Tra Physical e Digital: in conversazione con l’artista Cesare Catania

di Alisia Viola.

Tra Physical e Digital: in conversazione con l'artista Cesare Catania

“… mi piace pensare all’arte e all’ingegno come quel momento in cui l’artista realizza le sue opere utilizzando la tecnica di un adulto e la fantasia di un bambino …” così Cesare Catania, artista poliedrico ed ecclettico, riesce a miscelare perfettamente il rigore ottenuto dallo studio delle materie scientifiche all’innata e naturale creatività artistica. In occasione dell’esposizione dell’artista italiano sulla piattaforma Spatial.io, Cesare Catania, classe 79’, ingegnere per formazione e artista per vocazione, racconta il suo rapporto con l’arte tradizionale e l’arte digitale e di come questi due mondi apparentemente distanti, siano molto più vicini di quel che si possa immaginare.

Un artista al confine tra il mondo physical e digital, il quale spazia tra pittura e scultura sino alla fruizione del digitale come mezzi di espressione volti a raccontare il mondo e tutto ciò che ne concerne. La potenza del suo lavoro non consiste esclusivamente nel mero utilizzo di linguaggi contemporanei al nostro tempo, bensì alla puntuale risposta alle esigenze della collettività. La sua è una chiara necessità di raccontarsi ed esprimere l’evoluzione dell’arte senza mai dimenticare il presente, avendo al contempo uno sguardo costantemente proiettato verso il futuro. L’attenta fruizione cromatica, l’equilibrio compositivo, il controllo formale-costruttivo dell’immagine è perseguito per realizzare un ordine mentale che costruisce forme pittoriche e scultoree modellate plasticamente dal colore, intensificato dall’utilizzo della materia come componente di base. Seppur utilizzando medium differenti, riesce sempre a tutelare e a perpetuare la sua ricerca, rimanendo fedele e coerente alla sua identità artistica.
Alisia Viola

L’intervista

[Alisia Viola]: Come nasce una tua opera?

[Cesare Catania]: “Le mie opere nascono generalmente da momenti di vita quotidiana. Inizialmente venivano concepite dopo una fase di introspezione, adesso invece possono nascere semplicemente durante una cena con amici.
Diciamo che nel corso degli anni ho imparato a riconosce una ispirazione artistica da un sentimento, sino a prima non riuscivo mai a scindere l’arte dalla vita, anche se ancora oggi sono fortemente convinto che le due siano la stessa cosa.”

Quali sono i tuoi riferimenti nel mondo dell’arte?

“Non ho dei riferimenti specifici; sicuramente hanno influito nel mio percorso grandi maestri come Leonardo Da Vinci, dal quale ho cercato di riprendere il rigore compositivo, figure ecclettiche come Picasso, dal quale ho attinto alla deformazione della realtà guardandola da prospettive differenti. Ogni forma d’arte che sia definibile come tale mi emoziona e potrebbe incidere sul mio lavoro.”

Il tuo è un mondo dove scienza e arte creano un connubio perfetto. Sostieni spesso di preparare le tue opere come veri e propri progetti e studi statici…

“Diciamo che l’espressione artistica nel mio caso avviene dopo un processo di sedimentazione dell’ispirazione e dell’emozione che l’ha generata. In questo processo di maturazione, che può durare qualche giorno o qualche settimana, mi aiuta disegnare bozzetti e schizzi preparatori. Nel caso di una scultura questo processo è assolutamente naturale e comune, se ci pensi lo scultore prima di realizzare un’opera deve necessariamente produrre uno schizzo. Nel caso della pittura invece questo processo non è intrinseco. Quando realizzo quadri 3D, li concepisco esattamente con lo stesso processo realizzativo delle sculture; studio non solo la parte estetica dell’opera ma anche quella fisica e statica, in modo da garantire ad esempio che il gesso o il silicone rimangano fissati sulla tela in modo permanente.”

Quanto è importante secondo te il passato per immaginare e costruire il futuro?

“Il passato è per tutti il nostro Curriculum Vitae; ci insegna come migliorare nel futuro e a costruirlo nel modo migliore. Senza un passato non esisterebbe quello che definiamo presente e tutto quello che verrà successivamente. Tale conoscenza ci permette di comprendere al meglio il nostro pensiero nel contesto attuale. È fondamentale lo studio del passato anche per capire la direzione che si vuole percorrere.”

Pensando alle tue opere mi viene subito in mente Arlecchino, una figura di cui la prima apparizione risale al XII secolo e che tu hai reinterpretato e rivisitato in chiave contemporanea e futuristica. Chi potrebbe essere oggi Arlecchino?

“Arlecchino potrebbe essere chiunque. Era comico e drammatico allo stesso tempo, un personaggio pieno di sfaccettature. Forse per questo è stato ripreso da innumerevoli artisti e pittori del passato. Basti pensare a Picasso e a Cézanne. Nel corso della mia vita ho realizzato ben quttro opere fisiche e due opere digitali raffiguranti Arlecchino. Per me la sua immagine rappresenta in toto il genere umano, un uomo pieno di sogni, desideri, ricco di sfaccettature e allo stesso tempo incarna la vita di ciascun individuo che potrei definire tragico-comica.”

La pittura e la scultura hanno da sempre rappresentato i tuoi medium per eccellenza. Quando hai deciso di fruire anche del digitale come mezzo di espressione?

“Utilizzo l’arte digitale come mezzo di espressione già da diversi anni a supporto dei miei progetti artistici. Il passaggio da arte digitale come strumento di supporto ad arte digitale assoluta e quindi alla realizzazione di opere NFT è avvenuto in modo totalmente naturale e spontaneo. Non pongo confini e limiti al mio incessante bisogno di raccontare; continuo a sperimentare svariati medium espressivi. in questo momento in particolare fruisco sia dell’arte materica, quella tangibile, sia dei token, opere digitali. Sono due esperienze e due emozioni diverse. È importante sapere scegliere con cura quando utilizzare una e quando l’altra.”

A partire dal 4 maggio 2022 sarà possibile ammirare oltre 40 pezzi d’arte, tra NFT e opere digitalizzate, tutte ambientate in una galleria unica, ospitata da Spatial. Cosa bisogna aspettarsi da questa mostra e cosa cambierà rispetto alle precedenti?

“La mostra su Spatial sarà una mostra totalmente immersiva. Non credo si possa raccontare a parole quella che in realtà è un’esperienza da vivere a 360 gradi. Posso solo dire che le poche persone che finora hanno vissuto la mostra in anteprima, una volta entrati nella galleria virtuale, facevano molta fatica ad uscirne.”

La mostra propone opere digitalizzate e inedite e sarà fruibile all’interno di uno spazio, che potremmo definire un mondo parallelo; tuttavia, integrante a quello che già conosciamo. Quali potenzialità ha questo nuovo modo di fruire l’arte?

“Moltissime. Secondo me l’arte in un futuro non molto lontano vedrà convergere il mondo reale e quello virturale. Gli artisti saranno chiamati a produrre opere capaci di emozionare sia nel mondo tradizionale che nel “Metaverso”. D’altronde sta già accadendo, è solo l’inizio.”

Cesare Catania The Man Who Does Not See

mercoledì 4 Maggio 2022 – giovedì 4 Maggio 2023
Cesare Catania. A jump into the universe
Spatial.io

Immagine in evidenza: Cesare Catania – The Heart of the Earth
Tutte le immagini: © Cesare Catania