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Contemporary now. Forma, segno e colore – Mostra collettiva

sabato 17 Febbraio 2024 - mercoledì 28 Febbraio 2024

Contemporary now. Forma, segno e colore - Mostra collettiva

sede: GAMeC Centro Arte Moderna (Pisa).
cura: Massimiliano Sbrana.

L’Informale si poneva e si pone in forte polemica con tutto ciò che, in qualche modo, può essere riconducibile ad una forma, sia essa figurativa o anche puramente astratta. L’Informale, dunque, nega in modo esplicito ogni forma e con essa la conoscenza razionale che ne deriva.

Le due componenti fondamentali dell’informale si precisano nel gesto e nella materia. Il primo viene fortemente enfatizzato, come già aveva fatto il Dada, in quanto lo si ritiene unico momento veramente creativo. Arte non è dunque la pittura eseguita ma l’atto di eseguirla. E se arte è eseguire un gesto, il valore artistico sta nel gesto stesso, non più nel prodotto di quel gesto.
Ecco allora che il gesto può essere un gesto qualsiasi, non necessariamente un gesto pittorico. Può essere un gesto simbolico, ad esempio, come quello di tagliare una tela, o un gesto di provocazione, come quello di apporre la propria firma (una firma d’artista!) sul corpo nudo di una modella o, ancora, un gesto di protesta, come quello di realizzare macchie più o meno informi.
La materia, infine, si trova improvvisamente in primo piano. È nella sua scelta e in quella di tutti i possibili accostamenti tra materie diverse che l’artista manifesta la propria “energia creativa”. Un ruvido sacco, un lucido rottame d’acciaio, un morbido pezzo di gomma, una fredda luce al neon, una tagliente scheggia di vetro, altro non sono che altrettanti atti artistici. In questo senso l’arte diventa soprattutto scelta e questa nuova visione ne allarga il campo praticamente all’infinito. Tutto, allora, può diventare arte, così come è possibile che nulla effettivamente lo sia.

L’astrattismo nasce invece dalla scelta degli artisti di negare la rappresentazione della realtà per esaltare i propri sentimenti attraverso forme, linee e colori. Punto di riferimento fondamentale è il testo di Wilhelm Worringer Astrazione ed empatia, del 1907, dove l’arte viene interpretata in base all’intenzionalità dell’artista. La forma viene intesa come risultato dell’incontro tra uomo e mondo, in un alternarsi di empatia, ovvero avvicinamento alla realtà, ed astrazione, cioè rifiuto della realtà. Con il termine “astrattismo” vengono quindi spesso disegnate tutte le forme di espressione artistica visuale non figurative, dove non vi siano appigli che consentano di ricondurre l’immagine dipinta ad una qualsiasi rappresentazione della realtà, nemmeno mediata dalla sensibilità dell’artista come nel caso degli impressionisti. Tuttavia in alcune accezioni con “astrattismo” si intende (in senso restrittivo) solamente la ricerca della forma pura per tramite di colori e forme geometriche, come nelle opere di Piet Mondrian, Josef Albers, Mauro Reggiani e Mario Radice, mentre le altre esperienze non figurative vengono definite con nomi propri, quali espressionismo astratto informale e simili, Kandinskij iniziò da una pittura espressionistica con l’accentuazione del colore per passare ad una pittura completamente astratta priva di figure riconoscibili (il suo primo acquarello astratto è del 1910).

Espongono: Abbagnara Marco, Antar, Beccaro Bruno, Bracciotti Michele, Brunn Munch Tove, D’Agord Monica Anna, D’Agosto Daniela, Galiardi Giovanni, Gammarota Annarita, Lorusso Antonietta, Marin Luca Maria, Mordeglia Fabio, Pacini Omar, Pannunzio Maria Teresa, Pasquali Gisella, Pidello Caser Bruna, Poli Giovanni, Ricci Laura, Romero Loredana, Sbolci Renzo, Schiavo Louis, Semino Claudio, Tarabella Marzia, Zanoskar Jana.

Inaugurazione
Sabato 17 Febbraio 2024 alle ore 17,30

Immagine in evidenza
Giovanni Galiardi – impronte della mia terra – terracotta – 30×30 – 2009

Dettagli

Inizio:
sabato 17 Febbraio 2024
Fine:
mercoledì 28 Febbraio 2024
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

GAMEC CENTRO ARTE MODERNA
Lungarno Mediceo, 26
Pisa, 56127 Italia
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Phone
050 542630 - 339 3961536
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