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Frosinone – Eventi e luoghi di interesse

lunedì 1 gennaio 2018 - giovedì 31 dicembre 2020

Frosinone - Eventi e luoghi di interesse

sede: Varie Sedi (Frosinone).

Frosinone è un comune italiano, capoluogo dell’omonima provincia del Lazio. Spesso identificato anche come capitale della Ciociaria è un centro industriale e commerciale. Geograficamente costituisce un importante nodo di comunicazione del Lazio meridionale. Città volsca con il nome di Frusna e poi romana come Frùsino, nel corso della sua storia a causa della sua collocazione è stata soggetta a molteplici devastazioni e saccheggi; in conseguenza di ciò e delle distruzioni dovute ad eventi sismici (il più rovinoso dei quali fu nel 1350) conserva poche seppur importanti tracce del proprio passato, come le rovine dell’anfiteatro, i reperti conservati nel museo archeologico cittadino e il monumento funerario del II secolo in località Sant’Angelo.

Sito istituzionale
https://www.comune.frosinone.it/

Eventi a Frosinone
https://www.comune.frosinone.it/pagina170_vivere-la-citt.html

Eventi

Tutte le fiere e le manifestazioni di Foggia, ad eccezione della Fiera di Santa Caterina, si svolgono nel quartiere fieristico di Foggia. Tra le più importanti vi sono la “Fiera internazionale dell’agricoltura”, la “Fiera d’Ottobre Campionaria Nazionale” e la “Fiera di Santa Caterina”.

Musei

Museo archeologico
Il museo archeologico di Frosinone, inaugurato nel 1994, ha sede nel centro storico e conserva reperti rinvenuti nel territorio che vanno dalla preistoria all’età imperiale romana; è diviso in tre sezioni:
Preistoria e Protostoria: importanti reperti del paleolitico e oggetti domestici e vasellame dell’età del ferro.
Età arcaica: vari resti volsci, ernici ed etruschi provenienti da tutta la provincia.
Età romana: espone la storia dell’antica Frusino e le testimonianze archeologiche relative (in particolar modo gli studi relativi all’anfiteatro rinvenuto lungo le rive del fiume Cosa)

Maca
Sito all’interno del Palazzo Tiravanti, è il Museo d’Arte Contemporanea dell’Accademia di Belle Arti. Contiene 60 opere di altrettanti 60 artisti, ed è la prima collezione legata ad una Accademia Statale di recente istituzione. Realizzato grazie alla donazione della Banca Popolare del Cassinate.

Casa della Cultura
Costruita riconvertendo la struttura l’ex mattatoio comunale, la Casa della Cultura è stata inaugurata il 27 maggio 2009. All’interno, su due livelli, vi sono diversi ambienti polifunzionali: sale multimediali, spazi di incontro, sala per rappresentazioni teatrali e di spettacolo.

Accademia di belle arti
L’Accademia di belle arti di Frosinone si trova in Viale Marconi. Attualmente gli indirizzi di studio sono: Decorazione, Grafica, Pittura, Scultura, Scenografia, Media Art, Fashion Design, Graphic Design, Restauro, Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico. Nel 2014, dopo anni di battaglie per vie delle spazi ridotti delle vecchia sede che non permettevano di offrire una offerta formativa all’altezza, l’Accademia viene trasferita nel ristrutturato Palazzo Tiravanti.

Siti archeologici

Anfiteatro romano
Le rovine di un anfiteatro romano, edificato tra la fine del I secolo e l’inizio del II secolo, sono ai piedi del colle su cui oggi sorge il centro storico della città, nei pressi del fiume Cosa. L’ipotesi che a Frosinone vi fosse un anfiteatro, venne formulata nei primi anni dell’Ottocento da Giuseppe De Matthaeis, il quale in un suo saggio storico dedicato alla città cita alcuni documenti medievali nei quali compaiono espressioni come “juxta amphitheatrum Frusinonis” e “cum amphitheatrum”, ma il sito esatto fu individuato solamente nel 1965. La parte del monumento romano lasciata in vista tra i pilastri del soprastante palazzo novecentesco è oggi visitabile. Un plastico ricostruttivo del monumento è invece esposto nel Museo Archeologico di Frosinone.
L’edificio, a pianta ellittica, presentava alle estremità del suo asse maggiore di circa 80 m gli ingressi principali all’arena che si presume dovesse avere unico ordine di gradinate, arrivando a contenere circa 2000 spettatori. Nelle adiacenze di questo sito archeologico è possibile visitare la località Ponte della fontana in cui si possono ammirare l’antico ponte e il fontanile dai quali deriva il nome dell’area. Accanto all’antico ponte della fontana si trova un ponte più moderno inaugurato nel 1870, che ancora oggi da viabilità ad una delle principali strade che portano alla parte alta della città.

Terme romane
Nel 2007 alcuni scavi nei pressi di piazza De Matthaeis, hanno portato alla luce un vasto settore di un impianto termale databile tra la fine del III e l’inizio del IV secolo d.C., prospiciente un tracciato viario antico. Dalle indagini archeologiche, ancora in corso, sono emerse anche alcune strutture murarie, mosaici e suppellettili che fanno ritenere un’occupazione dell’area fra il III ed il I secolo a.C., con almeno una struttura abitativa di tipo rustico ed altre di non chiara definizione.

Tomba Sant’Angelo
La cosiddetta Tomba Sant’Angelo è un monumento funerario del II secolo che si trova in località Sant’Angelo, a nord-est del centro cittadino. A pianta quasi quadrata (5,20 x 4,75 m), è costruita in opera laterizia ed è coperta da una volta a crociera. L’accesso alla tomba, è situato sul lato sud e conserva ancora la soglia, e l’architrave in blocchi di calcare compatto. Nella facciata, al di sopra dell’ingresso, si aprono due strette finestre, tra le quali doveva situarsi l’iscrizione con il nome del defunto o dei defunti sepolti nella tomba. All’interno, gli intonaci con tracce di pitture sono in parte di epoca medievale, quando il monumento fu riutilizzato come luogo di culto. La tomba Sant’Angelo rientra nella serie dei sepolcri romani cosiddetti “a camera” o “a celle”, tipo di costruzione si diffonde a partire dal II secolo. d.C..

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

Cattedrale di Santa Maria Assunta
La Cattedrale di Santa Maria Assunta è la chiesa più importante di Frosinone ed è posta sul punto più alto del colle su cui sorge il centro storico del capoluogo ciociaro. È stata ampiamente rimaneggiata nel XVIII secolo rifacendosi a Sant’Andrea della Valle a Roma. Presenta un campanile romanico, alto 68 metri, che è considerato il monumento più emblematico della città,, a tre ordini di finestre bifore. La facciata della cattedrale è in marmo bianco. Tra le opere d’arte conservate nel luogo sacro vi è una Madonna con Sant’Anna, San Giovannino e angeli del Sementi. La chiesa è Cattedrale dal 1986, anno di istituzione della diocesi.

Chiesa abbaziale di San Benedetto
Eretta nel 1134, la chiesa abbaziale di San Benedetto che è anche la più antica Pinacoteca della città, è stata ricostruita tra il 1750 e il 1797 in forme tardobarocche, con un tiburio ottagonale e una facciata a due ordini sovrapposti; rimasta indenne alle distruzioni belliche, conserva al suo interno pregevoli tele datate tra il XVII e il XIX secolo. L’interno della chiesa presenta una navata unica, con cappelle laterali intercomunicanti, coperta con una volta a botte costolonata, stuccata e lunettata in corrispondenza di ogni finestra. All’interno della Chiesa si conserva il quadro della Madonna del Buon Consiglio di autore locale ignoto, al quale è legato un prodigio che sarebbe avvenuto il 10 luglio del 1796: mentre alcune donne erano riunite per il rosario davanti al dipinto “la Madonna apriva gli occhi e guardava i fedeli, poi il viso diveniva colore vermiglio. Alle volte l’occhio sinistro che guardava il Bambino si velava di pianto”. Tra le altre tele presenti spicca quella dedicata a San Gregorio Magno realizzata dal pittore locale Mascetti nel 1899 ricopiando un affresco del pittore Gagliardi Roma. L’altare, adornato da stucchi barocchi, è dedicato alla famiglia Kambo. Sotto l’altare sono custodite e visibili le spoglie di un martire della cristianità. Salendo sul piccolo campanile si possono ammirare due campane dell’antica fabbrica settecentesca dei Cacciavillani e la campana, anch’essa settecentesca, dell’antica sede comunale oggi ufficio postale con l’antico stemma della città di Frosinone.

Santuario della Madonna della Neve
Il Santuario della Madonna della Neve fu costruito come cappella rurale sul finire del Seicento nel luogo di un evento miracoloso, avvenuto il 10 maggio 1675 e noto come “Sudorazione della Madonna” che si sarebbe verificato nella già esistente chiesetta risalente al 1586. In poco più di un anno la chiesa fu ultimata in tutte le sue parti, sagrestia e companile compresi, e fu provveduta di tutti gli arredi sacri. L’8 maggio 1678, quarta domenica dopo Pasqua, fu solennemente consacrata. Il Santuario ha in seguito ospitato una comunità di religiosi. Nella chiesa un affresco del XVI secolo rappresenta la Madonna della Neve con i santi Ormisda e Silverio. Vi è poi una pala di Filippo Balbi raffigurante la Madonna della Cintura. La chiesa originaria fu più volte saccheggiata nel corso della storia e subì anche gravi danneggiamenti durante i bombardament aerei a tal punto da essere demolita e ricostruita negli anni cinquanta.

Chiesa di San Magno o della Madonna della Delibera
La Chiesa di San Magno, o della Madonna della Delibera, risale al IX secolo, ma l’aspetto attuale si deve in parte al restauro del 1747. A pianta ottagonale, al suo interno custodisce affreschi raffiguranti la Vergine Maria, il Bambino e San Magno adorante, San Tommaso d’Aquino e San Biagio, San Bernardino da Siena e San Luigi Gonzaga. Notevole è la pala d’altare affrescata raffigurante san Magno con sant’Ormisda. Tra i due santi l’ignoto autore dell’opera ha raffigurato la città di Frosinone, con la Rocca e le torri presenti all’epoca.

Chiesa della Santissima Annunziata
La Chiesa della Santissima Annunziata, sede sin dal 1785 di una delle parrocchie della città, fu distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, e pertanto ricostruita negli anni cinquanta. Nel 1984 subì ingenti danni a seguito di un terremoto, tornando fruibile solamente nel 2000.

Chiesa di Santa Lucia
Una chiesa con questo nome venne edificata nel XVI secolo per volere del vescovo Ennio Filonardi, per la sepoltura dei condannati a morte,nel luogo dove poi sarebbe sorto il palazzo della Banca d’Italia. Nel 1840 fu ricostruita sull’attuale Corso della Repubblica in forme neoclassiche. Caduta in miseria alla fine dell’Ottocento, sopravvisse ai bombardamenti del 1943, quando si stima che il 95% degli edifici di quella zona fossero stati distrutti.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie o di San Gerardo
La chiesa di Santa Maria delle Grazie fu eretta nel corso del XVIII secolo per volere dei vescovi di Veroli De Zaulis e De Tartagnis nel luogo dove si trovava una piccola omonima cona e la Chiesa di San Lorenzo. La chiesa, a navata unica, presenta varie cappelle laterali e un prezioso affresco del XIV secolo, posto dietro l’altare centrale, raffigurante la Madonna che allatta il Bambino, tipica immagine di devozione popolare nonché unico frammento dell’antico edificio di San Lorenzo. Nel giugno del 1776 la custodia della Chiesa fu affidata ai padri redentoristi e al culto della Madonna delle Grazie venne associata la devozione per San Gerardo Maiella. La festa del santo, l’ultima domenica di settembre, richiama ogni anno migliaia di fedeli. San Clemente Maria Hofbauer visse per un certo tempo nell’annessa casa religiosa fondata da Sant’Alfonso e in questa Chiesa celebrò la sua prima Santa Messa. È ancora oggi officiata dai padri redentoristi che hanno in questo santuario una loro casa.

Architetture civili

Palazzo del Governo
Collocato nel luogo della rocca cinquecentesca di Frosinone, il palazzo attualmente sede della prefettura di Frosinone venne edificato a partire dal 1825 come sede della Delegazione apostolica di Frosinone su progetto dell’architetto Mazzarini e i lavori, eseguiti dall’architetto Antonio Sarti, terminarono nel 1840. Della rocca mantenne il portale, il cui disegno era attribuito dalla tradizione orale al Michelangelo.

L’edificio rimase danneggiato dal terremoto della Marsica del 1915, da un incendio nel 1927 e soprattutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra acquisì l’aspetto attuale, mantenendo essenzialmente la struttura complessiva, con quattro piani e una loggia centrale all’altezza del piano nobile sostenuta da sei colonne doriche, ma privato della torretta dell’orologio che lo coronava. Al suo interno sono presenti arredi provenienti dalla reggia di Caserta.

Palazzo della Provincia
Il palazzo, sede dell’amministrazione provinciale di Frosinone, è stato realizzato tra il 1930 e il 1933 in stile neoclassico – ma con struttura in cemento armato – su progetto dell’architetto Giovanni Jacobucci. Secondo le intenzioni l’inaugurazione del Palazzo sarebbe dovuta avvenire il 28 ottobre del 1932, in occasione del decennale della marcia su Roma, ma i lavori furono ultimati l’anno dopo. Nell’atrio del palazzo è collocata la statua bronzea della Danzatrice: quest’opera del primo Novecento di Amleto Cataldi – scultore originario di Roccasecca e Castrocielo la cui produzione si sviluppò principalmente a Roma – è stata riportata in Italia dagli Stati Uniti, dove si trovava dagli anni venti, nel 2010; Auguste Rodin ebbe modo di ammirare la scultura in un’esposizione a Parigi e ne sottolineò «la ritmica armonia e il silenzio attivo». Dall’atrio, una scala monumentale conduce ai piani superiori e al salone di rappresentanza. Nel palazzo sono conservate anche opere d’arte di Umberto Mastroianni, di Renato Guttuso, del Cavalier d’Arpino, di Aldo Turchiaro e Giovanni Colacicchi.

Palazzo Pietro Tiravanti
Questo imponente edificio fu realizzato come sede delle scuole elementari, su progetto dell’ingegner Edgardo Vivoli, «sullo sperone verdeggiante del colle Belvedere in vista della ridente pianura» e fu dedicato alla Medaglia d’oro Pietro Tiravanti, caduto in Libia nel corso della prima guerra mondiale. Di architettura classica, è stato uno dei primi palazzi in Italia di queste dimensioni ad essere costruito in cemento armato antisismico; l’opera, pensata fin dal 1871, fu resa possibile grazie ai finanziamenti giunti a seguito del terremoto della Marsica del 1915: iniziata a gennaio 1925, vide la sua ultimazione il 15 giugno 1929. Il palazzo si sviluppa su 4 piani negli avancorpi laterali e 3 piani nella parte centrale, con 52 vani, 14 corridoi e 2 vani scala; per le sue dimensioni, che lo rendono inconfondibile nel panorama cittadino, il Tiravanti è noto in città anche come l'”Edificio”. Un progetto di recupero conservativo del palazzo, voluto dall’amministrazione comunale, è stato finanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Il 6 dicembre 2014 è diventato sede dell’Accademia di belle arti di Frosinone, a seguito di un restauro finanziato dalla Banca Popolare Del Cassinate. Il 1º marzo 2015 vi apre all’interno il Maca, il Museo di Arte Contemporanea dell’Accademia di Belle Arti.

Grattacielo L’Edera
Realizzato negli anni settanta, sotto la spinta dell’espansione economica ed urbanistica, il grattacielo Edera rappresentò allora non soltanto un importante esempio di iniziativa imprenditoriale privata, ma anche, al di fuori di Roma, un’avanguardia dell’edilizia di tutta l’Italia centro-meridionale. Il grattacielo è alto 90 metri ed è uno dei più alti del Lazio.

Palazzo della Banca d’Italia
Costruito a partire dal 1854 sul sito dell’antica chiesa di Santa Lucia, il palazzo, che fino alla chiusura, il 10 ottobre 2008, ha ospitato gli uffici della Banca d’Italia, fu fino alla seconda guerra mondiale la caserma dei reali carabinieri. In precedenza era stato anche sede dei gendarmi pontifici.

Monumento a Nicola Ricciotti
In Piazza della Libertà, davanti al Palazzo del Governo, si trova il monumento dedicato a Nicola Ricciotti, patriota frusinate morto nel 1844 in Calabria insieme ai fratelli Bandiera, e a tutti i martiri ciociari del libero pensiero e del Risorgimento. L’opera in bronzo, realizzata dal celebre scultore ciociaro Ernesto Biondi, fu inaugurata nel 1910 e oltre a Ricciotti raffigura fra gli altri Pietro Sterbini, Luigi Angeloni, Francesco Arquati, Sisto Vinciguerra e Aonio Paleario.

Fontana Livio de Carolis
Nella piazza della Madonna della Neve è collocata la fontana realizzata dall’architetto Alessandro Specchi nel 1711, per volere del marchese Livio de Carolis, Generale delle Poste pontificie.
La fontana presenta alcune analogie con una precedente opera dello Specchi, la fontana Clementina nello scomparso porto di Ripetta a Roma. È costituita da una vasca con bacino quadrilobato. Ai lati della vasca sono erette due colonne sormontate da sfere marmoree.

Fontana Bussi e Ponte della Fontana
Il sito si trova sotto il viadotto di Viale Roma non distante dal sito dell’anfiteatro romano ma sulla sponda opposta del fiume. Secondo vari studiosi locali, la fontana aveva origini molto remote e la sua collocazione originaria è certamente molto antica tanto da essere ritenuta tra le costruzioni più antiche della città, anche se dell’opera originaria non è rimasto nulla e la fontana attuale, nota come Fontana Bussi, dal nome del governatore dell’epoca Giovanni Battista Bussi de Pretis, è un’opera del 1774. La prova dell’esistenza di un’antica fontana è però data dal ritrovamento di un cippo lapideo che riporta una iscrizione parziale, composta su tre righe, rinvenuto durante alcuni lavori di scavo. L’incisione sulla vecchia pietra, sprofondata nel terreno, risulta volutamente cancellata a colpi di scalpello e solo alcuni frammenti sono rimasti leggibili, avvolgendo nel mistero l’antica opera. La datazione storiografica del cippo fa ritenere che il fontanile è da collocarsi nel periodo di Gaio Mario, tra il 104 e nel 101 a.C. È stata anche avanzata l’ipotesi che la scritta sull’antico pietra potrebbe essere stata cancellata volutamente dai cittadini frusinati perché in contrasto con il dominio romano nel corso di alcuni momenti storici.
Il ponte adiacente alla fontana e pertanto noto come “Ponte della Fontana” venne costruito nel 1665 sulla parte di struttura rimanente di un più antico ponte romano che forniva l’attraversamento del fiume Cosa all’antica via Latina (antica via romana che collegava il Lazio alla Campania, oggi via Casilina). Il ponte fu distrutto da una piena nel settembre 1773, per essere ricostruito l’anno seguente dai cittadini frusinati, assieme alla Fontana Bussi oggi presente, come è testimoniato dall’epigrafe commemorativa murata sul fronte dello stesso fontanile.

Frosinone. (14 ottobre 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 15 ottobre 2018, 17:12 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Frosinone&oldid=100323964.

Dettagli

Inizio:
lunedì 1 gennaio 2018
Fine:
giovedì 31 dicembre 2020
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Luogo

VARIE SEDI – FROSINONE
Frosinone, 03100 Italia + Google Maps