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Victor López González. Transitions – l’umanità in transito

venerdì 7 ottobre 2016 - lunedì 7 novembre 2016

sede: Varie Sedi (Torino);
a cura di: Patrizia Bottallo.

“Transitions – l’umanità in transito” è un progetto artistico dell’associazione Martin – Martini Arte Internazionale, curato da Patrizia Bottallo, in cui le opere dell’artista spagnolo Victor López González invitano ad una riflessione sul fenomeno delle grandi migrazioni, dell’incessante mobilità delle persone che transitano da un luogo ad un altro alla ricerca di nuove opportunità e di un futuro migliore, per motivi economici, politici e di sopravvivenza.

Tra il XVIII e il XX secolo i flussi migratori partivano dall’Europa per ripopolare il mondo, oggi, al contrario, il continente è diventato punto d’approdo e i continui e ingenti flussi hanno trasformato l’immigrazione in una grave emergenza.
Il progetto indaga questo fenomeno sociale e permea la città, proprio come i flussi di migranti permeano il nostro territorio, attraverso opere ospitate in luoghi pubblici, solitamente non deputati all’arte, insieme a una raffinata e coinvolgente mostra di fotografie e installazioni sulle migrazioni nel Mediterraneo ospitata presso il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino.
Un intervento di Public Art vede cinque grandi opere in foglio, manifesti 6X3 mt in luogo delle cartellonista pubblicitaria, collocati in Piazza Amelia Piccinini e in via Massari angolo via Chiesa della Salute, per un mese le opere saranno finestre visive al servizio dell’arte e della cultura.
Nell’atrio d’onore di Palazzo Lascaris sono state installate tre opere scultoree: “Eudourado”, “Human Capital” e “Gold Euro”.
In “Gold Euro” e “Eudourado”, la geografia, la mappa capovolta dell’Europa sono elementi che sottolineano i limiti del continente e portano a chiedersi come i suoi confini siano compresi e interpretati.
“Gold Euro” utilizza la corrispondenza tra il rapporto in scala e il simbolo della moneta Euro rappresentando una sintesi dell’influenza economica, geopolitica e strategica tra Europa e Africa. In quest’opera l’artista amplia il mero valore economico della moneta trasferendolo da nominale a concettuale ed etico.
“Human capital” utilizza la fedele riproduzione di un container, in scala ridotta, contenitore simbolo delle merci che viaggiano, ed elemento distintivo della globalizzazione capitalista, per sottolineare come la mappatura del mondo sia condizionata dallo sfruttamento del trasporto marittimo e dalla “containerización of capital”. Parametrando il container al capitale umano l’artista denuncia l’insaziabile sfruttamento dell’uomo.

La scelta dei luoghi dell’esposizione non sono casuali.
Piazza Amelia Piccinini è rivolta verso l’Ufficio dell’Anagrafe centrale di Torino, luogo in cui vengono registrati i cittadini residenti. Qui è esposta l’opera “Stories Devoured By History” che occupa tre cartelloni pubblicitari messi in dialogo tra loro. Il titolo impresso su fondo nero del primo cartellone è esplicito: la storia, simbolicamente rappresentata con una campitura di colore nero, divora le vite dei ragazzi marocchini che vivono tra Ceuta e Melilla, vittime di un commercio atipico o meglio di un contrabbando tollerato.
In via Massari angolo via Chiesa della Salute è invece installato un impianto bifacciale volto da una parte verso il traffico e dall’altro verso un parco pubblico per bambini. Qui le opere scelte sono due: “Articolo 13” e “Gold Euro”. “Articolo 13” recita il secondo comma dell’omonimo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948: “ogni individuo ha il diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e il diritto di poterci tornare”. Le parole sono impresse su una fotografia rappresentante il mare, scattata dall’artista a Tenerife nel 2006, luogo di frequenti naufragi dei barconi provenienti dal Senegal diretti verso il centro di accoglienza spagnolo dell’isola.

Le opere di Victor López González impongono dei quesiti non più procrastinabili:
Cosa fare di fronte ai transiti delle merci, e delle persone-merci? Quanti e quali sono i muri, non soltanto fisici, frapposti alla libertà di movimento? Quali gli sbarramenti, le regole e i compromessi che si incontrano?
Scrive nella prefazione del catalogo della mostra Gustavo Zagrebelsky: “Noi viviamo ormai, nel tempo della globalizzazione, in uno spazio saturo. Se vi si afferma il concetto di “casa propria” nel secondo significato di casa che è nostro esclusivo possesso, non c’è più nessun luogo della terra dove chi è estirpato dal suo possa andare senza le restrizioni più severe ai diritti, nessun paese al quale possa appartenere e dove possa creare nuove convivenze”.

SEDI
dal 20 ottobre al 7 novembre 2016

MAO Museo d’Arte Orientale
Via San Domenico 11, Torino

Palazzo Lascaris – Consiglio Regionale del Piemonte,
Via Alfieri 15, Torino
(dal 7 ottobre)

Piazza Amalia Piccinini (fronte Archivio di Stato), Torino

Via Massari angolo Via Chiesa della Salute (antistante parco pubblico), Torino

Dettagli

Inizio:
venerdì 7 ottobre 2016
Fine:
lunedì 7 novembre 2016
Categoria Evento:
Sito web:
www.martinart.it

Luogo

VARIE SEDI – TORINO
Torino, 10121 Italia + Google Maps

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Ufficio Stampa
Edmondo Bertaina