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Gorizia – Eventi e luoghi di interesse

lunedì 1 gennaio 2018 - giovedì 31 dicembre 2020

Gorizia - Eventi e luoghi di interesse

sede: Varie Sedi (Gorizia).

Gorìzia è un comune italiano del Friuli-Venezia Giulia. In base alla legge regionale n. 26 del 2014, Riordino del sistema Regione – Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, Gorizia è sede della UTI del Collio-Alto Isonzo, di cui dovrebbero far parte i comuni di Capriva del Friuli, Cormòns, Dolegna del Collio, Farra d’Isonzo, Mariano del Friuli, Medea, Moraro, Mossa, Romans d’Isonzo, San Floriano del Collio, San Lorenzo Isontino, Savogna d’Isonzo e Villesse.
Nonostante la soppressione della provincia, il comune di Gorizia (come quello di Trieste, Pordenone e in futuro Udine) mantiene le prerogative connesse alla qualificazione di “capoluogo di provincia”.
Per la sua posizione e per la sua storia, la città è uno dei punti di congiunzione fra i mondi latino, slavo e germanico. Come il resto del Goriziano, la città rientra sia nei confini del Friuli storico sia in quelli della Venezia Giulia.

Sito istituzionale
http://www.comune.gorizia.it/

Eventi a Gorizia
http://www.comune.gorizia.it/it/eventi_news/2018

Eventi

filmforum / Convegno Internazionale di Studi sul Cinema e MAGIS Gorizia International Film Studies Spring School
Dies Domini (aprile), rievocazione medioevale in borgo Castello
Concorso Europeo di Chitarra Classica “Enrico Mercatali” (maggio), festival e concorso internazionale di chitarra classica
èStoria (maggio), festival internazionale della storia
Premio “Sergio Amidei” (luglio), concorso per la miglior sceneggiatura cinematografica
Musica Cortese (estate), festival internazionale di Musica Antica
Festival mondiale del Folklore e parata (agosto), festival che richiama e raggruppa molti dei migliori gruppi folkloristici del mondo, organizzato a cura della Pro Loco Gorizia
Mittelmoda – The fashion award (settembre), concorso internazionale per giovani stilisti, si svolge dal 1993
Gusti di frontiera (fine settembre), festival della cucina internazionale
Festival Vegetariano (luglio) festival nazionale del vegetarismo
Vinum Loci (ottobre), rassegna nazionale dei vini antichi e autoctoni
Pixxelmusic (dicembre) festival di arte e musica elettronica
Fiera di Sant’Andrea (dicembre) giostre e mercatini natalizi
Dolci di frontiera (dicembre) kermesse del gusto dedicata alle tipicità dolciarie della Mitteleuropa
Generazioni Elettroniche (novembre) incontro/concerto transfrontaliero sulla musica elettronica, organizzato dal DAMS dell’Università di Udine

Musei

I Musei di Gorizia, posseggono una importante collezione di Antonio Rotta, nato a Gorizia e naturalizzato veneziano, che fu uno dei più importanti rappresentanti al mondo della Pittura di genere.
Museo di storia e arte
Museo della Grande Guerra

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

Duomo, dedicato ai santi aquileiesi Ilario e Taziano ed elevato al rango di cattedrale nel 1752, è il principale edificio ecclesiastico di Gorizia. Deriva da una chiesetta, anch’essa intitolata ai due santi, eretta probabilmente a cavallo tra il XIII ed il XIV secolo e successivamente incorporata alla vicina cappella di Sant’Acazio.
Chiesa di Sant’Ignazio, è un edificio barocco eretto fra il 1654 e il 1723-1724, che fu consacrato solo nel 1767. Mentre la facciata è una sintesi di elementi austriaci e romani l’interno è di derivazione schiettamente romana e contiene tele e affreschi pregevoli.
Sinagoga di Gorizia, si trova nell’area del vecchio ghetto. Costruita nel 1756, sostituì un oratorio eretto provvisoriamente nel 1699 come luogo di preghiera comunitari
Chiesa di San Giovanni, ubicata nell’omonima via, la chiesa era stata fatta erigere nel 1580 per culto privato dalla famiglia Dornberg e fu dedicata a S. Giovanni Battista ed ai Ss. Vito e Modesto. Il 19 maggio 1593 fu consacrata dal vescovo Francesco Barbaro (come è testimoniato da una targa sulla parete interna). Nel 1615 la chiesa venne donata, assieme alla casa annessa, ai Gesuiti che la utilizzarono come Collegium (molto frequentato da giovani che provenivano dalle zone limitrofe ed anche dalla Repubblica di Venezia). Quando i Gesuiti, alla fine del ’600, costruirono un nuovo tempio (S. Ignazio) ed un nuovo Collegium (il Verdenbergico che sorgeva dove oggi c’è la biblioteca statale) lasciarono la chiesa di S. Giovanni, che all’epoca era circondata da un cimitero. Nel corso dell’Ottocento vennero eseguiti dei lavori di abbellimento. Durante la prima guerra mondiale venne notevolmente danneggiata. La chiesa ha la pianta a croce e presenta la navata centrale cui sovrasta un soffitto con volta a crociera (fino al 1979 era ornata da medaglioni con le effigi dei quattro evangelisti), l’abside con il presbiterio (che era delimitato da una balaustra in pietra a colonnine), due cappelle laterali e la cantoria sopra il portale in cui è collocato un vecchio organo.
Chiesa di San Rocco, eretta alla fine del XV secolo per servire una piccola comunità agricola sorta poco lontano dalla città antica di Gorizia, se ne hanno notizie già nel 1497, l’altare maggiore della piccola chiesa fu consacrata l’ultima domenica di agosto del 1500 da Pietro Carlo Vescovo di Caorle. L’edificio di culto mantenne le dimensioni di semplice cappella fino ai primi del XVII secolo quando, passata la terribile pestilenza del 1623, i borghigiani decisero di ampliarla ed abbellirla. Chiamarono per lo scopo Palma il Giovane, del quale è possibile ammirare la pala posta nell’abside della chiesa, dove si notano i Ss. Sebastiano e Agostino rispettivamente alla destra e alla sinistra di San Rocco, osservati benignamente dalla Madonna. La chiesa e l’altare maggiore vennero consacrati dal Vescovo di Trieste Pompeo Coronini il 23 agosto del 1637 e da quella data si fa risalire la prima sagra di San Rocco che ancora oggi suscita grande interesse in città e Regione (già nell’agosto del 1500, dopo la consacrazione della cappella, ci fu una festa da ballo). Altri interventi furono una via Crucis di Antonio Paroli del 1750, e la facciata neoclassica attuale che si deve a Giovanni Brisco, del 1898. Il contesto è impreziosito da altri due monumenti: il Seminario Teologico Centrale, progettato dal benedettino Padre Anselmo Werner e oggi sede del corso di laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche dell’Università di Trieste, e la fontana con l’obelisco (inaugurata il 25 aprile del 1909) prospiciente la chiesa, dono di un famoso borghigiano, l’architetto Antonio Lasciac Bey, che fu per molta parte della sua vita architetto ai palazzi khediviali in Egitto.
Chiesa di Santo Spirito, eretta su commissione dei Rabatta, famiglia nobile di origini toscane, nel Borgo antico, in prossimità del Castello. L’edificio, costruito in stile gotico fra il 1398 e il 1414, custodisce una bella croce lignea del Seicento (in copia, dal momento che l’originale si può ammirare nei musei provinciali) e un’Assunta, attribuita a Fulvio Griffoni
Chiesa dell’Immacolata, pregevole edificio di gusto barocco edificato nel XVII secolo nei pressi dell’odierno Municipio. La chiesa venne edificata tra il 1647 e il 1685 come esempio del “Barocco Goriziano” tipicamente espresso da fasto e raffinato senso artistico. Seppure nelle modeste dimensioni gli interni riecheggiano gli stili delle vicine Venezia e Vienna. L’Immacolata Concezione costituita da un’unica navata con solo un’abside, nel XVII secolo presentava più altari lignei laterali e un soffitto riccamente decorato con stucchi floreali che incorniciavano dipinti di forma ovale e rappresentanti La gloria di Santa Maria Assunta.
Chiesa Esaltazione della Croce, La cappella inclusa nell’complesso del palazzo Cobenzl, sede dal 1751 dell’Arcivescovado di Gorizia, è stata edificata nel 1746. L’ingresso principale, sormontato dallo stemma della casa Codelli, è sovrastato da un balcone con balaustra. La pianta dell’edificio ovale è scandita da paraste che reggono un cornicione sovrastato da una copertura a volta. L’aula e l’altare, con un tabernacolo in marmo bianco e la mensa sostenuta da due statue con angeli, sono illuminati da una lanterna centrale, frutto di un rifacimenti risalente al 1878.
Chiesa del Sacro Cuore, nella chiesa sono presenti una grande pala dietro all’altare realizzata dalla pittrice goriziana Galli. Questa rappresenta il Sacro Cuore troneggiante sopra all’altare sormontato dall’ostia e il calice raggianti e con a fianco S. Margherita Maria e San Claudio de la Colombière, sotto il pontefice Pio XI che offre la corona delle regalità e mons. Margotti che presenta il modello della Chiesa. Diversi validi artigiani impreziosirono con la loro maestria questa chiesa, tra questi gli argentieri Egidio Lipizer e Giuseppe Leban. Anche i dipinti ivi racchiusi e rappresentanti S. Giuseppe, S. Francesco Saverio, S. Antonio, e S. Gaetano vennero dipinti dalla pittrice goriziana Galli.
Chiesa dei Frati Cappuccini, sede del convento dei frati Cappuccini. La fondazione del convento risale, per volere della Provincia Veneta, al 1591, e diciotto anni più tardi, sotto le pressioni dell’Arciduca Ferdinando, diventa la sede della curia del Commissariato di Stiria, che soltanto un anno prima, nel 1608, si era staccato dalla provincia Austro-Boema. Del convento, per come appariva in quegli anni, resta però ben poco. In gran parte andò distrutto durante la Grande guerra e appena nel 1926 venne nuovamente edificato, stavolta grazie ai frati Cappuccini che vi si erano insediati tre anni prima.
Chiesa di San Giusto, le origini della chiesa di San Giusto, consacrata nel 1926, sono strettamente legati alle sorti di Villa Locatelli, acquistata dai Fatebenefratelli dalla baronessa Carlotta de Hagenauer nel 1923. Oggi come allora le due strutture sono posizionate in una posizione ottimale rispetto al centro cittadino, che dista a poche centinaia di metri, e anche dalla vicina stazione ferroviaria.
Chiesa dei Ss. Vito e Modesto, la Chiesa nacque per volere del barone Gian Vito Del Mestri, la prima pietra della Chiesa fu posta dal vescovo Massimiliano Vaccano il 18 novembre 1656, dedicata a S. Vito, in onore del suo grande fondatore. Nel 1768-69 la chiesa fu restaurata e ingrandita, con la facciata e l’interno d’aspetto barocco. La chiesa distrutta nel 1916, durante la prima guerra mondiale, rimase per parecchi anni in pieno abbandono; venne ricostruita tra il 1926 ed il 1928, e riconsacrata nel 1929. Negli anni Settanta, con la ristrutturazione postconciliare, sono stati tolti il pulpito in legno di noce, la balaustra di marmo, il quadro di S. Barbara (ora nella chiesa di Maria SS. Regina in Via Montesanto) e le antiche stazioni della Via Crucis.

Architetture civili

Teatro “Verdi”, il Teatro di Società fu costruito nel 1740 su iniziativa di Giacomo Bandeu, appaltatore dei dazi per la Contea di Gorizia, i cui metodi avevano fatto esplodere la cruenta rivolta dei Tolminotti. L’edificio andò a fuoco per un incendio il 26 marzo 1779 (è ironia della sorte, o forse anche coincidenza non casuale, che sempre il 26 marzo ma del 1713, fosse scoppiata la detta rivolta). L’attuale teatro, riedificato a cura del figlio di Bandeu, Filippo, che affidò il progetto all’udinese Ulderico Moro e l’affrescatura al cividalese Francesco Chiarottini, risale al 1782. La struttura conobbe diverse difficoltà di ordine finanziario: chiuse già nel 1797, per riaprire nel 1799, finché nel 1810 fu ceduto a una società di nobili che negli anni seguenti lo modificarono profondamente: nel 1856, furono ridipinti gli interni, nel 1861 rifatta la facciata. Fu luogo di numerose azioni irredentiste, tra cui quella per il carnevale del 1867 che costò 6 anni di carcere duro a Carlo Favetti. Alla fine dell’Ottocento fu dedicato a Giuseppe Verdi. Dopo recenti restauri, è tornato il principale edificio culturale della città, cui si sono affiancati nel corso del secondo dopoguerra l’Auditorium della Cultura Friulana e i due centri cultuali della comunità slovena, il Kulturni Dom (casa della cultura) ed il Kulturni Center Lojze Bratuž (Centro culturale Lojze Bratuž).

Architetture militari

Castello di Gorizia, forse il più noto monumento della città, sorge sul punto più alto di un ripido colle. Il maniero accoglie i visitatori con un leone veneziano, che però non è quello che fu apposto dalla Repubblica Veneta durante la breve occupazione della città (1508-1509) bensì dal governo fascista, al termine di un radicale restauro, conclusosi nel 1937. Con tale restauro, resosi necessario a seguito dei gravi danni subiti dall’edificio durante la Grande Guerra, non venne però ripristinato il palazzo rinascimentale precedente, intonacato di bianco, bensì le sembianze che aveva probabilmente il Castello nel Trecento, al tempo del massimo splendore dei Conti, con la pietra a vista, prestando particolarmente attenzione però a ricostruirlo con una merlatura guelfa, per simboleggiarne la pretesa italianità, al posto di quella originale ghibellina, simbolo di fedeltà all’Impero. Ad occidente del castello sorge il centro storico della città con la Cappella del Santo Spirito e il borgo medievale.

Altri edifici e luoghi di interesse

Piazza della Transalpina
Palazzo Attems Santa Croce
Palazzo Attems Petzenstein
Palazzo Coronini Cronberg
Palazzo Lantieri
Sacrario Militare di Oslavia
Palazzo ex GIL
Palazzo Alvarez, sede distaccata dell’Università di Udine a Gorizia e dell’Università di Nova Gorica a Gorizia
Seminario Minore, sede distaccata dell’Università di Trieste a Gorizia
Villa Ritter

Gorizia. (10 ottobre 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 16 ottobre 2018, 22:03 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gorizia&oldid=100242694.

Dettagli

Inizio:
lunedì 1 gennaio 2018
Fine:
giovedì 31 dicembre 2020
Categoria Evento:
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Luogo

VARIE SEDI – GORIZIA
Gorizia, 34170 Italia + Google Maps