La teoria degli insiemi di Corvo Rosso. Le vignette di Furio Sandrini

di Paola Milicia.

La teoria degli insiemi di Corvo Rosso. Le vignette di Furio Sandrini

Filosofo, scrittore e artista multimediale, personalità versatile dotata di un inesauribile slancio comunicativo, Furio Sandrini, in arte Corvo Rosso, è anche autore di una raccolta di vignette satiriche e autoironiche, “Gli Inesistenti”, in cui il disegno è trattato prima di tutto come soluzione alternativa più affidabile, istantanea e libera al linguaggio convenzionale, per servire meglio l’impellenza di raccontare un’analisi storiografica avvertita e critica della società contemporanea.

Vagamente moraviana nel titolo, e forse, esiste più di un punto di contatto che non sia solo immaginato, Gli Inesistenti, perché se ne parli, esige di essere lambita costantemente da un senso di incongruenza con quello che è e che non è: perché essere inesistente significa anche e comunque il suo contrario, cioè, esistere, abitare, occupare uno spazio qualsiasi che sia fuori e diverso, in un tempo altro, all’esterno di un limite, o di un campo, o di un pensiero, e dunque esserne, anche escluso. Gli Inesistenti sono quelli fuori se siamo noi a guardarli da dentro e viceversa: e allora diversamente esistere presuppone il paradosso di stare dentro un mondo altro, un altrove inconcepibile dal resto che ci circonda, ma al tempo stesso starne dentro per esplicita esclusione.

Furio Sandrini – foto Giorgio De Novellis

Qualunque parte del mondo abiti questo esercito di in-esistenti, numeroso e non meglio identificato, essi risiedono in mezzo e dentro una pluralità di corpi, di storie, di situazioni, di forme, di narrative, di umanità, di elementi che se assemblati insieme danno vita e voce a una specie, a una tribù, a un insieme in cui sono l’appartenenza e la relazione con l’altro il filo conduttore che li rende, anzitutto, viventi. E come in una formulazione matematica, questo insieme si rinnova dentro una verità assiomatica, come se il tempo lo rendesse immune da qualsiasi capovolgimento emblematico, come se gli errori e le contraddizioni del nostro agire e pensare siano un fatto a cui nessuno abbia posto significativamente rimedio, o voglia porvi una in-versione di rotta e assegnare agli inesistenti la loro identità nuova.

A distanza di vent’anni, dunque, la specificità tematica de Gli Inesistenti non risulta minimamente intaccata dal tempo: le tavole articolano esperienze, emozioni, considerazioni, spunti, riflessioni, inquadrandosi ciascuna nelle piaghe dell’attualità e modernità di allora come di oggi. Accompagnato da una “spalla”, il personaggio parlante, panciuto, scettico, e dal vistoso profilo, sembra stazionare di fronte a un microfono, in un vuoto che fa molto studio di registrazione, in cui compie viaggi mentali, ma si potrebbe dire, che parlando illumini una lampadina simbolicamente utile a far luce sulle contraddizioni del tempo.

I sentimenti e le considerazioni personali qui la fanno da padrone. La guerra, la disuguaglianza di genere, l’arte e la sua mercificazione, la misoginia, entrano in gioco con un ineguagliabile garbo e ironia, separando i giusti, gli altri, i buoni, le donne, le mogli, gli amanti, gli immigrati, una popolazione tutta che soffre e patisce l’emarginazione.

Al grido di “Vive la difference”, Gli Inesistenti manifesta simbolicamente il disappunto sull’ingiusto trattamento riservato alle donne dalla società e comunità moderne; o la prossimità della guerra da cui non si fugge neanche a volerlo perché la stupidità mondiale ha sempre la meglio. Corvo Rosso sa disegnare certamente, ma più ancora possiede il dono della voce: amplifica i rumori e i suoni che altrimenti non arriverebbero al di là dello spazio.

La raccolta di Corvo Rosso si schiude come un memoir sentimentale, un atto d’amore verso un’idea di giustizia e democrazia che non tramonta e che seppur in forme diverse, chiede ancora conto alle società di oggi e di domani.

Punto di forza l’ironia che fa sorridere, quella spensierata, anche impegnata e di buon gusto, che non deve necessariamente colpire i deboli e le debolezze o le sfortune in genere. E poi, la velocità delle battute fra i personaggi, un palleggio che segna precise scelte di campo, e di appartenenza.
Paola Milicia.

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Corvo Rosso Official Web Site – Free thinking area

Immagine in evidenza: screenshot dal video “Presenza volontaria: la satira di CorvoRosso in mostra al #MiGenerationCamp 2013” di I Cani da Reporter