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Fatti di terra. Opere di Claudio Pieroni, Enrico Partengo e Marco G. Ferrari

domenica 7 ottobre 2018

Fatti di terra. Opere di Claudio Pieroni, Enrico Partengo e Marco G. Ferrari

sede: Stanza – Ci Sono Cieli dappertutto (Narni).

In questa terza edizione di “Fatti di terra” ad esporre le proprie opere saranno Claudio Pieroni, Enrico Partengo e Marco G. Ferrari. La mostra – come i reading che si terranno nel pomeriggio – vuole essere una riflessione sulla problematica della proprietà del suolo e il paesaggio terrestre. Noi non siamo proprietari della terra in cui viviamo, la nostra nazione, come luogo fisico, non ci appartiene e in questa ottica viene affrontata la tematica della migrazione come esperienza di passaggio e attraversamento. Del resto lo stesso abitare, a ben vedere, e come è stato sottolineato dalle mostre precedenti, non è una stasi, uno stato in luogo, ma è esso stesso movimento, un’avventura intensa, un verbo di moto a luogo.
Insegna e ispirazione ideale della mostra e dei reading, i due celebri versi di Virgilio: “Io stesso ignoto, derelitto, percorro i deserti / della Libia, respinto dall’Europa e dall’Asia” (Eneide, I, 384 – 385)

Claudio Pieroni esporrà la sua opera inedita “Non sono venuto al mondo…”, che da una parte affronta la tematica della migrazione verso un Occidente idealizzato, come viene visto dallo sguardo degli abitanti del terzo e quarto mondo, salvo poi trovarsi a vivere in una sorta di realtà parallela fatta di clandestinità e di ghetti, d’incomprensione e di feroce incomunicabilità; dall’altra è un dissimulato omaggio a una delle opere più segrete e intense della storia dell’arte, il dipinto Pallade e il centauro di Sandro Botticelli – sintesi della forza beatificante della Grazia che, in ogni cultura, ammansisce e guida la pura forza, umana e / o animale. Il titolo dell’installazione richiama inoltre il verso di René Daumal “non sono venuto al mondo per forgiare le braccia ai centauri” (“La manière d’être”). La musica è di Damiano Tata.

Spirit Level,  2015–16, è invece l’opera di Marco G. Ferrari, un video a colori che cerca le particolarità di un luogo sacro e presenta gli artefatti di un vulnerabile stato di essere. Girato a Jaipur, Nuova Delhi e Koliyak, India durante l’autunno del 2015, l’artista ha documentato tre luoghi che contengono o promuovono siti sacri. I posti filmati sono interconnessi tramite la sostanza dell’acqua: quella filtrata nella piscina di un albergo di lusso a Jaipur; l’acqua accumulata del pozzo a gradini di Hazrat Nizamuddin ki Baoli a Nuovo Delhi; e l’acqua che si sposta nell’alta e bassa marea del golfo di Khambhat, dove il tempio di Nishkalank Mahadev è situato un kilometro dalla riva, visitabile solo durante la bassa marea.

Nei dipinti di Enrico Partengo “la materia pittorica – terre, bitumi, grafiti – ha un legame diretto con il suolo e il paesaggio”. Non a caso l’artista ha scritto che per lui “la geologia è stata uno strumento per investigare e leggere il mondo”. Altrove ha dichiarato che nelle sue opere “filo conduttore è il tema della memoria, intesa metaforicamente come memoria geologica e processo di pedogenesi”. La “stratificazione” dei materiali spinge il soggetto nelle profondità del quadro creando qualcosa come un fantasma di un paesaggio. La continua cancellazione e ripresentazione del segno porta ogni lavoro a un’evoluzione illimitata nel tempo”.

La mostra si svolge nell’ambito dell’edizione 2018 dell’Umbria Green Festival.
Inaugurazione: domenica 7 ottobre 2018. Dalle ore 15. 00 jam session di musica e letteratura con interventi del sassofonista Enrico Ghelardi e dei poeti Maria Grazia Calandrone, Claudio Damiani, Laura Pugno , Beppe Sebaste, Silvia Tripodi e l’antropologo Matteo Meschiari

Dettagli

Data:
domenica 7 ottobre 2018
Categoria Evento:
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Luogo

STANZA – CI SONO CIELI DAPPERTUTTO
Via del Campanile, 13
Narni, Terni 05035 Italia
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Sito web:
www.stanza.cloud