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Tobia Ravà. Memorie d’infinito

sabato 24 Luglio 2021 - giovedì 19 Agosto 2021

Tobia Ravà. Memorie d'infinito

sede: Chiesa della Madonna del Carmine – Cappella Marchi (Serravezza, Lucca).
cura: Maria Luisa Trevisan.

L’esposizione rappresenta un percorso attraverso la poetica di Tobia Ravà 1, che nelle sue opere attua una mirabile sintesi tra cultura veneziana, ebraica e mitteleuropea, in un connubio tra natura e cultura, attraverso percorsi legati alle sequenze matematiche in relazione allo spazio e al tempo. In mostra è presente una selezione di lavori recenti riguardanti animali, in particolare architetture, boschi, piante, pesci, opere sorrette da una stessa logica matematica che permea il mondo naturale e la creazione artistica.

Sono presenti diverse tecniche: vele, rasi a sublimazione e le ultimissime produzioni scultoree in bronzo, pietra e marmo. In tal modo si possono stabilire interessanti rimandi tra le opere dell’artista veneziano (in particolare con le sculture), ed il luogo ricco di fascino, atmosfera e storia con la vicinanza della via Francigena, le preziose cave di marmo bianco, la vicina Villa Medicea di Seravezza(oggi patrimonio UNESCO), il mare e le Alpi Apuane, in quella che viene definita la Versilia Storica o Medicea, alla quale appartengono anche Pietrasanta, Forte dei Marmi e Stazzema. A ciò corrispondono, in una sorta di amorosi sensi, le atmosfere di Ravà riferite a Rodi, Gerusalemme, San Fruttuoso, ma anche all’ambiente naturale, paesaggistico, archelogico, storico- artistico, circostante. Si rimane colpiti dalle texture alfa-numeriche che ricoprono paesaggi, animali e architetture. Ogni opera, grazie a questo reticolato di numeri e lettere ebraiche può essere letta in rapporto alla ghematrià (“gimatreya”) e alla kabbalah (“ricezione”), che l’artista studia meticolosamente prima della stesura sulla superficie dell’opera. In ogni lavoro l’artista sviluppa un percorso simbolico a rebus costruito su piani di lettura diversi attraverso la ghematrià, criterio di permutazione delle lettere in numeri in uso fin dall’antichità nell’alfabeto ebraico secondo cui ad ogni lettera corrisponde un numero, così ogni successione alfabetica può considerarsi una somma aritmetica. In questo modo ogni opera rappresenta un luogo o un oggetto reale ma anche un percorso simbolico con un significato etico, spirituale e numerologico.

L’artista con le sue opere cerca di recuperare i valori legati alla bellezza e al rispetto dell’ambiente, ma anche alla storia e a tutto ciò che l’uomo ha prodotto come risultato di conoscenze e saperi. Nel suo atelier elabora tutto ciò: crea le sue opere, elucubra teorie ed effettua sempre nuove scoperte.
L’artista matematico è anche autore della “Congettura di Ravà” sulla sequenza di Fibonacci, in particolare la sottosequenza con la ripetizione dei 24 numeri, riscontrata con la riduzione teosofica dei numeri della sequenza. La congettura è divenuta teorema essendo stata provata e risultata vera. Ravà ha fatto anche un’altra recentissima scoperta che riguarda i numeri primi – come scrive Federico Giudiceandrea, che ha fatto la prova matematica anche di questa congettura, risultata vera – “corollario di un teorema già noto: il teorema sulla divisibilità di un numero per 9 o più genericamente per la cifra predecessore della base numerica in cui il numero è espresso”.

Evento promosso da Alkedo aps e PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea

Note

  1. Tobia Ravà nato a Padova nel 1959, ma da sempre veneziano, lavora a Venezia e a Mirano. Ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Si è laureato in Semiologia delle Arti all’Università di Bologna, dove è stato allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese e Flavio Caroli. Ha iniziato a dipingere nel 1971 ed espone dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Francia, Germania, Spagna, Slovenia, Austria, Croazia, Brasile, Stati Uniti, Canada, Argentina, Israele, Marocco, Russia, Cina, Giappone. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina, Estremo Oriente, Africa ed Australia. Hanno scritto di lui, fra gli altri, Flavio Caroli, Caterina Limentani Virdis, Omar Calabrese, Piergiorgio Odifreddi, Pierre Du Bois, Giorgio Pressburger, Nadine Shenkar, Arturo Schwarz e Francesco Poli. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica. Nel 1993 è il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare, prende il nome dall’ipotesi di un terzo livello percettivo derivato dall’aura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante. Nel 1998 è tra i soci fondatori di Concerto d’Arte Contemporanea, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinità per riqualificare l’uomo ponendolo in sintonia con l’ambiente e rendere l’arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell’arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di città d’arte.

Dettagli

Inizio:
sabato 24 Luglio 2021
Fine:
giovedì 19 Agosto 2021
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

CHIESA DELLA MADONNA DEL CARMINE
Via G. Lombardi, 38
Seravezza, Lucca 55047 Italia
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