Il sismografo dell'esistere: l'alchimia digitale di Max Cooper

La prima ricerca italiana dedicata ai temi della circolazione dei beni culturali a fini espositivi

La prima ricerca italiana dedicata ai temi della circolazione dei beni culturali a fini espositivi

L’Osservatorio permanente sui prestiti di beni culturali, promosso da Save The Artistic Heritage e dai Musei Civici Fiorentini, curato dal prof. Guido Guerzoni e sviluppato con la partnership scientifica della società Formules, è la prima ricerca italiana dedicata ai temi della circolazione nazionale e internazionale dei beni culturali a fini espositivi e alle relative buone pratiche nazionali e internazionali, per identificare delle linee guida, migliorare le strategie di valorizzazione e incrementare le collaborazioni istituzionali.

Giovedì 19 marzo 2026, nel Salone dei 500 di Palazzo Vecchio a Firenze si sono tenuti un convegno durante il quale si è presentato il risultato del primo anno di studi dell’Osservatorio e una tavola rotonda, moderata da Carlo Francini, direttore dei Musei Civici Fiorentini, dedicata allo stato dell’arte e agli sviluppi futuri del comparto, che ha visto la partecipazione di importanti rappresentanti del panorama culturale italiani, quali Andrea Carignani, Responsabile dell’Ufficio Mostre dei Musei Vaticani, Gianpietro Bonaldi, general manager dell’Accademia Carrara di Bergamo, Mattia Agnetti, segretario organizzativo della Fondazione Musei Civici Venezia, Antonella Pinna, presidente di ICOM Italia, Angelo Crespi, direttore generale Grande Brera e Gianluca De Felice, Segretario Generale dell’Opera della Primaziale Pisana.

L’Osservatorio ha approfondito queste tematiche promuovendo una rilevazione online cui hanno partecipato 60 musei italiani e internazionali di primaria importanza, con la finalità di elaborare direttive standardizzate per tutte le istituzioni culturali, a riguardo delle strategie, delle dimensioni organizzative, delle procedure amministrative e dei processi decisionali delle istituzioni che gestiscono richieste di prestito in entrata e in uscita.

“La mobilità delle collezioni – ha affermato il professor Guido Guerzoni, curatore dell’Osservatorio permanente sui prestiti di beni culturali – e la circolazione dei beni culturali – in una fase storica attenta agli aspetti più critici della mobilità e alla ricerca di approcci sinceramente sostenibili – sono due strumenti fondamentali di diplomazia culturale, attraverso cui le istituzioni costruiscono relazioni, rafforzano posizionamenti, producono conoscenze, sviluppano competenze, raccolgono risorse e ampliano i propri pubblici. Ciononostante, le informazioni disponibili su questo fenomeno rimangono sorprendentemente frammentarie, disomogenee e pressoché incomparabili”.

La circolazione dei beni culturali destinati a mostre temporanee costituisce in Italia una componente strutturale e fondamentale della vita museale. Tuttavia, il fenomeno non è ancora supportato da una lettura unitaria, trasparente e affidabile.

La mancanza di dati sistematici e consolidati sui prestiti – sia a livello nazionale sia internazionale – rappresenta infatti una criticità rilevante che incide sulle politiche culturali, sulla sostenibilità del sistema espositivo e sulla capacità delle istituzioni italiane di partecipare in modo pieno e consapevole al dibattito internazionale sul ruolo dei musei e sulla gestione del patrimonio.

È stato il professor Guido Guerzoni a comunicare i principali risultati della ricerca e a confrontare le differenze tra i musei italiani e quelli internazionali nella gestione dei prestiti per mostre temporanee.

Le istituzioni italiane che hanno partecipato all’indagine risultano mediamente di dimensioni medio-grandi, ma significativamente più piccole rispetto agli omologhi stranieri: impiegano in media circa 50 membri di staff e dispongono di un budget medio di 4, 14 milioni di euro, a fronte dei 298 dipendenti e dei 39, 7 milioni di euro delle realtà estere.

Quasi tutte le organizzazioni considerate, in Italia e all’estero, dichiarano di adottare linee guida per la gestione dei prestiti, ma solo una su cinque tra quelle italiane le rende consultabili, mentre all’estero lo fa circa un museo su tre. Anche sul piano delle procedure emergono alcune differenze: le strutture internazionali dichiarano una piena adozione di protocolli per la gestione delle domande di prestito, mentre tra quelle italiane la percentuale si attesta all’86, 8%. Inoltre, i partner stranieri mostrano più spesso la tendenza a stabilire una scadenza precisa per la valutazione delle richieste.
I tempi di elaborazione risultano invece simili: fino a quattro mesi nelle realtà italiane e cinque in quelle estere.

Dal punto di vista organizzativo, solo il 44% dei musei italiani dispone di un dipartimento dedicato a queste attività, composto in media da 2, 6 persone; una struttura analoga è presente nel 73, 7% nelle organizzazioni straniere, con una media di 3, 8 addetti. In proporzione al personale complessivo, tuttavia, la quota di personale impegnata nella gestione dei prestiti risulta leggermente più elevata nei musei italiani.

L’indagine evidenzia, inoltre, una diversa valorizzazione economica delle attività di prestito. Il ricavo medio annuo per i musei italiani è pari a circa 28.000 euro, contro oltre 95.000 euro per quelli esteri, con valori massimi che raggiungono rispettivamente i 300.000 e il milione di euro. Le stime indicano che una valutazione sistematica di tutti i prestiti potrebbe aumentare sensibilmente gli introiti, fino a quintuplicarli per le istituzioni italiane.

Sul piano operativo, i musei italiani gestiscono in media 30 prestiti in uscita e 32 in entrata all’anno, prevalentemente con istituzioni nazionali. Le realtà internazionali registrano invece volumi molto più elevati, con una media di 161 prestiti in uscita e 100 in entrata.

In Italia, i prestiti gratuiti risultano ancora molto diffusi; all’estero è più frequente la copertura dei costi amministrativi o il pagamento di una fee (diritto di prestito), segnale di una maggiore tendenza alla ottimizzazione economica di queste attività.

Emergono differenze anche in termini di trasparenza e gestione delle informazioni: il numero di prestiti viene riportato nei bilanci e nei report istituzionali dall’84, 2% dei musei internazionali, mentre in Italia questa pratica riguarda il 57, 9% delle istituzioni.

L’Osservatorio elaborerà tutte le informazioni disponibili di carattere legislativo, economico, giuridico, quantitativo e qualitativo, in Italia e all’estero, e produrrà un report annuale che verrà presentato in convegni ed eventi sia in Italia che all’estero, contribuendo a posizionare le istituzioni italiane ai massimi standard internazionali.

Informazioni
info@savetheartisticheritage.org

Immagine in evidenza
Osservatorio permanente sui prestiti di beni culturali – Firenze – Palazzo Vecchio