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I Marchini: un ponte tra arte e identità

di Paola Milicia.

Che valga o no ricordarlo, è risaputo come il sistema arte contemporaneo risponde sfacciatamente alle logiche finanziarie e mediatiche che lo sottintendono, tese più a contrarre relazioni e garanzie di lunga durata tra industria e artista, che non a creare e consolidare forme di consenso con i suoi fruitori, salvo considerarli alla stregua di consumer.

Perciò, quando una mostra accoglie il visitatore con un accesso interamente gratuito, in uno dei palazzi seicenteschi più belli di Roma, Palazzo Carpegna, oggi sede dell’Accademia Nazionale di San Luca, sembra di ritornare a un modello e a un’esperienza artistici spontanei, in cui le forze e le competenze agiscono per riportare in vita un racconto intimo e privato della propria storia, quella di un territorio e di una società, che si compie come atto di responsabilità civica e di autentica passione verso l’arte e il collezionismo, che è poi, anche e soprattutto, divulgazione e condivisione.

Alvaro Marchini al telefono nel suo studio in galleria

Nella consapevolezza che Alvaro Marchini è prima di tutto un uomo della vecchia guardia, un uomo della Resistenza e dell’impegno politico, cofondatore dell’Unità, organo del Partito Comunista Italiano, appassionato di arte e da appassionato collezionista si è mosso in un frangente della cultura italiana in cui tutto e tutti nutrivano la filosofia del fare, rivoluzionare, ricomporre e creare, la mostra “Una storia nell’arte. I Marchini tra impegno e passione” esalta – e a ragione – questo aspetto di sostenitore del patrimonio culturale disinteressato, amorevole e attento, o comunque lontano da intenzioni speculative o auto celebrative. E bisogna domandarsi cosa sia cambiato da allora, quando fare arte era un impegno ideologico oltre che una questione di estetica, un’attitudine naturale alla “partecipazione” politica e sociale, come lo era la poesia, la scrittura, la musica. Accadeva allora quello che oggi accade sempre meno, ovvero, si coltivava ovunque un fine culturale e politico caratterizzato certamente anche da ambizioni personali, ma prevalentemente motivato dalla convinzione di dover anzitutto promuovere, trasmettere e rafforzare un’identità artistica-culturale comune, e mai da interessi direttamente economici.

La rassegna, per questo aspetto squisitamente collezionistico e per il fatto che raccoglie il contributo di numerosi prestatori, riunisce opere appartenenti a correnti eterogenee per linguaggio espressivo e intento comunicativo: più di centotrenta opere, settantasette gli artisti selezionati fra quelli che hanno accompagnato la vicenda artistica di Alvaro Marchini, giunta al suo apice con l’apertura della galleria La Nuova Pesa a cui si legarono intellettuali e artisti quali Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Carlo Levi, Renato Guttuso, Corrado Cagli, e Antonello Trombadori.

Era il 1959 quando Alvaro Marchini inaugura la galleria, ancora oggi in attività grazie alla direzione della figlia Simona Marchini. Sono anni difficili e ambigui, al culmine della Guerra Fredda, in cui la tensione tra i due blocchi era appesantita dalla minaccia nucleare. Eppure, erano anni in cui si coltivavano l’ambizione e la speranza di creare un nuovo corso storico che rispondesse all’urgenza di rinvenire espressioni letterarie e artistiche libere dall’indottrinamento clericale, e sempre più compatibili con l’estetica marxista (seppure con il rischio di affermare un’arte e una poetica sempre più di “regime”); anni in cui si è dato vita a un sistema culturale per il quale il rapporto delle élite intellettuali con le masse, da un lato, e con il potere politico, dall’altro, divenne un perno dell’impegno politico al pari di quello artistico. Scrive Renato Guttuso: “Sin dai primi tempi il sentirmi comunista era confuso in me con la ragione stessa di essere pittore”.

Renato Guttuso – Fucilazione di patrioti, 1944. Credits Gaia Schiavinotto. Collezione privata © Renato Guttuso

Credo che attraversare la storia dei Marchini implichi uno sguardo all’entroterra storico del Paese di quegli anni, senza il quale non si comprenderebbero le scelte compiute come collezionista, indirizzate verso la predilezione di opere del realismo innovativo e impegnato, da una parte, quanto le collaborazioni, le amicizie, i progetti, e gli artisti che ne hanno preso parte, dall’altra.

La mostra appare come un atto compositivo interessante in un percorso che accosta in un unico allestimento i principali esponenti del Novecento: dalla Galleria Accademica del terzo piano (dove troviamo: Pablo Picasso, Giacomo Balla, Renato Guttuso, Giorgio de Chirico, René Magritte, Georges Braque, Carlo Carrà, Giacomo Manzù, Antonio Donghi, Mario Mafai, Osvaldo Licini, Alberto Savinio, Giorgio Morandi, Fausto Pirandello), lungo la rampa borrominiana (che accoglie opere di una seconda stagione della galleria La Nuova Pesa), al Salone d’Onore (dove sono esposti: una raccolta di disegni di Ernst Ludwig Kirchner, Otto Dix, George Grosz; Renato Guttuso, Carlo levi, Titina Maselli, Franco Mulas, Piero Guccione, Alberto Ziveri, Renzo Vespignani; disegni di Scipione), alla corte esterna, e alle sale del piano terreno (Enrico Castellani, Gino De Dominicis, Mimmo Jodice, Fabrizio Corneli, Stefano di Stasio, Andrea Aquilanti, Paolo Icaro, Felice Levini, Marilù Eustachio, Jannis Kounellis, Shirin Neshat), le opere interagiscono in un unicum eterogeneo dove è il valore intrinseco a configurarsi dunque come patrimonio culturale e testimonianza viva e confortante di come l’arte abbia agito alla stregua di un motore della società civile, negli anni cruciali della rinascita del Paese, tra Dopoguerra e boom economico, e come ancora oggi potrebbe ripensarlo.
Paola Milicia

martedì 18 Gennaio 2022 – venerdì 22 Aprile 2022
Una storia nell’arte. I Marchini tra impegno e passione
a cura di Fabio Benzi, Arnaldo Colasanti, Flavia Matitti, Italo Tomassoni
Accademia Nazionale di San Luca – Palazzo Carpegna
piazza dell’Accademia di San Luca, 77, 00187 Roma
06 6798850; accademiasanluca.eu

Immagine in evidenza: Accademia Nazionale di San Luca – Palazzo Carpegna. Mostra “Una storia nell’arte. I Marchini tra impegno e passione” – Foto di Pierpaolo Lo Giudice, Giordano Bufo