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Alexi Marshall. Taming the unruly gods

giovedƬ 5 Ottobre 2023 - giovedƬ 7 Dicembre 2023
Alexi Marshall. Taming the unruly gods

sede: Z2o Project (Roma).

La mostra propone una serie di lavori, tra cui mosaici, incisioni su linoleum e ricami, che si configurano come un’immersione nel mondo intimo e simbolico dell’artista, dove si intrecciano storie immaginifiche, miti e realtĆ , fondendosi in modo indissolubile. Il progetto offre altresƬ uno sguardo dettagliato su come l’artista mescola elementi tratti dal paganesimo, dal folklore e dall’animismo, trasformandoli in un’esperienza visiva intensa e coinvolgente.

I temi indagati da Alexi Marshall sono connessi alla spiritualitĆ , alla sessualitĆ , all’ineffabile femminilitĆ , nonchĆ© all’intrinseca ciclicitĆ  della vita e della morte. In “Taming the Unruly Gods” titolo della mostra e della sua ultima opera realizzata, ĆØ rappresentata una donna che gioca con i tarocchi, che sembra evocare una delle frasi più celebri di Niki de Saint Phalle “Se la vita ĆØ un gioco di carte noi nasciamo senza conoscere le regole”. Per Alexi Marshall la nostra vita ĆØ popolata da divinitĆ  indisciplinate e ci invita a interrogarci sulle forze interne ed esterne che determinano i destini dell’essere umano durante tutta la sua esistenza, dall’impulso primordiale fino ai velati meandri dell’Occulto.

Immagini di donne libere, rappresentate in modo intransigente e senza alcuna remora, si presentano in molteplici forme nel suo corpus di lavori, svelando con coraggio e senza timori reverenziali l’iconografia delle donne nei recessi della loro sessualitĆ , della loro divinitĆ  e della loro libertĆ  indomita. Il ritratto omaggio “Belkis Ayon” dedicato all’artista cubana, morta suicida a soli 32 anni, che ha segnato una svolta nella storia dell’arte dell’incisione latino-americana per l’eccezionale qualitĆ  dei suoi imponenti assemblaggi di collografie e per il carattere postmoderno della sua ricerca ispirate ai miti dell’oscuro culto religioso afrocubano, viene reinterpretato nel mondo di Alexi Marshall le cui narrazioni restituiscono visioni in cui imperversano censura, violenza, intolleranza, esclusione, disuguaglianze.

Il melograno, con la sua intrinseca dualitĆ , diviene il fulcro concettuale degli ultimi lavori di Alexi Marshall, non soltanto rappresenta un dettaglio ripetuto in diverse forme, bensƬ una vera e propria essenza simbolica che permea l’intero tessuto delle sue opere. Con i suoi semi dolci e il suo succo amaro, il frutto, nelle sue mutevoli e ambivalenti accezioni, prende vita nelle opere dell’artista: simbolo per eccellenza di fertilitĆ  (Fruit of the Womb) e morte (Fruit of the Dead). Questo dualismo richiama le radici dell’antica Roma, dove il melograno era considerato un emblema di fertilitĆ  e prosperitĆ . Associato alla dea Demetra, divinitĆ  della fertilitĆ  agricola, il melograno incarnava la prosperitĆ  dei campi e la promessa di abbondanza, tuttavia, il melograno non si limitava a rappresentare solo la vita e la prosperitĆ , ma esprimeva anche la dualitĆ  della vita e della morte, simboleggiando la transizione tra il mondo terreno e l’aldilĆ .

Le opere di Marshall, al contempo misteriose e affascinanti, rivelano una profonda ricerca di identitĆ  e una rilettura dell’iconografia tradizionale, sfidano le convenzioni narrative, incoraggiando l’osservatore a esplorare la complessitĆ  della figura femminile. La sua capacitĆ  di mescolare tratti umani, animali e profetici in figure antropomorfe sovversive rappresenta un atto di sfida verso i confini di ciò che ĆØ convenzionalmente riconosciuto. Tali rappresentazioni caleidoscopiche offrono un nuovo punto di vista, rompendo schemi restrittivi e aprendo le porte a narrazioni più complesse.

Il processo creativo ĆØ molto complesso. Inizia con uno schizzo per poi, attraverso l’acquarello, consolidare il disegno e le tonalitĆ  prima di intraprendere l’arduo processo di stampa su linoleum su grandi fogli di carta giapponese. L’immagine complessiva viene creata attraverso continue pressioni in diverse tonalitĆ : ocra, prugna e blu ceruleo si fondono l’uno nell’altro. (Come un frutto che matura o un fiore che sboccia, ogni “dipinto su linoleum” prende vita, completo delle sue complessitĆ *).

Ontologie fantastiche, genealogie sincroniche, grammatiche utopiche, geografie fittizie, storie universali multiple, bestiari logici, sillogismi ornitologici, etica narrativa, matematica immaginaria, geometrie nostalgiche e memorie inventate fanno parte dell’immenso panorama che le opere di Alexi Marshall esplorano.

Lo spazio Project diviene quindi un santuario di identitĆ  rivisitate e di significati re-immaginati, in cui la storica rappresentazione dei corpi femminili si fonde con archetipi e destini, creando una sorta di mitologia personale. Un dialogo tra il passato e il presente, tra il sacro e il profano, tra il reale e l’immaginario.

Alexi Marshall (1995 Londra, Regno Unito) ĆØ un’artista di Hastings, laureata alla Slade School of Art nel 2018. Lavora con la stampa, il mosaico e il ricamo indagando temi come la femminilitĆ , il folklore e la rigenerazione. La mano ĆØ sempre presente: fatta a mano, cucita a mano, intagliata a mano, stampata a mano, rilegata a mano.

Immagine in evidenza
Alexi Marshall, Katabasis, 2023, inchiostro inciso a mano su carta giapponese, cm 225×124 (dettaglio)

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