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Stephane Graff. Eyedentity

giovedì 22 marzo 2018 - sabato 5 maggio 2018

Stephane Graff. Eyedentity

sede: Galleria Mucciaccia (Roma).

L’indagine artistica di Stephane Graff è fortemente influenzata dalle teorie della psicoanalisi e si interroga sui temi dell’identità e della memoria.
La mostra presenta una selezione di alcuni dei suoi lavori più noti, iniziando dalle prime opere della serie Black Box (1991), opere foto-realistiche nelle quali gli occhi del soggetto sono celati dietro ad un riquadro nero, quali ad esempio The Victorian painter (2006) e The Kiss (2005); fino ai più recenti Glitch Paintings, come Rear Window (dal film “La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock), ispirati alle immagini distorte createsi nel televisore dell’artista durante una tempesta elettrica.

In mostra anche opere dell’emozionante serie Mille-Feuille 2014, composte da più di 100 strisce di legno assemblate insieme.
James Putnam descrive così l’unicità della tecnica dell’artista: “[… ]un effetto animato simile alla pixellizazione o allo sfarfallio di un vecchio televisore e rappresenta una relazione interessante tra analogico e digitale”.

Infine i Mugshots, i ritratti più recenti, scaturiti dalla performance E’ proibito sorridere (Smiling Is Prohibited), tenutasi nella galleria Mucciaccia nel giugno scorso.
Questi ultimi, sono esposti come una grande collezione di foto segnaletiche articolata con più di 70 serigrafie, a ciascuna delle quali l’artista ha aggiunto un numero e un anagramma del nome del soggetto.
I Mugshots si riferiscono all’era della “post-verità”.
In contrasto con l’abbellimento superficiale e forzato della moda dei selfie, dove ognuno si scatta una foto sorridendo, l’artista chiede specificatamente ai suoi modelli di non sorridere: “Mi sono accorto che una foto dove il soggetto non sorride di solito trasferisce un messaggio molto più potente e rimuove qualsiasi traccia di banalità”.
Graff definisce le sue opere dei “ritratti anti-identitari”.
Costantino D’Orazio spiega i Mugshots accostandoli al Minimalismo: “[… ] Una storia fatta di sentimenti e reazioni, che vengono sottratte ai soggetti assieme alla possibilità di identificarli con un nome o un racconto”.

Stephane Graff (1965) è un artista Franco-Inglese che vive e lavora a Londra. La sua tecnica e’ caraterizzate dall’uso della fotografia analogica e dalla creazione di dipinti fotorealistici. Graff e’ molto influenzato dalla teorie della psicoanalisi di Freud e Jung, affronta regolarmente nei suoi lavori i temi dell’identità, dell’occultamento, della memoria e la sua concezione laica del sacro. Una ricerca approfondita ha portato Graff a sviluppare un suo Alter Ego, lo scienziato “Professore” e l’etno-botanico Dr Albert Frique. I suoi lavori più vasti sono i dipinti della serie dei “Black Box”, le serie fotografiche di “Constricttions” e le pitture di “Mille-Feuilles”, realizzate su numerose strisce di legno, che uniscono le discipline della pittura e della scultura. Graff ha esposo a livello internazionale. Le mostre selezionate includono: Almine Rech Gallery, Londra, UK (2016), Musée d’Art Modern et Contemporain di Nizza, Francia (2013); Ercel Foundation di Torino, Italia (2010), Operating Room, American Hastanesi, Istanbul, Turchia (2010), Musee de Marrakech, Marrakesh, Morocco (2004), e il Museum of Mankind di Londra, UK (1991).

La mostra è accompagnata da un catalogo monografico con un’intervista all’artista a cura di Costantino D’Orazio, un testo dell’artista e un saggio critico di James Putnam.

Inaugurazione: giovedì 22 marzo 2018 ore18.30

Ufficio stampa: Maria Bonmassar

Dettagli

Inizio:
giovedì 22 marzo 2018
Fine:
sabato 5 maggio 2018
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

GALLERIA MUCCIACCIA
largo della Fontanella di Borghese 89
Roma, Italia
+ Google Maps
Telefono:
06 69923801
Sito web:
www.galleriamucciaccia.it