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Volti. Ritratti in Romagna dal primo novecento ad oggi

giovedì 1 dicembre 2016 - domenica 5 febbraio 2017

sede: Centro Polivalente Gianni Isola (Imola).

C’è il volto di Dario Fo scolpito dalla mano visionaria di Ilario Fioravanti e c’è l’ironia sfacciata di Federico Fellini nel disegno di “Il Pataca” e nel ritratto della mamma; c’è la preziosa caricatura di Gabriele D’Annunzio, militare a Faenza, realizzata dal pittore Achille Calzi e la strabiliante tecnica dello scultore Adolfo Wildt nel viso di marmo di Fulcieri Paolucci De Calboli, c’è il piccolo Zeno di ceramica di Bertozzi & Casoni e lo scatto di Nicola Samorì nel suo studio di pittura, ecc ecc.
È più di una mostra, è un evento culturale dedicato sia alla vicenda delle arti figurative moderne e contemporanee in Romagna, sia a personaggi della storia civile, letteraria, politica e, più largamente sociale e artistica, curato da Franco Bertoni – sotto la direzione di Andrea Emiliani – dal titolo: “Volti. Ritratti in Romagna dal primo novecento ad oggi”, organizzata da DOC (Centro di Documentazione arti moderne e contemporanee in Romagna) e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.
70 le opere esposte, circa, e 54 gli artisti scelti per indagare il tema del ritratto in uno spaccato, inedito, di opere realizzate negli ultimi cento anni.
Doppia la possibilità di lettura: da un lato la mostra presenta una storia artistica e artisti che, lungo il percorso di oltre un secolo, si sono espressi con le più varie tecniche (dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla caricatura fino al digitale) secondo modi originali o in linea con le varie tendenze via via emergenti.
Dall’altro, sono messi in luce personaggi, romagnoli o dalle vicende afferenti la Romagna, che in regione hanno vissuto significativi momenti della loro vita oppure ad essa abbiano fatto riferimento nella loro opera.
Si citano, ancora, il ritratto di Dino Campana eseguito da Giovanni Costetti; quello del generale polacco Wladyslav Anders, comandante il Secondo Corpo d’Armata Polacco che liberò Bologna nel 1945 eseguito da Tommaso Della Volpe; il busto di Alfredo Oriani di Ercole Drei conservato al Cardello; il ritratto di Francesco Beltramelli di Domenico Rambelli.
E di quest’ultimo il ritratto di Costetti, e di Costetti a sua volta la raffigurazione firmata da Domenico Baccarini.
C’è il ritratto del Duce di Guido Dal Monte e il volto di Michelangelo Antonioni di Miria Malandri, c’è Vittorio Sgarbi dei gemelli Alfonso e Nicola Vaccari, c’è il ritratto di Andrea Emiliani (soprintendente e direttore della Pinacoteca Nazionale di Bologna) di Cesare Baracca e del filosofo Enzo Melandri raffigurato da Antonio Faeti.
Di Angelo Biancini c’è la testa di fanciulla mentre di Alberto Sughi c’è il ritratto di Giovanni Cappelli accanto all’autoritratto perfetto di Alfredo Zoli.
Sei opere di Umberto Folli, disposte nelle varie sale di esposizione, esemplificano tipi e personaggi di una Romagna tanto mitica e letteraria quanto concreta.
E ancora Baroni, Barillari, Malmerendi, Ravaioli, Maceo, Lotti, Golfieri, Olivucci, fino ai contemporanei, fino al ritratto fotografico.
Tra i volti illustri appaiono anche quelli di personaggi meno conosciuti o anonimi che tuttavia hanno fatto o fanno parte dell’immaginario artistico e della realtà sociale della Romagna.
Questo è particolarmente evidente in parte dei lavori fotografici in mostra come nel caso del ritratto del pittore forlivese Nicola Samorì, scatto di Guido Guidi, dello scultore Ilario Fioravanti fotografato da Luigi Tazzari.
Tra pregio artistico e importanza storica o documentaria, viene recuperato un tema, quello del ritratto, che pur avendo avuto significative tappe anche nella modernità è venuto poi ad essere confuso con momenti retorici ed elogiativi dati per conclusi e trascorsi.
Tuttavia, proprio nella contemporaneità – e ne sono testimonianza la diffusione dei “volti”, anonimi o meno, permessa e grandemente incrementata da nuovi veicoli comunicativi quali le fotocamere digitali o i social network – si assiste a una nuova e inedita presenza del ritratto nella vita quotidiana.
Non occorrerà ricordare l’importanza, per le nuove generazioni, del selfie come parte indissolubile della narrazione della propria vita.
Come le tecniche sono variate, dalla pittura a olio fino al digitale, così anche la stessa concezione del ritratto è passata dai tradizionali intenti celebrativi, encomiastici o di consegna alla storia di una memoria a una dimensione più attualizzante che fa parte della comunicazione globale attuale.

Dettagli

Inizio:
giovedì 1 dicembre 2016
Fine:
domenica 5 febbraio 2017
Categoria Evento:

Luogo

CENTRO POLIVALENTE GIANNI ISOLA – PALAZZO SERSANTI
Piazza Giacomo Matteotti, 4
Imola, BO 40026 Italia
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Ufficio Stampa
Tatiana Tomasetta