Il sismografo dell'esistere: l'alchimia digitale di Max Cooper

Poetic Coding: l’accordatura esistenziale di Zach Lieberman

di Ennio Bianco.

Poetic Coding: l'accordatura esistenziale di Zach Lieberman

L’opera di Zach Lieberman non si manifesta come un corpus di oggetti finiti e statici, bensì come un processo ininterrotto di “accordatura” esistenziale. Al centro della sua indagine si colloca la pratica del Daily Sketching, un esercizio di disciplina quasi monastica che dura ormai da un decennio 1 e che riecheggia la fecondità instancabile di Paul Klee. Laddove Klee portava la linea a “fare una passeggiata” per esplorare i limiti della figurazione, Lieberman conduce il codice software verso una vagabondaggio intuitivo, rifiutando la rigidità della documentazione tecnica (il “codice pulito”) in favore di una registrazione fenomenologica del presente. Per l’artista, lo schizzo quotidiano non è una bozza in attesa di compimento, ma un atto di resistenza contro l’oblio e la fissità: è la ricerca costante di una frequenza armonica tra la logica binaria del processore e la fluttuante sensibilità dell’esperienza umana.

Analizzando l’arco temporale che congiunge le prime sperimentazioni del 2016 alle complesse architetture visive del 2025, emerge una metamorfosi profonda che testimonia l’evoluzione del gusto estetico nell’era digitale. Se nei primi anni la ricerca di Lieberman appariva concentrata sulla decostruzione della geometria euclidea e sull’esplorazione del moto fluido, spesso limitata a una sintassi visiva minimalista e rigorosa, la maturità attuale rivela un passaggio verso una qualità materica del pixel. Grazie a un uso sapiente di luci e ombre digitali, Lieberman trasforma lo schermo in una superficie vibrante che sembra avere il peso e l’elasticità della gomma o della pelle, invitando quasi a un contatto fisico.

Le opere più recenti, nutrite dall’esperienza del gruppo Future Sketches al MIT, abbandonano la bidimensionalità del monitor per farsi organismi volumetrici e sensoriali. Questi “Blobs” contemporanei non sono più semplici deformazioni matematiche, ma entità dotate di una consistenza tattile e di una risposta empatica, capaci di reagire alla voce e al gesto, trasformando la fredda iterazione algoritmica in una forma di biologia simulata.

La distinzione terminologica introdotta da Lieberman tra “Creative Coding” e “Poetic Coding” rappresenta lo spartiacque teorico fondamentale della sua produzione. Mentre il primo termine rischia di appiattirsi su una funzione strumentale o decorativa del software, il “Poetic Coding” rivendica per l’algoritmo la dignità della parola lirica.

Lieberman opera come un poeta che, invece di sillabe, dispone variabili e cicli iterativi per catturare “cosa significhi essere vivi”. In questa prospettiva, l’errore, il rumore e la casualità non sono anomalie da correggere, ma il “soffio vitale” necessario a sporcare la perfezione sterile del computer. Attraverso il Daily Sketching, Lieberman trasforma il software in un diario intimo e collettivo al tempo stesso, dove ogni iterazione non è che un fotografo naturalista che cattura l’attimo irripetibile di una bellezza selvaggia in costante divenire.

Nel vocabolario di Lieberman, il “Noise” (rumore algoritmico) non è un disturbo del segnale, ma l’ingrediente fondamentale che conferisce umanità al codice. Per comprendere la sua tecnica, bisogna guardare a come utilizza algoritmi di rumore coerente, come il “Perlin Noise”. Se una funzione casuale pura genererebbe un caos visivo incoerente, il rumore utilizzato da Lieberman crea transizioni fluide, simili al movimento del fumo, delle onde o delle venature del legno.

L’artista agisce su questi parametri come un musicista jazz: stabilisce una struttura (la griglia, il cerchio, la stringa di testo) e poi lascia che il rumore “improvvisi” all’interno di quei confini. Questa tecnica permette di superare la “perfezione repulsiva” del digitale.

In Lieberman, la matematica smette di essere uno strumento di precisione per diventare uno strumento di evocazione. Ogni schizzo del suo diario è un esperimento su quanto “disordine” una forma possa sopportare prima di perdere la sua identità, trovando quel punto di equilibrio che lui definisce come “risonanza con le frequenze del mondo“.

L’analisi dei dieci anni di Daily Sketching rivela che Lieberman non procede per compartimenti stagni, ma per ossessioni ricorrenti che si evolvono organicamente. Possiamo individuare tre filoni principali che fungono da spina dorsale alla sua produzione:

L’elasticità e la memoria della forma. Fin dai primi resoconti del 2016, Zach esplora come le forme possano deformarsi per poi cercare di tornare al loro stato originale. È una metafora della resilienza. Negli anni, questo tema è passato da semplici linee elastiche a complessi volumi “carnosi” che sembrano dotati di una propria memoria muscolare.

La voce e il gesto come input creativo. Un tema centrale, esplorato magistralmente nell’intervista su M+ 2, è la trasformazione dell’invisibile in visibile. Lieberman crea sistemi dove la frequenza della voce umana o la traiettoria di un braccio diventano pennelli. Qui l’artista scompare come “autore unico” per diventare il designer di un sistema che permette all’umano di manifestarsi graficamente.

La stratificazione temporale (Time-Shifting): Molti dei suoi schizzi più affascinanti lavorano sulla persistenza della visione. Lieberman registra brevi frammenti di tempo e li stratifica, creando immagini dove il passato e il presente convivono. È un’indagine sulla natura del tempo, che trasforma lo schermo in un palinsesto digitale.

La statura di Lieberman non sarebbe completa senza considerare il suo ruolo di “costruttore di strumenti”. La co-creazione di openFrameworks non è solo un contributo tecnico alla comunità dei programmatori, ma un atto estetico e politico. Rendendo pubblico il “backstage” della sua arte, Lieberman abbatte la torre d’avorio dell’artista-genio isolato.

La sua attuale posizione al MIT Media Lab, dove dirige il gruppo Future Sketches, rappresenta la sintesi della sua carriera: l’arte che diventa pedagogia e la pedagogia che si fa arte. In questo contesto, le collaborazioni con artisti come Ryan Alexander o Daito Manabe non sono semplici “featuring”, ma dialoghi simbiotici. La sua ricerca attuale si sposta verso il futuro dello “schizzo”, esplorando come l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata possano diventare nuovi spazi per la poesia del quotidiano, senza mai perdere quel tocco “disordinato e spensierato” che è il suo marchio di fabbrica.

Zach Lieberman e Ennio Bianco

In conclusione, cito un incontro diretto che ebbi con Zach Lieberman nel 2019al MUDA di Zurigo. In quella occasione mi si rivelò una personalità che riflette perfettamente la sua poetica: un’apertura empatica che si traduce in una disponibilità al dialogo tipica di chi concepisce l’arte come un bene comune.

Un esempio lampante di questa attitudine è la sua capacità di rileggere i grandi artisti e creativi del passato, come dimostrato nell’opera che rende omaggio a Bruno Munari. Ispirandosi a “Alla faccia” 3, Lieberman utilizza la visione artificiale per decostruire e ricostruire i volti degli spettatori, trasformando la tecnologia in una matita giocosa. Questo dialogo con Munari non è solo formale, ma filosofico: entrambi gli artisti condividono l’idea che il “gioco” sia una forma superiore di apprendimento e che l’arte debba conservare uno squisito senso dell’umorismo.

In questo contesto, il codice di Lieberman diventa lo strumento moderno per perpetuare quella ricerca munariana sulla variazione infinita di un tema semplice, confermando che la tecnologia, se mediata dall’empatia, non allontana l’uomo da se stesso, ma lo invita a guardarsi “allo specchio” con rinnovata curiosità.
Ennio Bianco

Riferimenti e contatti
Zach Lieberman official website: zach.li; Instagram
Copyright
Tutte le immagini © Zach Lieberman
Immagine in evidenza: © Zach Lieberman, 2024_04

Zach Lieberman è un pioniere della creative coding, artista e docente presso il MIT Media Lab, dove guida il gruppo di ricerca Future Sketches.
Premi internazionali
Ars Electronica di Linz. Nel 2010 vincitore il Golden Nika nella categoria Interactive Art per il progetto EyeWriter, un sistema che permette a persone con paralisi di disegnare con il movimento degli occhi.
Sempre nel 2010 Design Museum di Londra lo insignisce del premio Interactive Design of the Year per OpenFrameworks, sviluppato con Theodore Watson, Arturo Castro e l’OF communità
L’opera di Lieberman è stata esposta e acquisita da istituzioni che tracciano la storia dell’arte contemporanea e digitale:
MuDA (Museum of Digital Art, Zurigo, 2019): Mostra personale e conferenza che hanno analizzato il passaggio dal codice algoritmico alla “poetica del quotidiano”.
M+ Museum (Hong Kong, 2021-2022): Esposizione del progetto Daily Sketches e dei suoi “Blobs” all’interno della mostra inaugurale del museo, con successiva acquisizione di opere nella collezione permanente.
Barbican Centre (Londra, 2014): Partecipazione alla storica mostra Digital Revolution, un’indagine globale sull’arte prodotta tramite codice e software.
Centre Pompidou (Parigi, 2018): Inclusione nella mostra Coder le Monde, dove la sua ricerca è stata accostata a quella dei pionieri dell’arte algoritmica.
Sundance Film Festival (2017 & 2018): Presentazione di installazioni interattive e progetti di Realtà Aumentata (AR) all’interno della sezione New Frontier, dedicata alla narrazione sperimentale.

Note

  1. Questi sono i link dei suoi resoconti, vanno dal 2016 al 2025: https://zachlieberman.medium.com/daily-sketching-in-2025-60189ffd6b60 ; https://zachlieberman.medium.com/daily-sketching-in-2024-77713b80f25d ; https://zachlieberman.medium.com/daily-sketching-in-2023-b4c0e31c8acb ; https://zachlieberman.medium.com/daily-sketching-in-2022-4160eac26aa8 ; https://zachlieberman.medium.com/daily-sketching-in-2021-fc92220aa3f4 ; https://zachlieberman.medium.com/daily-sketching-in-2020-c2b4a59057e5 ; https://zachlieberman.medium.com/daily-sketching-in-2019-c1c801045577 ; https://zachlieberman.medium.com/daily-sketching-in-2018-f5de6d284aac ; https://zachlieberman.medium.com/daily-sketches-in-2017-1b4234b0615d ; https://zachlieberman.medium.com/daily-sketches-2016-28586d8f008e
  2. https://www.mplus.org.hk/en/exhibitions/zachary-lieberman-atlas-of-blobs/
  3. Alla faccia! fa parte della collana Block Notes, creata da Munari per Corraini nel 1992: una libera collezione di progetti dai risvolti creativi. Una raccolta di idee ed esempi dell’operare artistico come input per il “gioco dell’intelletto” di tutti, riconoscibile nella veste grafica per le sue copertine grigie, il formato tascabile e i fori posti in copertina, che spingono il lettore a “curiosare dentro” il libro. (Corraini Edizioni)