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Malina Suliman a Casa Rusca

domenica 15 Maggio 2022 - lunedì 15 Agosto 2022

Malina Suliman a Casa Rusca

sede: Museo Casa Rusca (Locarno, Svizzera).

“Il mio interesse per la street art è il risultato della consapevolezza che, per raggiungere più persone, soprattutto giovani e donne, di cui volevo affrontare le difficoltà, avrei dovuto rendere la mia arte accessibile anche a coloro che non sono in grado di frequentare musei e gallerie per motivi sociali e culturali”. Queste parole sono il perfetto condensato del significato attribuito all’arte da Malina Suliman, giovane afghana dal percorso umano tormentato, segnato da orrori, sofferenze, fughe, abilmente trasformate in un’arte che vuole essere al contempo gesto di condanna politica e strumento di sensibilizzazione sociale. Malina è una trentaduenne di Kabul, città abbandonata da bambina prima per Kandahar, poi per il Pakistan, approdando infine, una decina di anni fa, nei Paesi Bassi, dove ha completato i suoi studi al Dutch Art Institute.

Un percorso dettato dalle tragiche vicende di un paese, l’Afghanistan, tanto bello quanto tormentato, segnato da violenze, scontri, sopraffazioni: i temi sviluppati e mirabilmente tradotti dalla giovane artista in composizioni da street art, dove corrosivi graffiti si mescolano e fondono a performance dal vivo. Il corpo è dunque il soggetto di Malina, studiato, reinventato, analizzato nelle sue molteplici sfaccettature, a partire dall’immagine di quei turbanti e burqa che segnano e marchiano indelebilmente la distanza tra uomo e donna, tra libertà e sottomissione, tra forza e debolezza, potere e obbedienza. Dicotomie vissute in prima persona dalla giovane afghana che, aggredita a lapidata nel suo Paese, ha trovato nell’arte una forma di impegno civile e di condanna politica, ma anche una riflessione personale sulla propria integrazione nel mondo occidentale.

Migrazione, viaggio, esplorazione d’identità complesse, il ruolo femminile nella società: questi i temi al centro della vita di Malina, fatti propri e poi riversati in ambito professionale attraverso creazioni assolutamente originali, decisamente fuori dagli schemi, che interrogano il proprio passato ma anche la nostra coscienza e quindi il nostro modo di porci verso il mondo con le sue infinite e talvolta tragiche sfumature. Dai graffiti sui muri di Kabul, la giovane artista ha maturato una consapevolezza che l’ha portata oggi a sviluppare una riflessione personale sul ruolo delle donne in quella terra apparentemente lontana, ma sempre al centro dei suoi pensieri, come lo sono d’altronde le riflessioni e il rapporto decisamente controverso con un mondo occidentale che ha saputo accoglierla offrendole comunque nuove prospettive.

I suoi progetti puntano infatti ad esplorare lo spazio, qui inteso come moltitudine di flussi e diaspore di popoli e conoscenze. Abbracciando ed esplorando lo spostamento degli artefatti culturali, i suoi lavori – che mixano installazioni multimediali, performance dal vivo, illustrazioni, lettere, calligrafe dipinte su tessuti burqa, murales – vogliono mettere in discussione l’artificialità della cultura che, in fondo, svela una critica corrosiva all’idea stessa di multiculturalità. L’arte di Malina esamina così i conflitti frutto della giustapposizione di identità collettive ed esiliate, in un meraviglioso impasto di significati che uniscono e fondono pensieri, idee, esperienze, dialoghi di persone e culture diverse. Con un unico obiettivo: sensibilizzare, scandalizzare, schiudere nuove prospettive, rendere il pubblico partecipe e attento. Ecco allora che il lavoro dell’artista si configura per essere – come accennato – strumento di critica sociale e politica, nonché di esplorazione dei meccanismi alla base dell’esclusione sociale, della discriminazione e della disuguaglianza, ma anche approfondita riflessione sulle varie gerarchie di genere, classe, razza, etnia e cittadinanza che da sempre contraddistinguono i territori di questo tormentato ma splendido pianeta. Il suo lavoro cerca dunque di porre domande sulla vita quotidiana e le lotte per la sopravvivenza, mentre espone pensieri sui nostri antenati e identità, schiudendoci nuove possibilità e opportunità di cooperazione. Tematiche delicate ma affrontate con coraggio e convinzione attraverso affascinanti percorsi interpretativi che non mancheranno di sedurre, coinvolgere e conquistare il più vasto pubblico.

Malina Suliman è nata nel 1990 a Kandahar. Ha frequentato un corso di laurea in Belle Arti a Karachi, in Pakistan, nel 2009, per poi rientrare in Afghanistan immergendosi nell’arte contemporanea e di strada, impegnandosi parallelamente a rafforzare tra i giovani e le donne la consapevolezza dei propri diritti. Il suo lavoro ha generato una sana discussione sulla questione della violenza, con una conseguente mobilitazione per la giustizia sociale…

Immagine in evidenza
Beyond the Veil. Burqa dipinto a mano, s.d. © Museo Casa Rusca. Foto Cosimo Filippini

Dettagli

Inizio:
domenica 15 Maggio 2022
Fine:
lunedì 15 Agosto 2022
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

MUSEO CASA RUSCA
Piazza Sant’Antonio, 1
Locarno, 6600 Svizzera
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Telefono:
+41 (0)91 7563185
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