di Ennio Bianco.

La pratica artistica di Ioana Vreme Moser (1994, si muove tra Bucarest e Berlino) si inserisce nel panorama internazionale della media art critica e dell’arte sonora , distinguendosi per la sua profonda indagine sull’hardware e sulle storie alternative della tecnologia. L’artista non si limita a usare l’elettronica, ma ne disseziona i circuiti, l’obsolescenza e i legami con la materialità organica, sviluppando una poetica di archeologia speculativa. Le sue opere, esposte in contesti di rilievo come la Galleria Nazionale di Danimarca, Manifesta 14, ZKM di Karlsruhe e Akademie der Künste Berlin, offrono una riflessione tattile e risonante sulla relazione tra calcolo e mondo naturale.
L’installazione sonora “Fluid Anatomy” (2024), presentata con successo ad Ars Electronica di Linz, rappresenta il culmine della sua ricerca. L’opera è un imponente computer fluidico idropneumatico analogico, un sistema alimentato esclusivamente da acqua e aria. Attraverso questo dispositivo, Vreme Moser riporta in vita la fluidica – la logica dei fluidi – una tecnologia computazionale abbandonata negli anni ’50 in favore della velocità dell’elettronica 1. L’artista trasforma i principi di questa logica in un’esperienza estetica totalizzante.
L’elemento che cattura immediatamente lo spettatore è la straordinaria cifra estetica del sistema. Le forme fisiche, che permettono ai fluidi di circolare, recuperate e restaurate da vecchi brevetti, sono in sé delle sculture di grande fascino. L’opera è interamente realizzata con lastre di vetro acrilico e tubi trasparenti, rendendo ogni operazione e ogni calcolo visibile. La logica del sistema non è nascosta in un chip, ma esposta nella sinuosità delle sue parti.


Lo spettatore resta affascinato e quasi ipnotizzato dal flusso continuo: l’acqua e l’aria vengono pompate attraverso un sistema ramificato che sfrutta l’ Effetto Coandă 2 – la tendenza di un getto di fluido ad aderire a una curva superficiale – per deviare il flusso e compiere operazioni logiche come contare, memorizzare e confrontare. Le complesse cavità curve, che l’artista stesso definisce quasi una “forma umana” in opposizione alle strutture geometriche elettroniche, sono i veri circuiti. Questa esposizione della meccanica come estetica demistifica il calcolo.

A questa dimensione visiva si aggiunge prepotentemente l’esperienza uditiva. Il suono è l’output sensoriale del calcolo. L’acqua e l’aria producono una colonna sonora sottile, fatta di gorgoglii, pulsazioni ritmiche e risonanze pneumatiche che si manifestano come fischi a cascata. L’installazione, rimanendo in uno stato di feedback continuo, invita il pubblico non solo a guardare ma anche ad ascoltare il calcolo, trasformando l’astrazione logica in una sinfonia materica e vibrante.
Ioana Vreme Moser, con “Fluid Anatomy”, non si limita a riesumare una tecnologia; propone un modello speculativo per l’arte e per il pensiero. L’opera è un invito radicale a rallentare, ad ascoltare e a riconsiderare i percorsi che hanno plasmato il nostro mondo computazionale. Svelando una storia parallela del calcolo, l’artista si afferma come una voce essenziale nel dibattito sulla media art contemporanea, capace di coniugare rigore ingegneristico e profonda sensibilità estetica. Il suo impegno nel rendere visibile e udibile il calcolo fluido è una testimonianza eloquente della bellezza tattile e della resilienza concettuale che si possono trovare al di fuori delle autostrade ad alta velocità dell’innovazione digitale e quantica.

“Fluid Anatomy” è, in definitiva, una macchina filosofica che trasforma il flusso in ragionamento, segnando un punto di riferimento critico per l’anatomia del futuro tecnologico.
Ennio Bianco
Crediti
“Fluid Anatomy” è stato prodotto e curato da Singuhr Projekte
Supporto tecnico: Dorian Largen
Supporto alla produzione: Jan Rohmer, FabLab.ro
Consulenza scientifica: Benjamin Bühling
Supporto ricevuto da Musikfonds E.V. (DE); Bezirksamt Pankow, Berlino (DE)
Ricerca condotta presso: Tangible Music Lab e ospitata dall’Atelierhaus Salzamt, Linz
Presentato nel contesto di European Digital Deal. European Digital Deal è cofinanziato dal Programma Europa Creativa dell’Unione Europea e dal Ministero Federale Austriaco per l’Edilizia Abitativa, le Arti, la Cultura, i Media e lo Sport.
Riferimenti e contatti
Ioana Vreme Moser official website | Instagram
Immagine in evidenza
Fluid Anatomy / Ioana Vreme Moser (RO/DE) – Photo: vog.photo – Fonte: Ars Electronica Festival 2025
Copyright
Tutte le immagini © Ioana Vreme Moser e rispettivi fotografi. Fonte Ars Electronica Linz
Testo © Ennio Bianco
Note
- La fluidica, nota anche come logica dei fluidi, è un campo di ricerca fondato negli anni ’50 che utilizza getti di fluido per eseguire operazioni simili a quelle ottenute tramite l’elettronica. Nella fluidica, la forma segue la funzione, cavità curve e complesse diventano interruttori in grado di resistere alle radiazioni e al degrado ambientale. Tali forme furono inviate nello spazio, alimentarono macchine di automazione (il sistema sovietico Volga Jet) e valvole cardiache. Nel 1964 Univac lanciò il primo computer digitale a fluido, FLODAC. Questi circuiti erano ancora lenti rispetto alle loro controparti elettroniche e, in un’epoca in cui la velocità divenne fondamentale, la fluidica si perse nella storia
- L’effetto Coandă è la tendenza di un getto di fluido a seguire il contorno di una superficie vicina. Il fenomeno deve il suo nome al pioniere dell’aerodinamica rumeno Henri Coandă, il quale brevettò nel 1936 prima in Francia e poi negli Stati Uniti alcuni strumenti che sfruttavano la proprietà di deviare un getto
