L’Arte dell’Imperfezione. Mille artisti hanno interpretato il tema di Ars Electronica: l’Errore

L'Arte dell'Imperfezione. Mille artisti hanno interpretato il tema di Ars Electronica: l'Errore

Ars Electronica, il più importante evento di arte digitale al mondo, quest’anno ha avuto come tema centrale l’Errore.
Più di mille artisti e creativi hanno affrontato uno dei nodi centrali dell’era digitale.
Errori negativi sono le notizie false, i furti e gli usi improprio dei dati, le molestie sui social network, ma ci sono anche errori che possono generare nuove idee e invenzioni.

Error. The art of Imperfection” è il titolo del programma che per cinque giorni ha fatto di Linz un punto di riferimento internazionale, multiplo e interattivo, d’avanguardia e di alta tecnologia, durante il quale è stato possibile prendere visione di oltre cinquecento “offerte” tra esperimenti, concerti, dibattiti, conferenze, letture, workshop, mostre, installazioni, tutte riguardanti gli errori e le loro conseguenze, sia negative che positive.
L’errore è una discrepanza rispetto a ciò che ci si aspetta, una deviazione dalla norma; “ma cos’è la norma e chi la stabilisce?”, si chiede Gerfried Stocker, direttore artistico della manifestazione, una rassegna che si propone come un evento culturale in cui maturano e avanzano le idee.

Il festival si articola in molte sezioni, la principale è Ars Electronica Animation Festival, quella dalla quale è partito tutto; poi ci sono l’Accademy of Error, la Space Art – Trial and Error in Art & Science, la Starts dedicata all’incontro fra Scienza Tecnologia e Arte, la Gallery Spaces, la Fashion & Tecnology, la Trust in invisible Agents, l’Innovation Forum, la Swarm Arena,…

Nell’impossibilità di darvi notizie di tutto ciò che è successo, vi darò conto della presenza di artisti italiani a partire da Quayola (Davide Quaiola), grande mattatore della manifestazione.
Egli è presente in Error in progress con l’opera “Remains”, quattro enormi pannelli che mostrano le immagini di un bosco scansionato in altissima definizione con la tecnica laser.
La ricostruzione geometrica in 3D con le sue imperfezioni crea una situazione ibrida di grande impatto in cui si mescola il reale e l’artificiale.
Nella sezione Gallery Spaces presenta i “Camouflages” e le “Strata Series”, rielaborazioni digitali di paesaggi e di soffitti affrescati di chiese, opere ormai storicizzate.

Marco Donnaruma, in collaborazione con il Neorobiotics Research Laboratory (DE) e con Ana Rajcevic (DE / UK) ha presentato nella sezione Error in Progress l’opera “Amygdala”, che esplora l’essenza delle aspettative e delle ansietà umane riguardo all’Intelligenza Artificiale e alla Robotica.
Il robot Amygdala usa un affilato coltello di acciaio per incidere un grande pezzo di pelle, senza mai smettere, simulando l’antico rituale di purificazione del “taglio della pelle”.
I movimenti del robot non sono pre-programmati, ma vengono generati a partire da un Neural Network chiamato “biometric adaptive algorithms”.
Questo significa che, mentre sta agendo, il robot impara e migliora la propria capacità di rispondere al rituale.
Un’opera molto cruda e violenta, nella quale l’uso ripetitivo degli affondi genera una scarica emozionale difficilmente controllabile.
Ennio Bianco

Amygdala MK3 | Marco Donnarumma from Marco Donnarumma on Vimeo.

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