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Venezia, Gianni Berengo Gardin e Maurizio Galimberti. Due sguardi a confronto

venerdì 17 Settembre 2021 - domenica 9 Gennaio 2022
Venezia, Gianni Berengo Gardin e Maurizio Galimberti. Due sguardi a confronto

sede: Fondazione di Venezia (Venezia).
cura: Denis Curti.

La mostra “Venezia, Gianni Berengo Gardin e Maurizio Galimberti. Due sguardi a confronto”, costruisce un originale percorso parallelo in cui i due grandi maestri della fotografia del Novecento accompagnano il visitatore lungo un ideale itinerario attraverso la città, fatto di iconiche immagini in bianco e nero e di dinamiche istantanee in formato Polaroid.

Attraverso i loro personalissimi ed inconfondibili stili, impressi in oltre una ventina di scatti, Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930) e Maurizio Galimberti (Como, 1956) creano due linguaggi espressivi che, senza la necessità di parole, raccontano e svelano una città che il trascorrere del tempo ha in parte manipolato e rimosso.

In Berengo Gardin, in particolare, la potenza evocativa del bianco e nero consente all’osservatore di cogliere in maniera più puntuale l’essenza profonda di luoghi, architetture, persone e relazioni.

Parallelamente, in Galimberti la tecnica delle istantanee Polaroid consente da un lato, a chi visita la mostra, di ricostruire Venezia in una originale unica immagine fatta di tanti singoli frammenti, dall’altro di smaterializzarla in attimi unici ed irripetibili in cui la fotografia non è più documento, ma interpretazione del tutto soggettiva e, come tale, altrettanto interpretabile da chi l’osserva.

“Questa mostra dedicata a Venezia – rileva Denis – è la dimostrazione di quanto le differenze stilistiche possono arricchirsi vicendevolmente. Il bianco e nero classico di Gianni Berengo Gardin ci guida all’interno di una città che pare immutata nel tempo, ma che è ancora capace di svelare segreti e inediti punti di vista. Le composizioni in Polaroid di Maurizio Galimberti sono, per contro, l’occasione di “aggiustare” la nostra mira e il nostro sguardo verso una dimensione surreale e metafisica. Due maestri indiscussi e impegnati in un dialogo a distanza per costruire una vera poesia per gli occhi.

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