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Gabriela Spector. Abbracci e abbandoni

sabato 9 Aprile 2022 - domenica 17 Luglio 2022

Gabriela Spector. Abbracci e abbandoni

sede: Museo Casa Rusca (Locarno, Svizzera).

C’è un dato di partenza che racchiude il tema presentato al Museo Casa Rusca dall’artista Gabriela Spector: il tempo sospeso che, nostro malgrado, ci ha tenuti distanti gli uni dagli altri in questi ultimi anni.
Una distanza fisica che l’esposizione sembra voler annullare o forse esorcizzare con soggetti che richiamano prepotenti l’immagine dell’abbandonarsi, del lasciarsi andare a un lungo e tenero abbraccio.
Di quelli che avvolgono, nei quali appunto ci si abbandona e dai quali si riaffiora rigenerati.
Un messaggio vitale, dolce, sincero, che porta in primo piano la forte attenzione all’introspezione, quasi a simboleggiare i limiti della vita umana e l’estenuante inevitabilità della sofferenza e della perdita.

Abbracci e abbandoni è tutto questo, una formidabile sintesi di quel processo creativo cui Gabriela Spector si dedica con grande interesse, pazienza e meticolosità da oltre trent’anni.
Un percorso dove il suo essere artista, donna, compagna e madre si intreccia e sovrappone dando vita a un’originale sintesi artistica, diretta, immediata, universale.
Come sono appunto i temi proposti a Casa Rusca, nati e maturati sull’esperienza individuale dell’artista ma, in quanto tali, profondamente connessi al vissuto collettivo.
Prendendo le mosse dalle sue origini sudamericane, l’artista traduce infatti le più intime esperienze personali nei temi universali della maternità, quindi dell’identità, ma anche del viaggio e della migrazione.

I temi centrali di una vita diventata e fatta arte, in cui l’arte accoglie quella stessa vita per poi lasciarsi andare e abbandonarsi in un dolce abbraccio.
Ecco allora che le sue opere sono uno straordinario affresco delle nostre esistenze, reali, concrete, come concreti sono appunto i nostri corpi, fatti di amore, tenerezza, corpi che si ritrovano, seducono, nei quali è scolpita la gioia ma anche i traumi e i dolori della vita stessa.
Corpi in cui iscriviamo il nostro avvenire, ma anche in cui è contenuta la struggente nostalgia di ciò che abbiamo perduto per sempre, una vera e propria sovrapposizione di anime, che è poi il tratto distintivo delle opere di Gabriela Spector.

Abbracci e abbandoni è dunque un percorso introspettivo che parte appunto dai corpi, trasformandoli nel simbolo di un vagabondare continuo che, traghettando l’artista dalla maternità alla Madre Terra, sfocia infine nello struggente tema della migrazione.
In un viaggio che è separazione ma anche cammino verso nuovi orizzonti, sintesi della vita umana con il suo carico di sofferenze, perdite, ma anche d’inaspettate e straordinarie conquiste.
Ecco allora la seducente ricomposizione nei calchi in gesso di anatomie fantastiche che, al pari dei dipinti ad olio su carte geografiche, si trasformano in veri e propri paesaggi dell’anima, invito per ciascuno di noi a riflettere sul proprio posto nel mondo.
Riproponendo quegli “abbracci e abbandoni” che sono appunto l’essenza inestricabile dei nostri corpi e quindi delle nostre stesse esistenze.
Ecco dunque che la fuga, nella sua poliedrica e lacerante immagine di partenza, abbandono e lontananza, trova approdo nell’artista argentina in quel “nuovo mondo”, il Ticino, dove ha riversato da metà anni Novanta tutto il suo carico di vissuto e di esperienze, dando così vita a un’originalissima produzione artistica.

Poliedrica nella sua varietà espressiva (scultrice, pittrice, disegnatrice), Gabriela Spector ha trovato infatti nell’arte quella vita che è arte a sua volta, esplorata dall’artista con un linguaggio tecnico-compositivo non scontato, quasi in un travaglio esistenziale fra la volontà razionale di chi crea e l’innata, talvolta incontrollata, intima, fantasia creatrice.
Un messaggio che ne svela l’abilità interpretativa, declinata con maestria in forme e materiali sempre diversi e originali.
In questo modo l’artista svizzero-argentina è riuscita ad abbracciare il proprio passato per poi abbandonarsi a una nuova realtà, camminando nella vita con sempre grande tenacia, sollecitandoci ad “attraversare quel grande mare per affrontare i nostri cambiamenti”.

Un incontro che lascia dunque il segno, quello con Gabriela Spector, frutto appunto di un dialogo perfettamente sintetizzato nella magnifica scultura del 2020, Ritrovarci – Abbraccio, che, oggi collocata nel giardino di Casa Rusca, simbolizza perfettamente quel processo creativo che l’ha accompagnata negli ultimi tre decenni.
Un incontro con se stessa che è una dolce scoperta, invito ad abbandonarsi al lento fluire del tempo, nella consapevolezza – ci ricorda infine l’artista – “di essere fatti da gesti speciali che nutrono la nostra esistenza”.

Gabriela Spector nasce nel nord dell’Argentina, a San Miguel de Tucumán, il 12 giugno 1968. Frequenta la Facultad de Bellas Artes della locale Universidad Nacional, conseguendo una licenza in arti plastiche. Verso la fine degli anni Ottanta ottiene i primi riconoscimenti, iniziando a esporre in mostre collettive anche fuori dei confini nazionali. Negli anni Novanta è il trasferimento in Italia con una borsa di studio che le permette di completare la formazione, soprattutto in ambito scultoreo, lavorando prima a Milano alla Fonderia Artistica Battaglia – dove approfondisce la tecnica di fusione in bronzo – poi a Carrara, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti, perfezionandosi nelle tecniche di lavorazione del marmo. Nei primi anni Novanta si stabilisce in Canton Ticino, pur mantenendo contatti con la vicina Penisola dove continua ad esporre. Gabriela Spector inizia quindi a farsi conoscere anche nella Svizzera italiana, dove le sue opere entrano a far parte di collezioni pubbliche e private, complice la scelta di allestire a Mendrisio, all’esterno della Chiesa di San Sisino, un suo spazio espositivo permanente. In questi anni l’artista matura e sviluppa quelle tecniche che la caratterizzeranno per tutto l’arco della sua carriera. Si concentra dunque sulla realizzazione di sculture in bronzo e terracotta, in particolare sulla figura umana e la sua intimità, con opere poi raggruppate e presentate a inizio anni Duemila nella mostra Voglia di pancia. Successivamente muove verso il tema delle migrazioni, del viaggio e dell’identità, realizzando sculture e dipinti dove utilizza anche carte geografiche, oggetto di una prima esposizione nel 2007 in Versilia, a Pietrasanta, intitolata appunto Mappe della memoria. Gabriela Spector si concentra poi su quello che definisce “poesia del quotidiano”, cioè la rappresentazione della famiglia o di determinati soggetti che ritornano con frequenza anche in recenti lavori, spesso di grandi dimensioni, collocati pure in piazze o giardini privati. L’artista, che continua a presentare i propri lavori in mostre personali e collettive in Svizzera e all’estero, vive e lavora a Riva San Vitale, dove ha stabilito il suo atelier “La Fenice”.

Inaugurazione
Sabato 9 aprile 2022, ore 18:00

Informazioni
+41 (0)91 756 31 85

Immagine in evidenza
Gabriela Spector – Ritrovarci, 2020. Bronzo, 90 x 65 x 65 cm

Dettagli

Inizio:
sabato 9 Aprile 2022
Fine:
domenica 17 Luglio 2022
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

MUSEO CASA RUSCA
Piazza Sant’Antonio, 1
Locarno, 6600 Svizzera
+ Google Maps
Phone
+41 (0)91 7563185
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