Genki e Metaverso dialogano in mostra allo Spazio Thetis di Venezia

di Ennio Bianco.

Genki e Metaverso dialogano in mostra allo Spazio Thetis di Venezia

Lo Spazio Thetis di Venezia ospita (fino al 23 novembre) “Genki – The 1st annual Metaverse Art @ Venice“. Prima di parlare di questa esposizione ritengo di dover spiegare cosa sia il Metaverso e cosa si intenda per Genki.

Il metaverso, per ora, è un concetto, un’idea che sta via via prendendo corpo. Lo si può ben capire dalle definizioni che ne danno alcuni importanti protagonisti circa la sua creazione.

Meta: “Il Metaverso è un insieme di spazi virtuali in cui puoi creare ed esplorare con altre persone che non si trovano nel tuo stesso spazio fisico. Si potrà uscire con gli amici, lavorare, giocare, imparare, fare acquisti, creare e altro ancora. Non si tratterà necessariamente di trascorrere più tempo online, ma di rendere il tempo che si trascorre online più significativo.”
Il Metaverso è una costruzione sociale che sfrutta Web 3.0, blockchain e interfacce informatiche in cui gli individui costruiscono costumi, abitudini e valori, che consentono loro di trascorrere del tempo e socializzare nel mondo virtuale utilizzando le proprie identità digitali (avatar). Convive con il mondo reale.”, afferma Henrique Centieiro.

Apple VR: “Il Metaverso è un mondo virtuale basato su blockchain che sta rivoluzionando l’assiduità del gioco. Il design di questo gioco si concentra sulla creazione di un’esperienza coinvolgente in cui i giocatori possono diventare plutocrati mentre giocano e stabilire connessioni significative.”

NVIDIA: “Il Metaverso è fondamentalmente una versione di realtà virtuale di Internet, in cui i mondi virtuali sono tutti collegati tra loro. I mondi virtuali sono i siti web del futuro. Questi mondi virtuali saranno molto più grandi del nostro mondo fisico esistente. Li useremo per comprare e vendere cose virtuali, proprio come usiamo Internet per comprare libri e canzoni oggi. Le persone hanno già acquistato case virtuali, immobili virtuali e arte digitale. Questa tendenza continuerà nel Metaverso, poiché le persone acquistano prodotti virtuali, beni di lusso, …

Cerchiamo di riassumere e stabilire l’elenco degli ingredienti fondamentali del Metaverso:

  • l’idea di un universo virtuale condiviso dove viviamo, lavoriamo e giochiamo;
  • la dematerializzazione dello spazio fisico, della distanza e degli oggetti;
  • il luogo in cui le esperienze, precedentemente scarse, possono diventare abbondanti, tanto da generare una vera e propria economia basata su blockchain e NFT;
  • una forza che rimodellerà le industrie tradizionali, le infrastrutture sociali e culturali del XXI secolo;
  • un continuo miglioramento delle nuove “consumer technologies”, come piattaforme di videogiochi e “immersive hardware” per XR.
  • una evoluzione dei giochi che incorporeranno eventi di intrattenimento dal vivo, come concerti musicali, spettacoli di teatro immersivo, e-Sport, mentre alle comunità online verrà offerto l’intrattenimento sociale.
  • Interoperabilità fra i mondi virtuali, vale a dire che tutte le piattaforme con le quali vi collegherete dovranno essere connesse fra loro e per concordare su chi siete universalmente.
  • La persistenza delle proprie tracce nel tempo.

Tutto chiaro? No? Poco importa perché tutto questo mondo in cui reale e virtuale finiranno per confondersi è in continua evoluzione e ridefinizione. Ciò che leggete oggi, fra un mese potrebbe non essere più vero. Nel frattempo, saranno stati pubblicati migliaia di articoli che vi descriveranno le magie del Metaverso.
Una facile previsione è che nei prossimi anni si concretizzerà ciò che è successo negli anni ’90, nell’era del dot.com: una travolgente rivoluzione tecnologica che offrirà nuove opportunità economiche.

Goldman Sachs considera il Metaverso un’opportunità da otto trilioni di dollari. Citibanck afferma che l’economia del Metaverso potrebbe valere 13 trilioni di dollari entro il 2030, coinvolgendo fino a 5 miliardi di utenti. Milioni di dollari sono già stati spesi in immobili virtuali in due piattaforme come Sandbox e in Decentraland.

Anche il mondo dell’arte è in fermento e per molti aspetti si dimostra più propositivo del mondo retail.

  • La Serpentine R&D Platform di Londra ha prodotto nel settembre del 2021 il secondo volume di Future Art Ecosistems (FAE) dal titolo “Art x Metaverse”.
  • Il mese successivo Sotheby’s lancia la sua galleria, una piattaforma dedicata all’arte digitale NFT.
  • La König Galerie di Berlino crea una gemella digitale sulla piattaforma Decentraland.

Arriviamo a parlare del significato di “Genki”. Genki è un concetto filosofico cino-giapponese che fa riferimento all’origine di tutte le cose del mondo, così come alla materia primordiale che genera tutti i pensieri del mondo.
I movimenti e i cambiamenti di Genki vengono usati per spiegare vari fenomeni come la generazione, lo sviluppo, il cambiamento e l’estinzione di tutte le cose nell’universo. La filosofia Genki fa riferimento anche alla visione del mondo degli esseri umani che comprendono la natura.

L’esposizione veneziana si pone una domanda: il concetto di Metaverso contiene la sostanza primordiale di “Genki“? Questa domanda è chiaramente legata alla connessione fra il mondo reale (fisico) e il mondo del Metaverso (virtuale), alle modalità di interazione fra le persone, gli oggetti e gli ambienti immersivi. Una volta constatato che ci può essere creazione di valore c’è da chiedersi se si può andare oltre, dando un senso dell’esistenza della vita. Quindi il proposito del “The 1st annual Metaverse Art @ Venice” è quello di navigare attraverso lo spazio e il tempo in vari campi del mondo che si incontreranno, si sovrapporranno, si integreranno e cambieranno costantemente.

La mostra di Venezia è di fatto un universo aperto nel quale chiunque può entrare e interagire attraverso le piatteforme social media. Si offre, così, un nuovo modello di “curatela autonoma decentralizzata” che utilizza le caratteristiche principali del DAO Distributed Autonomous Organization, quindi: crowdfunding, co-costruzione di contenuti, interconnessione di piattaforme digitali ed elevato livello di autonomia e decentramento.

L’esposizione ha una struttura non omogenea nella sua articolazione, ma questo non è certamente un difetto. Una prima parte comprende Cookie Cookie 2.0, a cura di Li Zhenhua con opere di Liu Jiaying (CryptoZR), mentre una seconda parte si articola in diverse mostre dai titoli evocativi. Alcune di queste sono riservate a un singolo artista o comunque a un numero ristretto di autori, mentre altre sono dei veri e propri luoghi virtuali in cui confluiscono le opere di numerosi artisti, nel segno di quell’apertura e condivisione che, come ho detto, è nel DNA del Metaverso.

È questo il caso di quattro esposizioni che sostanzialmente rimandano a gallerie virtuali o a siti web dei singoli autori.

Animated Realty Gallery e Animated Realty Metaverse Exhibition curata da Popil e Viki Lulu (Victoria Lu) con opere di: Popil, Mumbot, Anthony Hurd, Sam pierson, Dalek, Eric Karbeling, Vidya, Aiko, Allison Bamcat,Steven Daily, Cheese, PaoPao,Jason Ostro, Yan Wei, Mariana Martins, Michaelchuah, Niq, NateBear, Sixinkyo, Wooden Cyclops, Teng Teng, Sean Keeton, Pashu, Persue, C.A.T, FiiiDGT

Symbiosis Future curata da Moujiti Art+Tech e The curatorial team of We Human On Mars con opere di: Ai Yitian, Bill Song, Cheng Bidisi, Fang Zheng, Fei Jun, Fei Xiaotian, Ge Yulu, Gong Yining, Hu Shuai, Hu Jingfei, Hu Jing, Huang Xiaoxi, Kang Yi, Li Ruohan, Li Sihui, Li Siqi, Li Shangru, Liang Jiahui, Liang Wenhua, Lu Qi, Lei Hongcai, Lian Wuchu, Mao Wengweng, Peng Jia, Sha Jinghai, Su Yongjian, Qiu Yu, Quan Li, Wang Donghan, Wang Peng, Wang Yicai, Wen Xiaotong, Wu Bilin, Xiao Liang, Xing Nuo, Xiong Miao, Xiong Yingfei, Xu Xiaoyi, Xue Ruozhe, Yang Risheng, Yang Song, Zhang Xi

Weak Entity Virtual Fashion Series curata da Chang Wei, Ding Zhaochen, Hao Jie con opere di: Song Yi, Du Jinzhi, Liu Chang, Cheng Zhilu, Li Quan, Ning Bing, Chen Yibing, Wang Zihao, Yu Biaoyun, Chen Qi, Su Jingtong, Zhou Ying, Xie Chaoqing, Hao Jie, Wu Yuting, Kou Weijia, Gao Wenqian, Wei Qinwen, Wang Tao, Gao Feng, Wang Wei, Shen Huaju, He Shuang

Everyone is a Curategist curatori Fu Sen, Wen Qing, Chuang Cheng Chi con opere di: Li Jinxian, Zhang Yuying, Yolan Zhang, J+ (Lv Jun), Dorami, Aru Meng, 0528QIU, Chen Fenwan, Fan Sack, Xu Qin, Ye Lan, Ryan Kuo, Lee Tzu hsun, Guo Huiyang, Dong Dandan, Li Zhengzhong, Maiju, Big D, Jixuan Chen, Tao Na, Liu Ya, Li Huan, Li Shiyun, He Zubin, Godwin Liu, S. Wan, Zheng Zihao, Qin Lingsen, Zhao Qili, Ching Kao, K.U.Yiyi Zhao, Run Yan Cheng, Yiyi (Yi Chengjing), Liu Jun, Jiang Chaoxian, Iven Li, Kalman Pool, Bi Heng, Tan Xiaozheng, Cher, Hua Xing, Elvis Liao (Liao Shangyong), Lin Mingjie, Kang Shixin, Zhang Xiangming, Tan Bowen, Luo Zhenhong, Daphne (Zhan Danfu), Andrew Kang Can, Chen Zhiguang, Jacky Xiang (Xiang Zheqing), Boker Wang (Wang Changxu), Roy Xuanrong Chen, Gao Qian, Nie Chaoheng, He Haixin, Man Kaihui, Li Sheng, Kate (Han Wen), Jiang Jun, Che Jianquan, Chen Hongzhu, Taki2000, Julian GX Wang, Shen Jingdong, Chen Fei, zziis, Yu Hi, Luo Hui, Wang Chienyang, Chi Lei, Wang Hua, Luo Wei, Liu Guangzhi, Sun Dongxu, Zhang Moliu, Chen Xiaodong, Zhang Shiying, Jin Nv, Jin Di An, Song Yang, Liu Ke, Loony face (Ouyang Ru), Xu Enbin, Ayika (Liu Bing), Zhao Yiqian, Shen Chuchu, Zhang Hehe, Ban. C, Daiv Chen (Chen Weihao), Pan YI digital Art Studio, XKZD (Zhu Dan), Zhou Lianhua, Shi Haomin, Tim Brandt, They, Funa Ye, Ryo Hsu, Lin Nan, China trend workshop, Chenghao He, Continuous tracks, Yu Xi, Yu Xuechun, Handuo Zhang, Zoe Li (Li Qijing), Loxel Li (Li Yanjie), Shuan Hu, Zijian Chen, Daheng Liu

Altre mostre invece permettono di avere una presentazione delle proposte di singoli artisti o di un gruppo ristretto di artisti:
The Window of Time and Space curata da Gu Zhenquing con opere di Riverman.
Odyssey in the Metaverse curata da Gu Zhenquing e Lin Yuting con opere di: Li Fei e Song Ting, Rok Yangxin, Xm (TB_D@O)Lou Quiang.
Bispacer con curatela e opere di Arctong.
Digital Twin Art Farm curata da Chen Xi, J+ (Lv Jun) con opere di LazyBackhome, Ying Jinjin, Yiming Yang.
CosmosChambers curatore Zoojoo con opere di Armotor, ga, Tong, Zoojoo.
BugHistory curatore Zoojoo con opere di Zoojoo , Armotor, Wayne, INS, Sexybanana.eth.
Theirs curatore Harrison Enli Yu con opere di Harrison Enli Yu, Heather Wong.
Grow up together curatore Jewel Jiang con opere di Zhan Shuyan, Jewel Jiang, Li Xintong.
Creator in temporal dimension curatore Xue Lei con opere di Xue Lei, Han Xiao.
Everyone = Curator curatore Li Yemeng.
Beyond curatore Zhao Bozuo con opere di Gao Xiaowu, Zhao Qian, Kerry Zhan, Rui Kong, Liu Pingyun, Jeff Kryka, Eros Zhao, Yang Qingqing, Liu Yi, Liao Yong, Huang Yanting.
Who am I? Who we are? What are we going to do? curatore Huang Yifan opere di Yu Wendi
Rose Invasion curatore Lim Chuin Choong Michel opere di Zhao Xiaoli.
ed infine, collocata al termine del percorso, troviamo l’installazione Born a Drum Queen con curatela e opera di Aduo.

Visitiamo assieme questa “1st annual Metaverse Art @ Venice“.

CryptoZR

Nel primo spazio troviamo Cookie Cookie 2.0 una esposizione delle opere dell’artista Liu Jiaying (aka CryptoZR)
I lavori di CryptoZR sono simbioticamente legati alla tecnologia blockchain, ciò significa che per approcciare le sue pratiche occorre comprendere la criptomoneta Ethereum (blockchain 2.0), gli smart contract, il sistema VR online basato su blockchain, il market place OpenSea ecc. Il titolo Cookie Cookie 2.0 rimane ambiguo, può assumere molteplici significati: può riferirsi sia a un cookie HTTP che viene memorizzato ogni qual volta entriamo in nuovi siti, oppure può essere un cookie dal significato letterale o un fenomeno culturale come il “tough cookie”.

1000Eyes” è un’opera di cripto-art basata su Ethereum, che intende presentare gli occhi del creatore di Bitcoin, Satoshi Nakamoto (un surrogato di individui o di gruppi anonimi), in una disposizione matematica a spirale di Stanisław Ulam, di mille occhi di figure iconiche del XXI secolo. La spirale di Ulman mette in evidenza il modo in cui si dispongono i numeri primi.
Oltre all’opera di grandi dimensioni, “1000Eye” corrisponde anche all’emissione di un totale di 1.000 token non fungibili (NFT). Le opere includono alcuni dei più importanti scienziati, imprenditori, cripto-punk, celebrità, opinion leader, ecc. del 21° secolo. Fra 10 anni ci sarà una nuova emissione.

1000Eyes

Chijin Art Museum”, nasce come installazione multimediale, ma a Venezia viene presentata come video. Chijin si propone come spazio museale d’arte virtuale co-edito e costruito a Cryptovoxels, un Metaverso virtuale basato su Ethereum, un po’ meno famoso di Decentraland, Somnium Space e The Sandbox, ma pur sempre in forte espansione; quindi, le persone che vi entrano possono utilizzare la valuta digitale per acquistare e vendere terreni, creare edifici, organizzare feste, mettere all’asta ed esporre opere d’arte.

Chijin Art Museum

Reality Gallery” e “Animated Reality Metaverse Exhibition”. L’obiettivo che si pone la mostra è di incoraggiare gli artisti a partecipare all’esperienza di costruzione del Metaverso.
Preso atto che il 2022 è di fatto l’anno di nascita o meglio di esplosione del Metaverso e che Internet si sta trasformando rapidamente da Web2 a Web3 [Web 3 non è il Metaverso], questa mostra intende presentare le nuove tendenze NFT nella Realtà Animata del Metaverse Gallery.

Animated Realty

Per “Symbiosis Future” il mondo fisico, il mondo digitale e il mondo vivente si stanno muovendo verso un mondo ternario che ha come ideale la simbiosi.
La proposizione di questo padiglione ha il sapore di un Manifesto del Metaverso:
Il Metaverso non è solo un mondo virtuale, esso sarà profondamente intrecciato con il mondo fisico, dando luogo ad una sorta di esperienza di sopravvivenza simbiotica virtuale-reale.
Il Metaverso non è solo un mondo creato dall’uomo, sarà il risultato della collaborazione tra umani e macchine, una nuova era di simbiosi uomo-macchina.
Il Metaverso non è solo un mondo umano, ma attraverso la sua connessione con il mondo vivente, aprirà un mondo ideale di simbiosi di tutti gli esseri viventi traboccanti di energia vitale.

Symbiosis Future

Symbiosis Future” presenta quattro progetti artistici creati dal pubblico il più interessante dei quali è senz’altro: We¹ Human² On³ Mars⁴ e Music Planet.
Noi¹ Umani ² Su³ Marte⁴ è stato avviato e progettato dalla School of Design della Central Academy of Fine Arts e la mostra online, costruita con tecnologia 3D, si presenta come un’esperienza di gioco multiplayer.
Il progetto porta lo spettatore, o il creativo, sulla scena realistica del pianeta Marte e in quel contesto egli viene chiamato a esplorare la possibilità di autocoscienza, di crisi esistenziale, di cambiamento istituzionale e di evoluzione della civiltà nell’ambiente degli immigrati interstellari virtuali.

Ma lasciamo la parola a Fei Jun, Professore e supervisore del dottorato del programma Arte + Tecnologia, Scuola di Design, dell’Accademia Centrale di Belle Arti. “Guardando la terra da Marte, guardando il presente dal futuro, guardando la stabilità dalla crisi e guardando la realtà dalla realtà virtuale, ci si trova di fronte ad una mostra online ludicizzata piena di romanticismo. È una finestra per tutti noi, per occuparci di argomenti diversi dalla realtà, è un luogo selvaggio dove guardiamo le stelle. Il progetto “Noi¹ Umani² Su³ Marte⁴” non è solo una mostra ma è anche un gioco artistico perché apre uno spazio di connessione tra l’arte e il gioco. Questa ambiguità è il fascino unico e il valore del progetto, si cerca di ridefinire la mostra, di ridefinire il gioco. Il progetto “Noi¹ Umani² Su³ Marte⁴” è un laboratorio per la futura esperienza espositiva virtuale.”
Decisamente il lavoro più intrigante e complesso che ho ammirato in questa “Genki – The 1st annual Metaverse Art @ Venice.

Fei Jun, We Humans on Mars, NFT, 2022

Nell’impossibilità pratica di accompagnarvi in tutti i padiglioni, mi soffermerò sull’installazione di chiusura.
In un grande schermo, collocato in una piscina il cui accesso è impedito da una grande rete verde, troviamo il video di Aduo, una pioniera della nuova musica popolare, erede del patrimonio culturale immateriale della danza del tamburo e dell’arte marziale.
L’opera “Born a Drum Queen” è ispirata al ritmo della scuola materna della città natale dell’artista, che si trova nella parte occidentale della provincia di Hunan. Ricorda la scena di quando era bambina, mentre si scaldava accanto alla legna da ardere. La rima dell’infanzia fa “Il fumo, non accecarmi. Io sono il fiore di prugna del cielo”. In questo modo mescola e innova sia la cultura tradizionale che l’opera d’arte.

Born a Drum Queen

Una seconda opera, “Water Knows”, peraltro la prima produzione di musica digitale NFT della Cina continentale, è invece ispirato dalla natura e si propone di integrare attraverso la musica l’osservazione naturalistica del vasto universo. Dal punto di vista sonoro, la canzone usa voci umane, suoni universali dell’immaginazione e segnali di pulsar come campionamento.

Mi fermo qui, anche se avrei molto altro da descrivervi. Certamente l’esposizione “Genki – The 1st annual Metaverse Art @ Venice” è qualcosa di diametralmente diverso da ciò che incontrate sull’altra sponda del bacino dell’Arsenale, ma è soprattutto un importante tentativo di iniziare un percorso di approfondimento delle tematica, delle modalità operative, della creatività del Metaverso, un mondo in cui tutti noi andremo ad immergerci nei prossimi anni.

Ennio Bianco

fino a mercoledì 23 Novembre 2022
Genki – The 1st annual Metaverse Art @ Venice
SPAZIO THETIS
Informazioni:
annualmetaverseart.com; 338 6950929

Immagine in evidenza di Fei Jun