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Urbino – Eventi e luoghi di interesse

lunedì 1 Gennaio 2018 - giovedì 31 Dicembre 2020

Urbino - Eventi e luoghi di interesse

sede: Varie Sedi (Urbino).

Urbino fu uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano, di cui conserva appieno l’eredità architettonica. Dal 1998 il suo centro storico è patrimonio dell’umanità UNESCO. Data la sua importanza, la città è ricordata nella serie di sculture del Vittoriano, dedicate alle quattordici città nobili dell’Italia unita.

Sito istituzionale
http://www.comune.urbino.pu.it/

Eventi a Urbino
http://www.urbinonews.it/

Eventi

1º giugno: Festa del patrono San Crescentino, festa del santo patrono con la processione per le vie del centro.
Luglio: Festival Internazionale di Musica Antica, dal 1969.
Agosto: Conversazioni d’Agosto a Palazzo Petrangolini, ciclo di conferenze e seminari, dal 1985.
Terzo weekend di agosto: Festa del Duca, rievocazione storica rinascimentale, dal 1982.
Primo weekend di settembre: Festa dell’aquilone, storica gara tra le contrade di Urbino, dal 1955.
Fine settembre: UrVinum, weekend di incontri, degustazioni e iniziative su enologia e prodotti del territorio.
Primo weekend di ottobre: Biosalus – Festival Nazionale del Biologico e del Benessere Olistico, organizzato dall’Istituto di Medicina Naturale in collaborazione con il Comune di Urbino, dal 2007.
Primo weekend di ottobre: Terra di Biodiversità – Voglie d’Autunno, fiera dei prodotti di stagione, nel mese di ottobre – dal 2007 si svolge in concomitanza con Biosalus Festival.
Fine novembre – primi dicembre: Urbinoir, tre giorni dedicati al noir sotto vari aspetti, curato dall’omonima associazione, dal 2008.
Da dicembre a gennaio: Le Vie dei Presepi, dai primi di dicembre all’Epifania, che porta in varie parti della città presepi provenienti da tutto il mondo e degli artisti locali, dal 2001.
Inverno: Carnevale a Urbino, con sfilata di gruppi mascherati a cura delle contrade cittadine.
28 marzo – 6 aprile: Settimana Raffaellesca, incontri, conferenze, mostre per celebrare il concittadino Raffaello a cura dell’omonima Accademia.
Aprile – maggio: Festival della Casciotta d’Urbino, dedicato al formaggio DOP prodotto nell’area di Urbino, dal 2011.

Musei

Galleria nazionale delle Marche. È il principale museo cittadino e uno dei più noti a livello nazionale. Istituito il 7 marzo 1912, negli ambienti del Palazzo Ducale. Conserva un’importante patrimonio storico artistico, composto dalle opere d’arte medievale fino quelle barocche, ma la collezione più consistente è quella rinascimentale.

Casa Santi o Casa natale di Raffaello
La casa in cui nacque Raffaello, nel 1483, venne costruita nel XIV secolo e dal 1460 vi visse Giovanni Santi, padre del celebre pittore, a sua volta pittore professionista ed anche poeta.
Nel salone principale vi è un pregevole soffitto ligneo policromo a cassettoni e vi sono stati collocati dei dipinti di Giovanni Santi; nelle stanze adiacenti troviamo altri dipinti coevi, riproduzioni di tavole dello stesso Raffaello e la cucina com’era al tempo. Spicca tra tutte la stanza da letto dove forse il pittore nacque, con la Madonna di Casa Santi, una Madonna col Bambino attribuita al giovanissimo Raffaello, che inizierebbe la sua famosa serie di Madonne. Sempre al primo piano un cortiletto tipico urbinate con pozzo e la pietra dove la tradizione vuole si macinassero le pietre per i colori della bottega, situata al piano terra.
Altre opere esposte sono un disegno di Raffello, un altro attribuito a Bramante e una raccolta di ceramiche rinascimentali urbinati, famose in tutto il mondo.

Museo archeologico Lapidario. È ospitato all’interno di alcuni ambienti nel pianterreno del Palazzo Ducale. Conserva diversi reperti lapidei di epoca romana, provenienti da Urbino, e il lascito di epigrafi dell’archeologo urbinate Raffaele Fabretti.

Museo diocesano Albani. È ospitato all’interno di alcuni ambienti al pianterreno dell’Episcopio, tra questi vi sono le antiche sacrestie della cattedrale, una risalente al XVI e l’altra al XVIII secolo. Il museo fu istituito nel 1964, per conservare meglio il tesoro della cattedrale urbinate e raccogliere le opere d’arte della diocesi, soprattutto quelle presenti nelle chiese di campagna più sperdute. Inoltre contiene opere pregevoli (paramenti sacri, arredi liturgici, codici miniati, ecc.) del tesoro della cattedrale cittadina, costituito in gran parte dalle cospicue donazioni di papa Clemente XI, nella prima metà del XVIII secolo, e di altri membri di Casa Albani. Negli ultimi anni è stato soggetto ad una radicale ristrutturazione, terminata con la riapertura del museo il 20 marzo 2010.

Museo della Città. È stato un museo di recente istituzione, realizzato all’interno delle sale nel piano seminterrato di palazzo Odasi. Il percorso museale era mirato ad illustrare la storia e le peculiarità della città attraverso un allestimento moderno e coinvolgente. Dal 2015 è stato sostituito dalla Casa della Poesia, inaugurata ufficialmente il 27 marzo.

Orto Botanico “Pierina Scaramella” Ha il suo ingresso principale in via Bramante. L’edificio che contrassegna l’entrata principale è formato da un unico piano ed è di piccole dimensioni, progettato nel 1846 dall’architetto Vincenzo Ghinelli. L’Orto si sviluppa, per la maggior parte, su un grande terrapieno, che in origine era proprietà dell’adiacente convento di San Francesco. Nel 1798, durante l’occupazione francese, il Comune confiscò il terzo orto del convento, per istituirvi, nel 1809, un Orto Botanico; finalizzato agli scopi didattici, legati agli insegnamenti di Botanica e Agraria, del Liceo Convitto (sostituto della soppressa Università). A tal fine la sistemazione e l’organizzazione dell’Orto fu curata da Giovanni de’ Brignoli di Brünnhoff, docente di Botanica e Agraria. Nel 1813 l’Orto fu arricchito da una Serra per le piante esotiche. Con la restaurazione del governo pontificio e la rinascita dell’Università il De Brignoli lasciò Urbino e la gestione dell’Orto tornò ai Padri Francescani, ai quali fu imposto da Papa Pio VII di mantenere la coltura botanica. Però, nel 1844, per gli eccessivi costi di mantenimento i Padri dovettero cedere, in enfiteusi perpetua, l’Orto all’Università.

Museo dell’Incisione urbinate. Si tratta di un museo d’arte contemporanea, in quanto conserva le incisioni dei più grandi maestri urbinati che fecero grande il nome dell’Istituto per l’Illustrazione e la Decorazione del Libro (Scuola del Libro) nel XX secolo. È ospitato al secondo piano del palazzo dell’ex Collegio Raffaello.

Museo dei Gessi (Gipsoteca). È una testimonianza dell’antico Istituto per l’Illustrazione e la Decorazione del Libro, perché conserva una collezione di calchi in gesso di sculture antiche, utilizzati per gli scopi didattici della Scuola. È allestito all’interno dell’Istituto di Archeologia in alcuni ambienti di palazzo Albani.

Museo del Gabinetto di Fisica dell’Università. Si tratta di un museo che conserva gli antichi strumenti scientifici dell’Università. È situato all’interno di alcuni ambienti al secondo piano del palazzo dell’ex Collegio Raffaello.

Aula didattica Bella Gerit. È stata aperta nel 2010 all’interno della fortezza Albornoz. In essa sono esposti vari tipi di armi e armature del XV secolo.

Monumenti e luoghi d’interesse
Il Centro storico di Urbino è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità – Bene protetto dall’UNESCO in base ai seguenti criteri:
“Criterio II: Durante la sua breve preminenza culturale, Urbino ha attratto alcuni dei più insigni umanisti e artisti del Rinascimento, che crearono un eccezionale complesso urbano di notevole omogeneità, la cui influenza in Europa arrivò lontano.
Criterio IV: Urbino rappresenta un vertice dell’arte e dell’architettura rinascimentali, è armoniosamente adattata al paesaggio e si fonde in maniera eccezionale con le preesistenze medievali.”
(Motivazioni per l’iscrizione del centro storico di Urbino nei beni patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO)

Architetture religiose

Chiese urbane

Il Duomo. Realizzato in stile neoclassico (architetto Giuseppe Valadier) a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, contiene alcune tele di Federico Barocci.

L’ex Monastero di Santa Chiara. Si tratta di uno dei monumenti più importanti della città. Eretto, nella forma attuale, verso la fine del XV secolo, su progetto dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini. La chiesa conventuale divenne Mausoleo ducale, dalla prima metà del XVI secolo, con la sepoltura di vari membri della dinastia roveresca. Dagli anni settanta del XX secolo questo edificio è sede dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA).

La chiesa e il convento di San Francesco. Si tratta della chiesa e del convento dei Frati Minori Conventuali; quest’ultimo è stato fortemente ridimensionato, dalle confische subite a seguito dell’annessione al Regno d’Italia. La chiesa risale al XIII secolo ma fu sistemata nella forma attuale nel 1742 dall’architetto Luigi Vanvitelli.

La chiesa di San Domenico. Risalente al XIV secolo ma rifatta internamente nel 1729. Ha mantenuto sull’esterno i resti della chiesa gotica e un notevole portale rinascimentale con la lunetta opera di Luca della Robbia, realizzata nel 1450. In origine, alla chiesa era annesso anche il convento dei Padri Domenicani, entrambe le strutture avevano il proprio ingresso principale sull’attuale piazza Rinascimento (davanti al lato orientale del Palazzo Ducale). Nella seconda metà del XIX secolo il convento venne demolito per costrurvi il Seminario diocesano; sono però sopravvissute alcune parti dell’antico edificio, sul lato posteriore, verso via Santa Chiara e la piazza Pompeo Gherardi.

La chiesa di San Sergio. Situata in via Raffaello a circa metà della salita del Monte. Fu la prima cattedrale cittadina.

L’Ex convento dei Carmelitani Scalzi e la chiesa della Santissima Annunziata intra muros. Si trova in cima alla collina del Monte. L’edificio risale al XIV secolo ma fu ricostruito nel XVII secolo; ospita la sede principale dell’Accademia di belle arti.

L’Ex convento di San Girolamo. Si trova nella via omonima, in contrada di San Polo, sul versante sud-orientale del Poggio; confina a nord con l’ex monastero di Santa Chiara. È una struttura di notevoli dimensioni, la cui forma attuale risale alla prima metà del XVIII secolo. La chiesa è ad aula unica con tre altari (il maggiore e due laterali, uno per lato), inframezzati da paraste che sorreggono un cornicione su cui poggia la volta a botte. Il presbiterio è chiuso da un’abside circolare. L’esterno della chiesa e del convento è in laterizio. Durante il XX secolo è stato usato come carcere, poi dopo un lungo periodo di abbandono, ora sono in corso i lavori di restauro, per sistemarvi le biblioteche del Polo umanistico dell’Università.

L’Ex convento di Sant’Agostino. È situato sul versante sud-occidentale del colle del Poggio, tra le vie Saffi e Matteotti. Risale al XIII secolo, ma fu radicalmente ristrutturato nella prima metà del XVIII secolo.

Il monastero di Santa Caterina d’Alessandria. Si tratta dell’unico monastero di clausura attualmente presente nel centro storico urbinate. Si trova sulla cima del colle del Poggio (uno dei due colli su cui sorge il centro storico di Urbino), in una delle parti più antiche della città, nella contrada di San Polo.

La chiesa di Santa Maria della Torre. Venne costruita nella prima metà del XIV secolo assieme all’adiacente convento, per ospitare le monache agostiniane; sopra ad un torrione, appartenente probabilmente all’antica cinta muraria medievale, da cui prese parte del nome. Fu consacrata nel 1518, l’epoca in cui forse fu realizzato il bel portale in pietra del Furlo, riportante gli stemmi della famiglia Guidalotti, che allora abitava in una casa vicina. La chiesa sarà ristrutturata internamente nel XVIII secolo. L’interno è ad aula unica rettangolare, coperta da una volta a botte. Nel convento si conservava una piccola vetrata istoriata raffigurante un’Annunciazione di Timoteo Viti, oggi conservata nella Galleria Nazionale delle Marche. Il convento era abbastanza esteso; sarà requisito dallo Stato, assieme alla chiesa, in seguito all’Unità italiana, come altri beni ecclesiastici. L’edificio conventuale verrà demolito nella prima metà del XX secolo. È aperta al pubblico.

La chiesa di Sant’Andrea Apostolo. Fu eretta nella prima metà del XVII secolo, risulta alquanto anonima dal punto di vista architettonico. Si può segnalare nell’interno la grande pala dell’altare maggiore, Cristo e Sant’Andrea, opera di incerta attribuzione tra i pittori urbinati Gian Ortensio Bertuzzi e Giovan Battista Urbinelli, entrambi profondamente influenzati dallo stile del Barocci, a cominciare dal soggetto del quadro, ripreso parzialmente da un originale baroccesco, dipinto, nel 1583, per la omonima confraternita di Pesaro. Attualmente è chiusa al pubblico e inutilizzata.

Gli oratori

l’Oratorio di San Giovanni. Fu sede dell’omonima confraternita, a cui fu unita, agli inizi del XX secolo, anche quella di Sant’Antonio Abate per l’abbattimento dell’Oratorio della medesima confraternita situato presso borgo Mercatale. All’interno è possibile ammirare un imponente ciclo d’affreschi rappresentante la Crocifissione di Cristo, nella parete dietro l’altare maggiore, e la Storia della Vita di San Giovanni Battista, lungo le pareti laterali, considerato uno dei più importanti esempi dello stile gotico internazionale. Gli affreschi sono stati realizzati dai fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da san Severino Marche tra il 1415 e il 1416.

l’oratorio di San Giuseppe. È uno degli oratori più importanti della città, soprattutto dal punto di vista storico – artistico; in quanto fu arricchito di pregevoli decorazioni ed opere d’arte nella prima metà del XVIII secolo, grazie alle committenze e alle donazioni di vari membri della famiglia Albani, esponenti dell’omonima confraternita. In questo Oratorio è conservato il complesso scultoreo raffigurante la Natività di Cristo, opera di Federico Brandani.

l’oratorio del Santissimo Crocifisso della Grotta. Si trova sotto la basilica cattedrale, risalente al XVI secolo, composto da quattro cappelle, un tempo sede dell’omonima Confraternita; da segnalarsi la mirabile “Pietà” opera di Giovanni Bandini detto dell’Opera

Altri oratori:
l’oratorio del Corpus Domini o chiesa di San Francesco di Paola
l’oratorio della Morte
l’oratorio delle Cinque Piaghe
l’oratorio della Visitazione
l’oratorio di Sant’Andrea Avellino e San Sebastiano
l’oratorio di Santa Croce
l’oratorio di San Gregorio
l’ex oratorio di San Luigi

Le chiese extra muros

Il Mausoleo dei Duchi. Questa chiesa è anche detta di San Bernardino e fa parte di un complesso conventuale a cui è annesso il cimitero cittadino. Situata poco fuori della cinta muraria della città, venne realizzata, probabilmente, da Francesco di Giorgio Martini nella seconda metà del XV secolo per volere del duca Federico III da Montefeltro, per ospitare la propria tomba e quelle dei suoi successori; ovvero Guidobaldo I Da Montefeltro ultimo duca della dinastia. In origine vi era conservata, sull’altare maggiore, la celebre pala d’altare di Piero della Francesca, raffigurante la Madonna, Federico III e alcuni santi, ora alla Pinacoteca di Brera a Milano (essendo stata trafugata dalle truppe napoleoniche nel 1797).

Il nuovo monastero di Santa Chiara. Ospita le monache clarisse e si tratta di uno dei due monasteri femminili di clausura della città. Fu realizzato agli inizi del XX secolo, sul podere di Ca’Grillotto, donato dal conte Filippo Viviani. Si trova di fronte a Porta Nuova / Barriera Margherita, sul lato meridionale della strada statale 73 bis.

La chiesa della Santissima Annunziata. È l’unica chiesa parrocchiale della periferia, situata a 800 metri dal centro storico, in via Ottaviano Nelli. Si tratta di una chiesa ad aula unica, con il solo altare maggiore. Nonostante la chiesa attuale sia stata costruita nel 1957, in questo sito si trovava già una chiesa molto più antica, risalente al 1389, che sostituiva una precedente cappella all’aperto. Risale a quest’epoca, anche l’affresco raffigurante l’Annunciazione, realizzata tra il XIV e il XV secolo, la cui attribuzione è incerta tra Ottaviano Nelli e Antonio Alberti da Ferrara; tale affresco è importante, non solo per il valore storico-artistico, ma soprattutto perché è stato oggetto di una grande devozione popolare. L’unico resto sopravvissuto della precedente chiesa è una piccola cappella, situata al di sotto di quella attuale, utilizzata dall’adiacente Casa del Clero, di costruzione risalente agli anni novanta del XX secolo. Tale chiesa fu ceduta nel 1456 alla Fraternita di Santa Maria in Piandimercato, la quale nel 1514, fino al 1571, la concesse in uso alla compagnia dei Serviti, guidati da Antonio Cotignola. Costui fondò in questa chiesa nel 1577 la Compagnia della Morte, che si trasferì, successivamente, all’interno della città, nell’omonimo Oratorio. Fu questa Compagnia a commissionare la decorazione ancora esistente, nel 1581. Nel 1796 si trasferì in questa chiesa la parrocchia che faceva capo alla scomparsa chiesa di Santa Maria in cella di pietra.

La chiesa della Madonna dell’Homo. È una piccola chiesa situata nella periferia della città, in via Luca Pacioli, a 2 km circa, a nord-ovest, dal centro storico. È ad aula unica con un solo altare; esternamente le superficie murarie non sono intonacate ma lasciano in evidenza i laterizi. Originariamente era una cappella all’aperto, poi è stata trasformata in chiesa nel 1557. Conserva un notevole ciclo pittorico del 1417, di Ottaviano Nelli o Antonio Alberti da Ferrara. È stata restaurata nel 2003 ma non è visitabile.

La chiesa della Madonna di Loreto. Si trova sulla cima di un colle a 1 km circa, a nord-ovest, dal centro storico, in via Federico Comandino. È ad aula unica con un unico altare e presenta un pronao sulla facciata, aperto ai lati; sia internamente che esternamente non è intonacata, lasciando in vista il laterizio. Fu eretta nel 1720 per volontà di Fulvio Corboli-Aquilini e della sua famiglia, nelle stesse dimensioni della Santa Casa di Loreto. Dopo un lungo periodo di abbandono, venne donata nel 1934 alla Città, perché fosse restaurata e dedicata alla memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale, assieme al versante orientale del colle, ribattezzato Parco della Rimembranza. È visitabile solo in rare occasioni, mentre il vicino Parco è aperto tutti i giorni, secondo un preciso orario.

La chiesa e l’ex convento dei frati Cappuccini. Situati sulla cima di un colle a sud-ovest del centro storico, sulla strada che da Urbino va verso Urbania e la Toscana. Nelle immediate vicinanze dell’ex convento, sorge il vasto complesso architettonico dei Collegi universitari di Giancarlo De Carlo. Chiesa e convento risalgono al 1588, mentre l’attuale chiesa fu consacrata nel 1690. Il convento ospitò i padri cappuccini fino al 1869, quando fu ceduto al comune, che adibì l’edificio a casa di riposo per anziani; tale destinazione fu mantenuta fino al 1996. L’ex convento è utilizzato dall’Università, mentre la chiesa non è agibile dopo il crollo della copertura, in seguito all’eccezionale nevicata del febbraio 2012.

Architetture civili

Il Palazzo Ducale. Molto conosciuto e visitato, è uno dei più interessanti esempi architettonici ed artistici dell’intero Rinascimento italiano. Il palazzo è sede della Galleria nazionale delle Marche, ed è caratteristico per i torricini che ne delimitano la parte posteriore.

La Data e la Rampa elicoidale. Le Stalle ducali (o Data) potevano contenere fino a 300 cavalli e assieme al vicino torrione della Rampa elicoidale sono opera dell’architetto Francesco di Giorgio Martini; volute entrambe dal duca Federico III da Montefeltro nella seconda metà del XV secolo, come parti collegate al complesso del nascente Palazzo Ducale. Il torrione della Rampa elicoidale è un’imponente struttura architettonica che si erge sul lato nord della Data, sull’angolo tra quest’ultima e le mura di Porta Valbona. La sua funzione era quella di garantire il passaggio, al Duca e alla sua corte, dal Palazzo alle Stalle Ducali e viceversa. Nella seconda metà del XIX secolo fu eretto, sulla parte superiore della Rampa, il Teatro Sanzio, su progetto dell’architetto Vincenzo Ghinelli. Dalla seconda metà del XVI secolo, a causa dell’abbandono seguito al declino della città, si verificò il crollo della copertura delle ex Stalle ducali. Da quel momento furono adibite a orto, di proprietà della famiglia Albani, e le vicine strutture, nella parte superiore della Rampa, a granai cittadini, infatti vennero denominate Magazzino dell’abbondanza, queste ultime furono demolite nella seconda metà del XIX secolo, durante la costruzione del teatro. Per estensione anche la Data acquisì il nome di Orto dell’Abbondanza. Solamente nella seconda metà del XX secolo la Rampa e la Data furono soggette (in tempi diversi) ad un progetto di recupero curato dall’architetto Giancarlo De Carlo. Questo progetto portò al completo restauro della Rampa Elicoidale nel 1977, nell’intervento urbanistico di recupero dell’intera zona del Mercatale, e all’avvio negli anni novanta dei lavori di restauro, molto discussi, delle ex Stalle Ducali.

La casa di Raffaello. Si trova nell’omonima via, al civico 57. Qui si può ammirare un affresco di un giovane Raffaello, oltre che dipinti del padre Giovanni Santi, gli ambienti e gli arredi della casa dove visse il celebre pittore.

Palazzo del Collegio Raffaello. Il collegio Raffaello fu istituito per volere di papa Clemente XI agli inizi del XVIII secolo; era retto dai padri Scolopi e aveva la sua sede in Piazza della Repubblica, nel palazzo progettato appositamente dall’architetto Alessandro Specchi. In questo collegio vi studiò ed alloggiò, fino all’età di 12 anni, Giovanni Pascoli. Questo palazzo ospita la sala del consiglio comunale e alcuni uffici della Prefettura; inoltre negli ambienti al pianterreno, affacciati sul cortile, vi sono varie attività commerciali. Mentre in alcune sale al secondo piano sono stati allestiti: il museo del Gabinetto di Fisica dell’Università e il museo dell’Incisione Urbinate.

Altri Palazzi:
Palazzo Nuovo Albani
Palazzo Comunale
Palazzo Arcivescovile
Palazzo Albani
Palazzo Montefeltro-Bonaventura
Palazzo Corboli-Aquilini
Palazzo Bonaventura Odasi
Casa Barocci
Palazzo Passionei Paciotti
Palazzo Veterani
Palazzo Peroli
Palazzo Battiferri
Palazzo Galli-Palma
Palazzo Giovannini-Luminati
Ex palazzo di Giustizia (già palazzo Mauruzi della Stacciola-Gherardi)
Palazzo Riviera-Ubaldini
Palazzo Biancalana-Leoni-Luminati

Decoro urbano

Obelisco egizio. Uno dei dodici obelischi egizi originali in Italia, si trova in piazza Rinascimento, di fronte al lato orientale del Palazzo Ducale e davanti alla chiesa di San Domenico. Formato da quattro blocchi sovrapposti e con una croce in bronzo sulla sommità, risale all’epoca di Hofra o Apries. Arrivò a Urbino nel 1737, portato da Annibale Albani, cardinale parente di Clemente XI.
Il Monumento a Raffaello. Realizzato dallo scultore Luigi Belli tra il 1883 e il 1894. Fu inaugurato il 22 agosto 1897 in piazza Duca Federico, davanti all’ingresso principale del Palazzo Ducale. Nel 1947 venne trasferito in cima a via Raffaello, dove si trova tuttora.
Statua di San Pietro Celestino V Papa. Il monumento si trova in Largo Clemente XI, vicino alla chiesa di Santo Spirito. La statua, opera dell’artista romano Bartolomeo Bincillotti, fu eretta nel 1737. In origine doveva rappresentare il pontefice Alessandro VIII, come omaggio del cardinale Annibale Albani, per ringraziarlo delle opere benemerite compiute in favore della città. Però, durante l’occupazione francese (1797-1801), l’allora arcivescovo Berioli per paura che la statua fosse distrutta, dato che rappresentava un pontefice, decise di farla modificare e di dedicarla al compatrono cittadino San Pietro Celestino V.
Fontana di Papa Benedetto XIII. Si trova in via Bramante, davanti all’ingresso principale di palazzo Albani. Fu realizzata nel 1729, da parte della comunità cittadina, come ringraziamento al Pontefice per le opere benemerite compiute in favore della città.
Monumento a San Crescentino. Situato nell’antica piazza Farina (ora Largo San Crescentino), davanti alla facciata settecentesca del palazzo comunale. Fu eretto nel 1737 e si compone di un’ara e di una colonna in pietra, di origine romana, provenienti dalla chiesa dei Santi Apostoli di Roma, dono del cardinale Annibale Albani. Sulla sommità del monumento, fu collocata una piccola statua bronzea del Santo. Tale scultura fu poi rimossa e, per proteggerla meglio dagli agenti atmosferici, spostata all’interno della Galleria Nazionale delle Marche. Dal 2009, una copia della statua è stata ricollocata sulla sommità del monumento, che dal 2010 è stato restaurato; nel medesimo anno il luogo nel quale si trova, è stato intitolato all’omonimo Santo.
Fontana di piazza della Repubblica. È situata al centro di piazza della Repubblica. Venne realizzata nel 1908, su progetto di Diomede Catalucci. Fu rimossa nel 1927 e reintrodotta nella seconda metà degli anni novanta.
Fonte del Leone o Barberina.

Architetture militari

Mura e porte
Le mura di Urbino sono l’antica cerchia difensiva della città. Create con la città stessa, si sono contati quattro tracciati diversi, l’ultimo dei quali risale alla prima metà del XVI secolo.
Porta Valbona. Si tratta della principale porta d’accesso alla città. Eretta nella forma attuale nel 1621 in occasione delle nozze del futuro duca Federico Ubaldo Della Rovere con Claudia de’ Medici.
Porta Santa Lucia
Porta Lavagine
Porta del Monte (demolita)
Porta San Bartolo
Porta Nuova o Barriera Margherita
Porta Santa Maria
Porta San Polo

Bastioni
Bastione di Santa Lucia
Bastione del Monte (semi-distrutto)
Bastione di San Bartolo
Bastione di Santa Chiara
Bastione di Belisario
Bastione di San Polo
Bastione di Sant’Agostino
Bastione di Santa Caterina
Bastione della Santissima Trinità
Bastione dei Frati

Fortezza Albornoz. Venne eretta dal cardinale Anglico de Grimoard, tra il 1367 e il 1371, sul sito in cui sorgeva una delle residenze dei Montefeltro. La costruzione della fortezza era dovuta alla necessità di controllare meglio la città, dopo che in essa si erano verificati alcuni tumulti. Fu rafforzata nello stesso secolo dal cardinale spagnolo Egidio Albornoz. Infine venne ristrutturata, in forme attuali, nella seconda metà del XVI secolo. Nel 2010 l’edificio è divenuto sede di un museo sulle armi e armature del XV secolo, denominato Armeria Ducale – Bella Gerit. Dalla parte superiore dell’edificio si può godere di un bel panorama sulla città e sulle colline circostanti.

Urbino. (20 novembre 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 25 dicembre 2018, 10:18 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Urbino&oldid=101106791.

Dettagli

Inizio:
lunedì 1 Gennaio 2018
Fine:
giovedì 31 Dicembre 2020
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Urbino, 61029 Italia + Google Maps