L’Autunno caldo del Mart 2019: una stagione per tutti

L’Autunno caldo del Mart 2019: una stagione per tutti

Il Mart è sempre più il museo di chi ama la bellezza nel quale si interroga il valore del contemporaneo non riducendolo a mera attualità, ma indagandone il rapporto storico, rintracciando i motivi fondamentali del fare arte, investigandone il senso, le prospettive, la relazione alla dinamica del tempo e alla complessità della cultura di un’epoca.

In linea con la consueta vivacità istituzionale, l’Autunno caldo del Mart è un palinsesto ricco di nuove grandi mostre, alcuni preziosi cammei, momenti di approfondimento, giornate di festa e appuntamenti per ogni tipologia di pubblico: famiglie, giovani, specialisti.
Come sempre la fanno da padrone l’arte moderna e l’arte contemporanea, core business del museo, ma non mancano audaci confronti con il passato e momenti di divulgazione scientifica.
Fondamentali sono le collaborazioni con grandi musei internazionali e italiani, ma anche con istituzioni e realtà del territorio coinvolte nella programmazione degli eventi.

Arte moderna

Fiore all’occhiello del calendario autunnale è l’inaugurazione dell’esposizione dedicata a Isadora Duncan, il 17 ottobre.
In mostra numerosi capolavori dedicati alla figura più rivoluzionaria della danza, musa dei maggiori innovatori delle arti pittoriche e plastiche di inizio secolo come Rodin, Stuck, Boccioni, Depero, Casorati, Giò Ponti.
In collaborazione con la Fondazione CR di Firenze, “Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardie” è curata da un comitato scientifico d’eccezione: Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi, con Rossella Campana, Eleonora Barbara Nomellini e Patrizia Veroli.
Dal 19 ottobre al 1 marzo, la mostra arriva a Rovereto dopo una prima tappa a Villa Bardini a Firenze e rappresenta l’ideale seguito di uno tra i progetti Mart di maggior successo: “La Danza delle avanguardie” che quindici anni fa indagò le relazioni tra la danza e le arti visive del Novecento.

Arte contemporanea

La mostra su Isadora Duncan impreziosisce la proposta espositiva del museo che già il 12 ottobre apre la più ampia antologica mai realizzata in Europa su Richard Artschwager.
L’esposizione è il frutto di una collaborazione internazionale con il Guggenheim di Bilbao, museo che diviene partner del Mart e che storicamente e per molti versi ne è stato forse un modello per le analogie storiche: contesti post-industriali ripensati nella prospettiva di uno slancio culturale garantito dalla rivisitazione urbanistica di istituzioni museali.
A cura di Germano Celant, la mostra sarà presentata prima a Rovereto, dal 12 ottobre al 2 febbraio 2020, e successivamente ospitata a Bilbao nella primavera del 2020.
Si tratta di uno straordinario e completo viaggio nell’opera di un rivoluzionario artista che ha decisamente ripensato l’oggetto e lo spazio dell’arte attraverso capolavori presenti a Rovereto grazie ai generosi prestiti di alcune delle principali Collezioni del mondo come il Whitney Museum of American Art (New York), la Broad Art Foundation (Los Angeles), la Tate Britain (Londra), la Fondation Cartier pour l’art contemporain (Parigi), la Fondazione Prada (Milano).

Patrimonio museale, approfondimenti e confronti

Il Mart si rinnova continuamente non solo attraverso il calendario espositivo, ma anche modificando periodicamente il percorso di visita alle Collezioni permanenti.
In questo “Autunno caldo” il museo propone la realizzazione di spazi specifici all’interno dei percorsi delle Collezioni permanente per ospitare incontri con capolavori della storia dell’arte e raffronti intensi.
Si comincia il 4 ottobre con capolavori estremamente rappresentativi delle svolte storico-artistiche del primo Novecento: il primo Focus vede infatti la compresenza tra la significativa figurazione di Gino Rossi e la sintesi scultorea di Arturo Martini.
Dal 25 ottobre un confronto decisamente inedito e stimolante attraverserà i secoli con l’esposizione al Mart della pala d’altare di Bernardo Strozzi, detto il Cappuccino, raffigurante la Madonna con Gesù Bambino in gloria e santi (1640 circa).
Il parallelismo sarà in questo caso con uno dei maggiori artisti del Novecento: Yves Klein. Al centro dell’indagine è il blu.
Da un lato la santità allegoricamente allusa dal colore dei panneggi, dall’altro la nota versione di Klein e il suo portato nel superamento della condizione materiale dell’esistenza.

L’arte attraversa il tempo e rinnova i valori più profondi delle esperienze estetiche e spirituali dell’animo umano.
Da qui prenderà avvio la linea di indagine che verrà sviluppata nel 2020: in questi confronti la grande arte varca le frontiere storiografiche e le gerarchie.
Gli accostamenti tra periodi diversi permettono il riconoscimento delle realtà storiche, il confronto tra canoni e paradigmi che è alla base dell’educazione all’arte.
Il Mart si conferma una grande macchina didattica i cui punti di forza sono il dialogo con il grande pubblico e la qualità della proposta culturale.

Completano la stagione espositiva il progetto “Intermedia“, prodotto insieme a Museion di Bolzano con cui il Mart condivide i progetti riferiti alle ricerche dell’Archivio di Nuova Scrittura. Una doppia mostra, allestita dal 23 novembre in entrambi le sedi, favorisce lo studio e la valorizzazione di un patrimonio affidato alle istituzioni dal collezionista Paolo Della Grazia.

Oltre il museo

L’Autunno caldo si completa con le proposte delle altre sedi del Mart.
Alla Galleria Civica di Trento l’artista Gianni Pellegrini presenta la sua produzione più recente e alcuni lavori site-specific.
Dal 21 settembre l’esposizione dà conto dell’incessante e continuo impegno di uno dei protagonisti del mondo culturale trentino, confermando la vocazione della Galleria Civica a sostenere la qualità delle vicende culturali del territorio.

A Rovereto la Casa d’Arte Futurista Fortunato Depero è l’unico museo fondato da un Futurista sulla base di un progetto visionario e profetico di opera d’arte totale.
La mostra permanente è arricchita da un’esposizione che indaga uno dei temi chiave del Futurismo: la dimensione del sonoro.
Dal 9 novembre sarà infatti possibile visitare la mostra “Tuuumultum! Campionature tra arte, musica e rumore dalle Collezioni del Mart“.

Eventi e progetti

La musica sarà protagonista anche di alcuni degli appuntamenti autunnali del Mart, insieme alla danza e al cinema. A Rovereto le discipline si mescolano e i linguaggi si contaminano in un programma di eventi per tutti i gusti.

Tre le giornate gratuite: i Mart Open Day delle prime domeniche di ottobre e novembre e la Giornata del Contemporaneo, la grande festa annuale ideata da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e sostenuta dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane – MiBAC, con la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. (12 ottobre).

E ancora: visite guidate, laboratori, cultural trekking.
Nel corso dell’autunno il Mart proseguirà anche la sua decisa azione di integrazione di programmi e strutture nell’area di Rovereto, condividendo con Provincia e Comune la progettazione per delineare un distretto che metta sempre più in rapporto il museo all’Università, alle istituzioni, ai festival e agli spazi disponibili come, ad esempio, il bellissimo Palazzo Alberti Poja già sede del Museo Civico e naturale complemento di visita per i frequentatori del Mart.

Il Mart si conferma, ancora una volta, un polo culturale sempre più vivace e in dialogo con il grande pubblico, una solida istituzione che programma progetti, mostre e attività per chi vive in Trentino e per chi sceglie di visitare un magnifico territorio che offre un paesaggio naturale che è anche paesaggio culturale della contemporaneità.

Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Corso Angelo Bettini, 43
38068 Rovereto (Trento)
mart.trento.it

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