Viaggio nel cuore del Rione Sanità: l’Ipogeo dei Cristallini e i suoi tesori. Intervista ad Alessandra Calise Martuscelli

di Teresa Lanna.

Viaggio nel cuore del Rione Sanità: l'Ipogeo dei Cristallini e i suoi tesori. Intervista ad Alessandra Calise Martuscelli

Nel cuore del Rione Sanità, a Napoli, giace un vero e proprio tesoro, che si aggiunge alle infinite meraviglie già presenti nel capoluogo campano, e a tutta la bellezza ancora da scoprire. È l’Ipogeo dei Cristallini, un sito che testimonia la rara ed incredibile pittura ed architettura ellenistica e che rappresenta uno scrigno prezioso e ricco di storia, archeologia, miti e colori. Aperto al pubblico nel mese di luglio 2022, dopo un grandioso progetto di restauro, fortemente desiderato dalla famiglia Martuscelli, proprietaria dell’Ipogeo, il complesso offre al pubblico la possibilità di vivere un’esperienza culturale memorabile, che mira a valorizzare l’eredità del passato.

Fra gli obiettivi del restauro voluto dalla famiglia Martuscelli c’è, infatti, quello di essere “custodi”, piuttosto che proprietari, di un patrimonio unico e prezioso, per il quartiere e l’intera città.

Il progetto ha preso il via nel settembre 2020; mese in cui l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) ha intrapreso gli studi e le indagini necessari all’acquisizione di una conoscenza completa dell’Ipogeo, dei materiali e delle tecniche di decorazione, dei meccanismi di degrado in corso e della relativa interazione con l’ambiente. Tutti elementi indispensabili per poter progettare e procedere al restauro ed assicurare la conservazione, nel tempo, delle tombe dei Cristallini. Gli interventi sugli ambienti fanno parte di un piano di lavoro tuttora in corso, che nel tempo potrà rivelare scoperte sempre nuove e inaspettate. Questa prima, importante, tappa di riqualificazione rende finalmente il sito fruibile al pubblico.

L’antico sepolcro greco dei Cristallini fu scoperto, intatto nelle pitture e nel ricco corredo funebre, dal Barone di Donato nel 1889, artefice involontario di un ritrovamento incredibile. Al sito si accede scendendo da una scala a 11 metri sotto il livello stradale per immergersi in un mondo “sotterraneo” ancora vivo, ricco di decori e stucchi, colori vivaci e raffinatissimi effetti di trompe l’oeil.

L’Ipogeo dei Cristallini, in uso ben prima dell’arrivo dei Romani e completo di un ricchissimo corredo funebre, è oggi una delle fonti archeologiche e storiche più preziose del Rione Sanità.

Sono circa 700 i pezzi del corredo funebre rinvenuti nel sito, che sono stati dapprima conservati dal Barone di Donato e, successivamente, dalla famiglia Martuscelli, custoditi grazie alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli per numerosi anni.

Il complesso è costituito da quattro sepolcri, scavati nella roccia fianco a fianco, ciascuno dei quali presenta caratteristiche molto diverse, che li rendono unici. Uno di questi (ipogeo C) è rimasto splendidamente intatto: per lo stato di conservazione e la sua bellezza, è un tesoro di particolare rilevanza. La camera sepolcrale è ricca di decorazioni pittoriche, tra cui spiccano una raffigurazione di Dioniso e Arianna e una testa di Medusa.

Nel mondo sono rarissime le testimonianze di pittura greca giunte fino a noi; questa si conserva principalmente nelle immagini dipinte sui vasi, unici esempi che lasciano immaginare i livelli di maestria raggiunti dai pittori ellenici. L’eccezionalità dell’Ipogeo dei Cristallini è dovuta proprio alla presenza di affreschi greci intatti, dai colori vibranti: prezioso blu egizio, ocra giallo e rosso, squillanti magenta e viola testimoniano l’eccellenza dei Greci nell’uso di pigmenti, una grande finezza artistica e una sofisticata creatività. Un viaggio a ritroso nel tempo di 2300 anni, per contemplare la bellezza dell’arte, per comprendere il significato della vita e della morte, dell’amore e della cura, della famiglia e dell’amicizia.

Abbiamo compiuto un viaggio nel cuore del Rione Sanità, grazie ad Alessandra Calise Martuscelli, direttrice dell’Ipogeo dei Cristallini, cui abbiamo posto alcune domande su questo splendido sito partenopeo.

[Teresa Lanna]: L’Ipogeo dei Cristallini è un vero e proprio tesoro per Napoli ed il Rione Sanità; quando è cominciato il restauro e quali fasi ha attraversato?

Alessandra Calise Martuscelli, direttrice Ipogeo dei Cristallini

[Alessandra Calise Martuscelli]: Il restauro è iniziato nel 2021 e, per la complessità delle pitture, i lavori continueranno ancora per lungo tempo. Prima di iniziare il restauro abbiamo dovuto effettuare numerose e complesse indagini diagnostiche, mappature del degrado ed il monitoraggio della temperatura e dell’umidità. Sono infatti presenti, nelle camere sepolcrali, attrezzature di monitoraggio che ci permettono di tenere sotto controllo il microclima, componente fondamentale per la conservazione delle antiche pitture.

Qual è la sua sensazione nel vedere il sito completamente restaurato ed aperto al pubblico?

La bellezza dei colori lascia senza fiato. La cura che gli antichi greci avevano per i cari ci fa riflettere tanto e profondamente sui principi e i valori della nostra società. Vederlo aperto è un sogno, per noi e per tutto il quartiere. L’apertura dell’Ipogeo ci ha fatto rendere conto di quanto sia immenso il suo potenziale culturale e sociale.

La presentazione si è svolta nel giugno 2022, al MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con interventi, tra gli altri, di Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli, Luigi La Rocca, e molti altri. C’è stata, tra le tante, una dichiarazione sull’Ipogeo che l’ha colpita in modo particolare?

Ogni intervento ha dato un contributo importante al progetto; avere le istituzioni vicine è fondamentale e ti fa capire che tutti gli sforzi sono ripagati dal riconoscimento pubblico.

Proprio al MANN sono conservati vari reperti di età ellenistica provenienti dall’Ipogeo dei Cristallini; c’è un percorso di “lettura” ideale che collega le visite ad entrambi i siti e che si sente di suggerire, in base ai reperti esposti?

La sezione ‘Napoli Antica’, presente al MANN, è la testimonianza della Neapolis e l’Ipogeo dei Cristallini rappresenta una parte preziosa di quella testimonianza. Sicuramente, quando la sala sarà riaperta al pubblico dato che ora è in fase di riallestimento, sarà molto interessante partire dalla visita al MANN per poi infilarsi nelle strade della Sanità per finire proprio nella antica città greca. Credo che arrivarci più preparati possa essere più emozionante, in quanto si possiede maggiore consapevolezza di ciò che si sta andando a scoprire.

Nel corso della conferenza stampa lei ha definito l’Ipogeo dei Cristallini “un luogo speciale, una rara e incredibile testimonianza di pittura ed architettura ellenica, pieno di storie da raccontare”. Ce ne accenna qualcuna?

La storia del Mito di Medusa è quella che mi ha appassionato di più, per il momento. Medusa era una bellissima fanciulla e la sua bellezza attirò le attenzioni di Poseidone, dio del mare, che la desiderò e la violentò nel santuario di Atena. La dea Atena, furiosa del fatto che per colpa di Medusa il suo tempio fosse stato sconsacrato, trasformò i capelli di Medusa in serpenti, in modo che chiunque la guardasse direttamente si trasformasse in pietra.

Il complesso è costituito da quattro sepolcri, scavati nella roccia fianco a fianco, ciascuno dei quali presenta caratteristiche molto diverse.  Ce li illustra brevemente?

Il complesso di via dei Cristallini è composto da quattro sepolcri contigui, scavati nel tufo, ciascuno con ingresso indipendente. Ognuno di essi è costituito da due camere sovrapposte ma non in asse tra loro, di cui quella superiore ha il pavimento quasi completamente occupato dalla scala di accesso alla scala inferiore, la vera camera funeraria. L’ipogeo C è il meglio conservato nell’apparato strutturale e decorativo. L’alta porta di ingresso, delimitata in alto da un architrave modanato, è inquadrata da due colonne scanalate su base ionico-attica, che poggiano su di un alto dado parallelepipedo col bordo superiore modanato. Benché la parte superiore sia andata distrutta, è possibile ipotizzare che avesse un timpano. Questo ingresso monumentale dà accesso ad un ambiente allo stesso livello, un vestibolo aperto dedicato al culto dei morti, funzione sottolineata dai banconi che corrono lungo le tre pareti e dal profilo di una trapeza scolpita sulla faccia anteriore del bancone di fondo. La camera inferiore, alla quale si accedeva attraverso una scala scavata nel pavimento della camera superiore, è coperta da volte a botte e ha le pareti scandite da paraste a rilievo con capitelli figurati. In ognuno degli spazi in basso vi sono letti-sarcofagi scavati nel tufo, all’esterno sagomati in forma di klinai, con materassi e doppi cuscini scolpiti e dipinti in giallo, azzurro e rosso.

L’eccezionalità dell’Ipogeo dei Cristallini è dovuta anche alla presenza di pitture parietali, dai colori ancora vibranti, che testimonia l’eccellenza dei Greci nell’uso di pigmenti ed una grande finezza artistica. Quali sono i temi trattati in tali dipinti?

Temi come per esempio la rinascita, la vitalità, iniziazione, amore, simposio ma anche mistero e scene di commiato sono ricorrenti nel complesso di via dei Cristallini.
La pittura completa ne sottolinea le articolazioni architettoniche, come per esempio nel fregio ionico dipinto prospetticamente in rosso, blu e due toni di bianco, sotto cui corre un altro eccezionale fregio dipinto su fondo nero-bluastro, raffigurante, in sequenza modulare, due grifi retrospicienti affrontati ad un fiore e separati ciascuno da testine maschili o femminili. Ciascuna parete dell’Ipogeo C è, inoltre, decorata da tre corone di fiori eseguite a macchia. Sopra i sarcofagi, tra le paraste, sono dipinti festoni di corone di alloro, stretti ad intervalli da fasce dorate, resi con delicate variazioni di colore verde e con sovrapposizione di pennellate nere in funzione di ombra. Questa parete è ulteriormente valorizzata dalla straordinaria decorazione della lunetta nella quale è rappresentata una testa di Medusa, scolpita e inserita in un incasso della parete, e che rappresenta un forte e importante richiamo alla mitologia antica. A completare la decorazione di questo ambiente si aggiungono, ai due lati dell’ingresso, due candelabri dipinti, con i fusti in argento e i piedi a zampa di animale. A sinistra della porta è raffigurata una grande patera d’oro con due anse, con l’uso del colore bruno e nero sfumato sull’ocra del metallo; la scena matrimoniale di Dioniso e Arianna, una scena di ierogamia con implicazioni simboliche e richiamo alla cultura macedone. Sul piano simbolico, la posizione privilegiata della coppa con l’unione divina immediatamente all’ingresso dell’ipogeo neapolitano ne fa un segno identitario, considerata anche la presenza del tutto eccezionale dell’elemento figurativo negli ipogei di Neapolis, dove dominano gli elementi ornamentali di carattere strutturale e vegetale. Arianna, abbandonata da Teseo, consolata e beatificata dall’amore del dio, partecipa al dono dell’immortalità e diviene simbolo dell’unione mistica col dio e della sua salvezza. Il motivo iconografico della coppa nuziale di Dioniso e Arianna potrebbe evocare forme di religiosità misteriche ed iniziatiche cui si richiamano gli altri elementi del sistema iconografico della decorazione pittorica, riconducibili ai ceti più elevati della compagine sociale di Neapolis, cui erano destinati gli ipogei monumentali e sembra connotare lo stesso orizzonte misterico e manifestare le stesse aspirazioni soteriologiche presenti nella ceramografia contemporanea.

L’Ipogeo dei Cristallini si apre anche a molteplici forme d’arte e di cultura contemporanee; infatti è previsto un ricco programma di eventi. Quali sono e come è iniziata la collaborazione con i vari artisti?

Il 24 Giugno 2022, durante la giornata di apertura dell’Ipogeo dei Cristallini, sono state integrate due installazioni speciali di due artisti contemporanei napoletani: Christian Leperino e Maurizio Elettrico. ‘Sidus Terrae’ (Stella della Terra) di Christian Leperino, rappresenta la prima installazione artistica all’interno del sito; l’installazione di Maurizio Elettrico, ‘Convivium eternum’, è stata realizzata in collaborazione con la fondazione Morra e ha accompagnato la cerimonia d’apertura dell’Ipogeo dei Cristallini.

Ipogeo dei Cristallini
Via dei Cristallini, 133, 80137 Napoli
344 0725752; direzione@ipogeodeicristallini.org; ipogeodeicristallini.org

Tutte le immagini: © Luciano e Marco Pedicini