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Viaggio – Orizzonti, frontiere, generazioni

sabato 30 giugno 2018 - domenica 2 settembre 2018

Viaggio - Orizzonti, frontiere, generazioni

sede: Palazzo Ferrero, Palazzo Gromo Losa, Palazzo La Marmora (Biella).

Il Festival intende approfondire il concetto del viaggio esaltandone la caratteristica della multiformità. Non per tutti il senso di un viaggio può essere omologato. C’è chi viaggia per esplorare luoghi nuovi e sconosciuti, chi per togliersi dalla banalità del quotidiano e rincorre l’esotico, chi viaggia per necessità e come le rondini migra da un paese all’altro alla ricerca di quella pace e serenità che non ha più nella sua casa, chi viaggia camminando e pregando verso un luogo di fede, chi viaggia semplicemente per affari o per conoscere altre culture e costruire nuove relazioni personali. Risulta pertanto difficile incasellarne motivazioni, modalità e resoconti (dalle memorie al reportage fotografico, dal libro antropologico alla guida dettagliata per un ipotetico viaggiatore).

Tema dell’iniziativa sarà dunque la componente del viaggio come scoperta, ricerca dello sconosciuto e quindi esperienza arricchente, di confronto che ci conduce ad un atteggiamento di attenzione verso l’altro, il diverso da noi, assumendo anche un atteggiamento di umiltà, perché, come dice Proust, “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. Il contesto attuale in cui si vive porta alla necessità di riflettere su alcune importanti tematiche che il viaggio propone in un mondo che è sempre più fisicamente piccolo e dove pare che tutto sia già comunicato, conosciuto, visto tramite i media e quindi vissuto anche se solo virtualmente. Così come alla cultura, attraverso i suoi molteplici campi di applicazione, spetta il compito di fornire una chiave di lettura innovativa, in grado generare consapevolezza, sensibilizzare, far pensare, e soprattutto far emozionare.

Le mostre a Palazzo Ferrero

Installazione Site Specific
a cura di Mareo (Mario Rodriguez).
“La materia è luce condensata” Il mio lavoro esplora la forza della topografia e del territorio naturale, concepito come un manto energetico, vivo, latente e in costante movimento; stratificazione epidermica intagliata dal tempo, con un linguaggio tellurico che emerge, pulsa e genera diverse tensioni che si rivelano attraverso il paesaggio. Cerco di coprire scale diverse all’interno del mio approccio artistico, dalla massa delle montagne e delle rocce, attraverso il suo processo di decantazione e frammentazione alla pietra come unità di base. Mi interessa il materiale inteso come condensazione della luce e il suo processo di frammentazione, trasformazione ed espansione dell’energia nel tempo, distacco, alleggerimento del peso fino alla riscoperta della sua origine.

Tulku le incarnazioni mistiche del Tibet
fotografie di Giampietro Mattolin e Vicky Sevegnani, testi di Piero Verni.
Si tratta della prima mostra fotografica interamente dedicata alla peculiare tradizione dei lama reincarnati del Tibet ed è frutto di una lunga ricerca sul campo dei due fotografi Giampietro Mattolin, Vicky Sevegnani e dell’autore dei testi il giornalista e scrittore Piero Verni. La prima fotografia della mostra data ottobre 1984 e l’ultima settembre 2016. I principali maestri, sia viventi sia scomparsi negli ultimi decenni, della tradizione buddhista tibetana sono presenti (a cominciare dal Dalai Lama) in questa mostra fotografica che rappresenta un’occasione preziosa per osservare e conoscere il “volto” più autentico di uno dei più antichi cuori dell’Asia.

Carnet de voyage
Imer Guala, Vincenzo Tabacco, Gigi Piana, Giorgio Maria Griffa e Valentina Piacenza.
Da sempre il disegno, lo schizzo sono stati il mezzo per divulgare, raccontare, tramandare ogni cosa che vediamo, facciamo o che ci emoziona durante un viaggio. Il Carnet, lo Sketchbook, il diario pertanto sono da considerarsi come un “contenitore di narrazione”. La sezione che abbiamo pensato, costruita attraverso l’esposizione e il racconto di diverse esperienze sul tema, per le sue finalità si riferisce a tutto questo identificando il Viaggio come esperienza e metafora della vita mettendo in evidenza l’aspetto del “Diario” ovvero l’espressione introspettiva, anche nella sua forma artistica, del raccontare, ricordare e evocare luoghi che, per lavoro, turismo o qualsiasi altro motivo, sono stati parte della vita del “Viaggiatore”. Gigi Piana, con un viaggio in Portogallo visto attraverso il suo progetto Trama e Ordito (a cura di Marco Albeltaro), Vincenzo Tabacco, con i suoi diari di viaggio disegnati in modo minuzioso in Medio Oriente e collegati ad oggetti d’uso e ricordi di viaggio di quei luoghi. Giorgio Maria Griffa, con un non viaggio in Egitto, lo vede solo attraverso le copie di acquarelli di altri, quando viaggiare era un piacere, e poi Imer Guala – Taccuino di  Viaggi  Memorie  e segni d’Africa 1958 e Valentina Piacenza con Safari in Botswana un percorso tra le cascate Vittoria, Chobe National Park e Delta dell’Okavango. Tutti i disegni sono stati realizzati dal vero mentre il diario è stato composto a Biella e realizzato con tecnica mista: stampe a monotipo, collage e guache.

Le mostre a Palazzo Gromo Losa

Un viaggio di famiglia nel Magreb del 1925 nelle fotografie di Cesare, Erminio e Vittorio Sella
A cura della Fondazione Sella
Immagini di un viaggio familiare di Vittorio e del fratello Erminio e di Cesare, figlio di Vittorio, che insieme fotografano in libertà Marocco e Algeria rivelandone un aspetto così “puro” che ci fa ritornare con la mente ai viaggi di Robert Byron e Paul Bowles, attraverso immagini di taglio etnografico e la riproduzione fotografica dei siti archeologi che gli autori incontrano lungo il viaggio.

Laura Giardino. Out of field
a cura di Marina Guida
La mostra accoglie i visitatori in un’atmosfera perturbante: colori acidi e antinaturalistici, prospettive incongrue, figure umane mai del tutto svelate o ritratte solo in lontananza, luoghi urbani o domestici, quotidiani, desolati suggeriscono che ad essere centrale nel lavoro della Giardino è ciò che è out of field – fuori campo – al di là della nostra capacità percettiva. Con occhio registico, l’artista inquadra porzioni di mondo e le restituisce in un’atmosfera noir non priva d’ironia. I suoi personaggi non sono mai al centro dell’immagine, sono piuttosto spinti ai margini o raccontati attraverso qualche dettaglio inatteso.

Pier Carlo Gabriele. Itinerari sardi
a cura di Fabrizio Lava
Il progetto Itinerari Sardi si prefigge una lettura del patrimonio paesaggistico della Sardegna contemporanea, in chiave fotografica, scaturita dalla rilettura e dallo studio dell’esperienza esplorativa del generale e scienziato Alberto Della Marmora. La chiara impronta naturalistica e la rigorosa metodologia scientifica dell’esploratore e cartografo sabaudo sono prossime alla formazione di geologo oltre che di fotografo di Pier Carlo. “Itinerari Sardi” è una riscoperta di quella parte più autentica della Sardegna che è l’entroterra, preservato dagli itinerari di massa, ricco di fascino e di cultura e come tale da scoprire e al tempo stesso da preservare.

Arte tribale africana – La collezione di Willy Fassio
È la collezione privata composta da circa 35 pezzi che spaziano tra Mali, Burkina Faso Niger e gli altri paesi dell’Africa francofona raccolti dal fondatore del Il Tucano Viaggi d’autore. Un viaggio nel viaggio attraverso le splendide opere d’arte africane.

Le mostre a Palazzo La Marmora

Diari di viaggio: le esplorazioni di James Cook nella biblioteca di Filippo Della Marmora.
a cura di Centro Studi Generazioni E Luoghi
James Cook fu l’esploratore per eccellenza del Settecento, che, in tre lunghi viaggi, esplorò l’Oceano Pacifico oltre il Circolo polare artico alla ricerca della Terra Australis, una grande massa continentale meridionale. I volumi esposti fanno parte della biblioteca di Filippo Ferrero della Marmora (1719-1789), appassionato viaggiatore e uomo di corte, del quale portano l’ex-libris. L’opera Voyage dans l’hémisphère Austral, et autour du monde… racconta l’esplorazione compiuta da Cook durante la quale furono visitati i siti dell’isola di Pasqua, isole Marchesi, Tahiti, Tonga, Nuove Ebridi e Nuova Caledonia. Il terzo viaggio compiuto da Cook è narrato nei quattro volumi del Troisième voyage de Cook, ou voyage a l’Océan Pacifique… Obiettivo del viaggio era la scoperta del famoso passaggio a Nord-ovest tra Atlantico e Pacifico passando per la parte settentrionale del Nord America.

Gigi Piana. Con-fini di lucro
a cura di Ramodoro – antropologia pratica per il sociale.
In un suggestivo allestimento compaiono 5 planisferi intagliati nel plexi- glass trasparente. Disegnano prospettive sul reale, evidenziando distanze percettive, disorientamenti, ridefinizioni geografiche, culturali, sociali e identitarie. La visione non è solo critica: si propone di creare spazio e chiarezza, necessarie all’espressione del potenziale rigenerativo insito nell’essere umano.

Il progetto si inserisce nella visione di più ampio respiro volta a valorizzare in modo continuativo il Borgo del Piazzo, trasformandolo in un vero e proprio Polo Culturale, a forte vocazione espositiva.
Ufficio Stampa: Spaini & Partners

SEDI

Palazzo Ferrero
Corso del Piazzo, 25
Biella

Palazzo Gromo Losa
Corso del Piazzo, 24
Biella

Palazzo La Marmora,
Corso del Piazzo, 19
Biella