corpo, spesso rappresentato in modo bidimensionale.
Per Mie Olise KjƦrgaard, il rosa diventa un mezzo per continuare, espandere e sovvertire i discorsi sulla femminilitƠ, arricchendo la sua rappresentazione di soggetti femminili che reclamano la loro voce in modi spesso fantastici.
Gonzalo Garcƭa abbraccia colori audaci, rosa shocking, affinchƩ la vita quotidiana messicana diventi visioni straordinarie di famiglia, tradizione e percorsi di identitƠ personale.
Attraverso la lente dell’approccio semiotico di Eco, gli artisti scavano nel ricco simbolismo e nelle connotazioni culturali del rosa. Temi di identitĆ , genere e norme sociali sono mutati da ogni artista, costringendoci a riconsiderare i nostri preconcetti sul colore, sul mondo e su noi stessi. Sfruttando l’impatto visivo ed emotivo del rosa, invitano gli spettatori a confrontarsi con i propri pregiudizi, osservando come questo colore di bellezza possa permettere esplorazioni più profonde dei nostri tessuti sociali, del senso di sĆ© e della psiche umana collettiva.
“La moltitudine di approcci riflette la diversitĆ  della capacitĆ  del rosa di rivelare la complessitĆ  e il potere del colore nell’arte, ” afferma il curatore Charles Moore. “Per alcuni, il rosa ĆØ un simbolo quintessenziale di bellezza, mentre per altri incarna la concettualizzazione della dualitĆ ”.
Dalla delicata bellezza del quotidiano ai paesaggi surreali della mente, ” The Name of the Rose. Step 2″ offre l’opportunitĆ  di testimoniare il potenziale del colore e di riformulare le nostre percezioni e comprensioni dell’esperienza umana.
Attraverso le loro opere evocative, Chigozie Obi, Mie Olise KjƦrgaard, MJ Torrecampo, Harriet Riddell, Gonzalo GarcĆ­a accendono l’immaginazione e celebrano le infinite possibilitĆ  della creativitĆ  realizzate attraverso le molteplici rappresentazioni di un singolo colore.

Inaugurazione
19 settembre ore 18.00

Immagine in evidenza
Mie Olise KjƦrgaard, Into the trees, 120×100 cm, 2024 – courtesy C+N Gallery Canepaneri (part.)

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