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Cultura europea: equilibrio (in)stabile? – Mostra collettiva

sabato 6 Maggio 2023 - mercoledì 31 Maggio 2023

Cultura europea: equilibrio (in)stabile? - Mostra collettiva

sede: Galleria Visioni Altre (Venezia).
cura: Adolfina De Stefani, Paola Caramel.

Riscoprire le proprie radici culturali è come specchiarsi nella propria identità.
L’essenza di ogni società è caratterizzata da valori culturali attraverso cui possiamo comprendere l’immagine che abbiamo di noi stessi e del mondo che ci circonda in un dato periodo storico.
Una cultura, pertanto, è ciò che unisce tra loro i soggetti che in essa si riconoscono e che contemporaneamente li distingue da tutti gli altri.
La grave crisi (sanitaria, economica, politica) mondiale di questi ultimi anni, mitigando l’efficacia della globalizzazione, ne dovrebbe averci fatto comprendere l’importanza.
Il processo di globalizzazione culturale a cui si tende, altro non è che l’unificazione su scala mondiale dei comportamenti e del pensiero che, cancellando le differenze e appiattendo le singole culture, rischia l’omologazione, il pericolo cioè di azzerare tradizioni, storia e radici di ciascun popolo per seguire un modello dominante.

Può l’individuo, il singolo, essendo espressione della totalità di cui fa parte, invertire la rotta per andare verso una globalizzazione della cultura che consista più nella organizzazione delle diversità che nell’uniformità?
Esiste la possibilità di un nuovo processo di globalizzazione che miri a una interrelazione culturale valorizzando le differenze senza negarne le specificità e il linguaggio.

Sulla base del titolo e di queste altre riflessioni, 9 artisti sono stati invitati a raccontare, attraverso le loro opere, le motivazioni che scaturiscono per riaffermare la nostra cultura o per fotografarne lo stato attuale. Opere di pittura, scultura, fotografia e piccole installazioni, ognuna realizzata con mezzi espressivi differenti e nello stile fortemente riconoscibile di ogni artista.

Mariella Bogliacino presenta “Ferite”: un grande senso d’angoscia, che comprende le ferite inferte agli esseri viventi, sfocia in quello che l’uomo infligge alla Madre Terra e rimanda ai periodi difficili che l’umanità sta vivendo. La guerra… pare esista una sola guerra di questi tempi, come emersa dal nulla… Eppure soltanto la ragione, la sensibilità, la consapevolezza, l’amore, possono contribuire al miracolo di un mondo migliore.

Mirella Boso Nell’arte ogni immagine è corpo, non solo fisico, di uomo o di donna, di paesaggio, di oggetto ma anche di pensiero, di emozioni. Un minimo tracciato dei sensi si materializza in forme, geometrie, colore o struttura. Tutto è corpo fisico, materico, anche quando si tratta di immagini che definiamo ‘virtualità’. A ben guardare tutto è anche virtuale, non fosse per il fatto che ogni percezione è visione della realtà, non oggettivazione di una realtà. Tra l’altro, una non significa unica, ma una tra le tante, le molteplici realtà che ciascuno di noi percepisce, persino di una medesima cosa.

Barbara Cappello “Filtro-Venezia Addentro” è il frutto di una genesi di confronti tra artisti e culture differenti. Essere la pagina, attraverso la propria pelle, di una scrittura sacra e di linee trascendenti la spiritualità, hanno indotto l’artista ad un lungo percorso di riflessione sull’origine culturale di una piccola parte del mondo: Venezia.

Davide De Pieri presenta 5 opere in bilico tra la grafica e la pittura. Figure aliene “Envy; Fragmants; Screaming; The fear; Uroboro”. Questi ultimi lavori molto differenti da tutti i precedenti sia per tecnica che per risultato sono sviluppati principalmente su sensazioni e stati d’animo personali, poi rielaborati e in termini visivi semplificati, dando a queste sensazioni una rilettura per una visione più collettiva e simbolica. Memorie che per tutti noi vengono deformate inevitabilmente dalle esperienze e dal tempo. Intuizioni e credenze di società lontane, frammentate e distorte dalla distanza dal nostro quotidiano e dai nostri limiti personali. percezioni di una natura che ci offre infinite soluzioni ma non viene ascoltata o se ascoltata non viene compresa.

Fernando Montà “Rosso”, “Blu instabile” e “Ferita” sono i titoli che l’artista propone per una riflessione sulla natura e l’approccio filosofico-psichico sul mondo, attraverso il segno e il mito. Opere di grande forza emotiva per entrare nelle pieghe laviche della materia, dove il sangue della terra trasforma la violenza nel sacro e la trasfigura in visioni spirituali incarnate nei simboli della storia umana.

Andrej Mussa artista del pennello e poeta della golosità e della natura, presenta alcune tele delle due serie: “Credenze domestiche” dove l’immagine cromatica del dolce al cioccolato e l’essenzialità di un bicchiere si confrontano con la bottiglia di Chanel n. 5, simbolo della massima espressione della bellezza olfattiva; “Razionalismo del ricordo” dove anche in questo caso l’immagine non tradisce la poetica dell’artista risaltando lo spessore geometrico e “leonardesco” del contenuto.

Mauro Pinotti Con i suoi piccoli agglomerati in legno, ferro e cemento, si ispira ai paesaggi urbani, fragili e isolate metropoli tanto futuristiche quanto attuali per riflettere, come in uno specchio, una civiltà pericolosamente in declino.

Carlagiulia Rescaldani presenta “Suggestioni” una serie di dipinti astratti dedicati a Venezia e focalizzati sulle sue caratteristiche più dark.

Paolo Valdagno La mia arte è la celebrazione dell’amore. L’amore che va oltre ogni stereotipo etnia o religione. L’amore dei momenti fugaci, veloci e cancellati. La mia arte è la celebrazione dell’amore. L’amore nelle case, dietro le finestre e al di fuori di ogni orrore. l’amore di ogni colore. Dal rosso vermiglione al giallo limone. La mia arte è la celebrazione dell’amore. In ogni sua sfumatura e sensazione.

Mathieu Weemaels si dice che dipinga tele astratte in cui rappresenta elementi del mondo reale. Il vero soggetto delle sue opere è la contemplazione di cose semplici (come una tazza, un frutto lasciato sul tavolo…) esaltate dalla luce nostalgica degli interni delle nostre abitazioni, dove regnano solitudine, calma e silenzio.

Emmanuela Zavattaro presenta la serie di dipinti “(s)Confini” nei quale l’artista di interroga su come le barriere/i confini possano limitare le emozioni, la vita e il colore. La sua risposta è evidente: non è possibile! Le emozioni e quindi tutta la gamma di colori che le suscitano, esplodono e fuoriescono, naturalmente, dai confini indotti.

Andrea Zuppa con la serie di ceramiche raku “Variazioni sulla sfera” mostra la ricerca attorno all’utopica forma tridimensionale per eccellenza, per gli antichi simbolo di perfezione. Nelle sue opere l’artista sembra allontanarsi volutamente dalla forma perfetta, come stesse a giocare per il puro piacere di ripetere la stessa procedura fino all’infinito. Consapevole che, se un giorno dovesse arrivarci, il gioco sarebbe finito e l’esperienza tristemente conclusa.

Espongono: Mariella Bogliacino, Mirella Boso, Barbara Cappello, Davide De Pieri, Fernando Montà, Andrej Mussa, Mauro Pinotti, Carlagiulia Rescaldani, Paolo Valdagno, Mathieu Weemaels, Emmanuela Zavattaro, Andrea Zuppa

Inaugurazione
sabato 6 maggio 2023 ore 19.00

Immagine in evidenza
Fernando Montà – Rosso instabile – acrilico su tela – cm 30×30 2008

Luogo

GALLERIA VISIONI ALTRE
Campo del Ghetto Novo, 2918
Venezia, 30121 Italia
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349 8682155
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