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Vincenzo Vela (1820-1891). Poesia del reale

domenica 25 Ottobre 2020 - domenica 5 Dicembre 2021

Vincenzo Vela (1820-1891). Poesia del reale

sede: Museo Vincenzo Vela (Ligornetto, Svizzera).

Nel 2020 ricorrono i duecento anni dalla nascita dello scultore Vincenzo Vela, nato il 3 maggio 1820 a Ligornetto, dove morì nel 1891 dopo un’intensa carriera che gli valse notorietà internazionale. Il Museo Vincenzo Vela, tra le più importanti case d’artista dell’Ottocento europeo, intende celebrare questo speciale anniversario.

Con la mostra monografica “Vincenzo Vela (1820-1891). Poesia del reale” si intende rendere omaggio a Vincenzo Vela in occasione di questa importante ricorrenza.

A duecento anni dalla sua nascita, Vincenzo Vela 1 rimane un personaggio affascinante a tutto tondo, attore-protagonista sulla scena artistica e politica del tempo nelle sue due “patrie” di riferimento, la Svizzera e l’Italia. Maggiormente riconosciuto e celebrato dalla seconda, realizzò per la prima il suo capolavoro della maturità, Le vittime del lavoro, il cui messaggio e monito conservano ancora oggi estrema attualità e pregnanza. A tal proposito è utile ricordare che furono suoi contemporanei Gustave Courbet (1819-1877), padre del realismo pittorico, il filosofo Karl Marx (1818-1883), come pure il fondatore della Croce Rossa, Henri Dunant (1828-1910), che in Italia vide gli orrori della guerra. E come Courbet, il grande scultore svizzero seppe coniugare nel suo lavoro questioni ideologiche con questioni artistiche, il che gli valse, di conseguenza, fortune altalenanti.

L’esposizione è intesa come un’estensione della mostra permanente esposta al piano terra e, attraverso dodici sezioni, presenta le due anime dello scultore: quella di artista innovativo e versatile e quella di cittadino impegnato e interessato al suo tempo. Su entrambi i versanti Vincenzo Vela segui` con determinazione la propria strada, un fatto che già in giovane età gli garanti` un enorme successo. L’intento della mostra è di porre l’accento su alcuni aspetti specifici. Tra questi si ricorda il metodo di lavoro innovativo dell’artista, volto a rappresentare il reale in modo fedele alla natura e allo stesso tempo all’espressione interiore e alla verità, che fa di Vela il capofila della scultura di stampo realista alla metà del XIX secolo. Trovano però spazio anche tematiche più intime e sovente trascurate della sua produzione, come la scultura d’infanzia, senza tuttavia tralasciare il rapporto profondo che lo scultore ticinese ebbe con la rappresentazione del potere e con gli avvenimenti politici del suo tempo. Accanto ai gessi provenienti dalle collezioni del museo, si fa ricorso ad alcuni prestiti e all’inclusione di materiale di studio, calchi dal vero, maschere funerarie, disegni e soprattutto fotografie, che non solo sono serviti da modelli o da fonti di ispirazione, ma che hanno costituito la base per lo sviluppo del suo stile naturalistico, meglio definito come “verismo”. Oltre che come artista, lo scultore si è distinto per l’uso attento e precoce del mezzo fotografico, al quale è dedicata la seconda parte della mostra, che prende lo spunto dalla ricca e variegata collezione fotografica presente al Museo.

Note

  1. Vincenzo Vela. Nato nel 1820 a Ligornetto, dove mori` nel 1891, Vincenzo Vela figura tra i massimi scultori della seconda metà dell’Ottocento. Protagonista di un rinnovamento della scultura in chiave realista, seppe infondere nella sua arte, oltre al senso civico e a una profonda sensibilità umana, gli ideali liberali propugnati dal Risorgimento italiano. L’attivo impegno politico e sociale – testimoniato dalla sua partecipazione alla guerra del Sonderbund nel 1847 e alle Giornate di Como nel 1848 – si riflette sin dagli esordi con coerenza nella sua produzione, la quale rivela una sincera adesione ai valori e agli ideali sostenuti dai soggetti raffigurati. Dopo la brillante formazione all’Accademia di Brera, Vela avviò una fortunata carriera dapprima a Milano – che abbandonò per ragioni ideologiche e morali, per evitare di scendere a patti con l’occupante austriaco – e poi a Torino, città aperta agli esuli e fulcro di un acceso, e stimolante, dibattito culturale e politico. Partecipe di quel fertile e vitale clima di rinnovamento, anche artistico, che contraddistingueva la capitale sabauda, grazie all’appoggio delle e´lite torinesi e della casa regnante lo scultore pote´ sviluppare pienamente la sua arte, giungendo ad elaborare alcune delle sue più significative realizzazioni, tra cui l’Alfiere di piazza Castello. Scultore tra i più richiesti della sua epoca, all’alacre attività artistica nei suoi atelier affiancò dal 1856 al 1867 quella di stimato professore all’Accademia Albertina. I venticinque anni che seguirono la proficua stagione torinese, conclusasi nel 1867 con il definitivo ritorno nel paese natio, furono segnati da alcune delusioni professionali ma anche da una straordinaria evoluzione stilistica, che trovò espressione in opere di forte impatto e dal carattere profondamente innovativo, quali Le vittime del lavoro (1882), commovente e grandioso monumento alla memoria degli operai morti durante i lavori per il traforo del Gottardo e capolavoro della scultura di impegno sociale.

Dettagli

Inizio:
domenica 25 Ottobre 2020
Fine:
domenica 5 Dicembre 2021
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

MUSEO VINCENZO VELA
Largo Vincenzo Vela, 5
Ligornetto, 6853 Svizzera
+ Google Maps
Telefono:
+41 58 4813044/40
Sito web:
www.bundesmuseen.ch/museo_vela/