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- Questo evento ĆØ passato.
Vittorio Campana. Oblivio

sede: Galleria Sospesa (Roma).
cura: Marta Banci.
“In un mondo che cambia cosƬ rapidamente, ĆØ importante fermarsi e riflettere su ciò che siamo disposti a lasciare indietro. Questi luoghi, una volta vivi con attivitĆ e umanitĆ , ora giacciono silenziosi ma portano con sĆ© la poesia dell’oblio”.
In un’epoca in cui l’urbanizzazione e il progresso tecnologico avanzano a passo sostenuto, emerge una prospettiva unica attraverso la fotografia di Vittorio Campana.
Artista attratto dal dialogo tra architettura moderna e lo spazio, ĆØ ora deciso ad esplorare i luoghi abbandonati in cui la natura riacquista il suo ruolo preminente.
Gli scatti denuncia di Campana rappresentano luoghi abbandonati all’incuria del tempo.
La natura si muove lentamente riappropriandosi di ciò che il cemento le aveva tolto, trasformando luoghi dimenticati in una testimonianza di bellezza eterna.
In altri invece, l’artista porta il suo obiettivo verso luoghi in cui le leggi dello stato e l’evoluzione del costume non servono più e sono lasciati al loro destino.
L’oblio di questi luoghi diventa il fulcro di un’esplorazione visiva che mette in luce la fragilitĆ del nostro patrimonio e la caducitĆ delle nostre creazioni.
“Ciò che la societĆ getta nell’oblio diventa il nostro soggetto. Questi luoghi, ora dimenticati, sono portatori di storie sospese nel tempo, di ricordi sbiaditi e di una bellezza che emerge solo quando l’osservatore ĆØ disposto a guardare oltre l’apparenza” afferma Campana.
La rinascita dei luoghi abbandonati attraverso l’obiettivo fotografico ĆØ un affascinante viaggio visivo: lo spettatore si immerge in un mondo in cui l’architettura umana ha ceduto il passo alla forza inarrestabile della natura. Le pareti scrostate, gli oggetti abbandonati e la polvere che si posa silenziosamente diventano le testimonianze di un passato che il tempo ha dimenticato. Attraverso il suo obiettivo, l’artista cerca di preservare la memoria di questi luoghi, un momento prima che siano completamente inghiottiti dall’oblio.
Immagine in evidenza
Manicomio di Volterra #4 (part.)