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Roberto Daolio – Vita e incontri di un critico d’arte attraverso le opere di una collezione non intenzionale

giovedì 7 dicembre 2017 - domenica 6 maggio 2018

Roberto Daolio - Vita e incontri di un critico d'arte attraverso le opere di una collezione non intenzionale

sede: MAMbo – Museo d’Arte Moderna (Bologna)
cura: Uliana Zanetti, con la collaborazione di Giulia Pezzoli e Barbara Secci.

Con il focus espositivo “Roberto Daolio. Vita e incontri di un critico d’arte attraverso le opere di una collezione non intenzionale” il MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna presenta una selezione di opere d’arte e documenti appartenuti a Roberto Daolio, prematuramente scomparso nel 2013, la cui intera collezione entrerà prossimamente in possesso del museo grazie alla liberale volontà degli eredi Stefano Daolio e Antonio Pascarella.

Le opere, quasi sempre di piccolo formato e spesso accompagnate da una dedica, sono state donate dalle artiste e dagli artisti con cui il critico d’arte, fra i più attivi e stimati in ambito nazionale, ha intessuto fitte relazioni intellettuali e operative, di carattere sia professionale sia amicale.
La raccolta costituisce quindi una significativa testimonianza, per quanto parziale, di una vicenda biografica densa di incontri e attraversamenti, dialoghi e scambi, che ha dato un impulso sostanziale alla crescita e alla diffusione dell’arte emergente, componendone uno spaccato rappresentativo degli sviluppi più rilevanti, soprattutto in area emiliana, nel corso di oltre quarant’anni.
In considerazione del rilevante valore storico e artistico di questo corpus di opere, attraverso cui è possibile cogliere quanto sia stata centrale la figura di Daolio come riferimento critico per il contesto artistico bolognese durante tutti gli anni ‘80 e ‘90, nonché come attento osservatore della scena nazionale in contatto con le più importanti gallerie e istituzioni museali, l’Amministrazione Comunale ha accettato con gratitudine la proposta di donazione degli eredi, in coerenza con l’obiettivo programmatico volto all’acquisizione di opere, documenti e testimonianze in grado di ampliare ed integrare le proprie collezioni museali esistenti.
La mostra si articola per passaggi che consentono di individuare i principali tracciati della ricerca e dell’attività di Daolio, attraverso una scelta ragionata di un centinaio di pezzi dei 146 che compongono la donazione, alcuni dei quali sottoposti a interventi di restauro conservativo per questa occasione.
I lavori di tale collezione, “involontaria” in quanto priva di un organico indirizzo distintivo, appartengono il più delle volte a una produzione di non facile classificazione, che può essere definita “minore”, apparendo talvolta perfino di statuto artistico incerto, come nel caso delle lettere e dei messaggi stupendamente decorati spediti per posta da Luciano Bartolini.
Tuttavia, il loro addensarsi intorno alla personalità di Daolio le rende, nel loro insieme e nella corrispondenza di complicità affettive che sottendono, sintomatiche di un metodo di lavoro originale, costantemente rivolto verso l’insorgenza di fenomeni e di talenti nascenti, osservati e interpretati con disinteressata e selettiva partecipazione.
L’acquisizione della raccolta, oltre a consentire al MAMbo di accogliere nel proprio patrimonio testimonianze dell’attività di artisti spesso molto noti e affermati anche a livello internazionale, permette di arricchire le potenzialità di lettura delle opere d’arte con riflessioni allargate sulla loro genesi, spostando l’attenzione da una semplificata e lineare storia delle forme alla complessità dei rapporti di cooperazione che sempre ne accompagnano l’origine, l’esecuzione, l’esposizione e la trasmissione.
Nel suo costante raccordare analisi teorica e attuazione pratica, Daolio ha intrecciato in un continuum di rigorosa coerenza i diversi ruoli e ambiti nei quali si è trovato ad operare.
Dall’insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Bologna, presso cui è stato titolare della cattedra di Antropologia e sociologia dell’arte dal 1977 al 2012, alla collaborazione con quotidiani e riviste specializzate, dall’incoraggiamento e dalle presentazioni di giovani artisti alla curatela di mostre, la sua multiforme attività si è svolta seguendo una rara uniformità di principi, improntati al riconoscimento e allo sviluppo delle funzioni sociali dell’arte contemporanea.
Una metodologia che includeva il confronto cooperativo con contesti diversi, dagli spazi indipendenti alle istituzioni pubbliche, dagli ambienti pubblici non deputati all’arte contemporanea ai musei, e che ha visto Daolio collaborare generosamente a più riprese, nel corso della sua intera carriera, con la Galleria d’Arte Moderna di Bologna poi trasformatasi in MAMbo.
In considerazione di questo rapporto intenso e continuativo, l’acquisizione della sua raccolta da parte del MAMbo appare ancor più calzante, contribuendo a rendere conto della sua partecipazione a numerose attività che hanno significativamente contrassegnato, in diverse fasi, la storia e il posizionamento del museo: dalle grandi rassegne collettive degli anni Settanta e Ottanta fino alla densa e innovativa programmazione dello Spazio Aperto fra anni Novanta e anni Duemila.
In questa prospettiva, assume un’ulteriore rilevanza la volontà del museo di segnare con questa mostra l’avvio di una nuova configurazione espositiva della sala Project Room, la cui funzione sarà prevalentemente dedicata alla ricognizione e alla ricerca storica sulle eccellenze della cultura contemporanea espresse in ambito territoriale.
Va inoltre ricordato come il contributo degli eredi e di molti delle artiste e degli artisti coinvolti si sia rivelato fondamentale per i lavori di catalogazione delle opere e per la realizzazione di questa stessa rassegna, rinsaldando la gratitudine collettiva per Daolio da un lato e fornendo al museo l’opportunità di approfondire conoscenze e consolidare relazioni dall’altro.
Lontano dal voler essere una celebrazione personale, la mostra si offre quindi in primo luogo come opportunità di riattivazione corale di un metodo esemplare di arricchimento e di valorizzazione basato sulla reciprocità degli scambi fra interlocutori diversi.

La mostra Roberto Daolio. Vita e incontri di un critico d’arte attraverso le opere di una collezione intenzionale si è avvalsa della collaborazione scientifica di un gruppo di lavoro costituitosi nell’ambito della Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell’Università degli Studi di Bologna, composto da Davide Da Pieve, Lara De Lena, Roberto Pinto e Caterina Sinigaglia. Ad esso si deve, in primo luogo, lo studio e la catalogazione delle opere, oltre a una serie di video-interviste ad artisti e critici, realizzate con il supporto di Mario Gorni e Jacopo Simi, di cui verrà presentato in mostra un montaggio di estratti. Gli stessi studiosi hanno avviato la ricostruzione della ricchissima bibliografia del critico, selezionando una sessantina di testi raccolti nel volume Roberto Daolio. Aggregati per differenze (1978 2010), edito da postmedia books in concomitanza con la mostra.

Nel corso della rassegna sarà inoltre pubblicata un’agile pubblicazione esplicativa, disponibile gratuitamente al pubblico, realizzata in collaborazione e con il sostegno dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Presso la stessa istituzione accademica sarà infine organizzato un ciclo di incontri e workshop che approfondiranno la figura e l’attività didattica e critica di Roberto Daolio. In particolare è prevista una giornata di ricordi e testimonianze che coinvolgerà gli stessi artisti in mostra. I workshop, tenuti da artisti e curatori nazionali e internazionali come Leone Contini, Cecilia Guida, Nico Dockx, Doerte Meyer, forniranno una base di riflessione metodologica fondamentale sulla Public Art; un ambito, quello delle ricerche artistiche che indagano lo spazio pubblico, centrale nell’azione critica di Roberto Daolio.

Artisti in mostra: Germano Attolini, Alessandra Andrini, Luciano Bartolini, Bruno Benuzzi, Francesco Bernardi, Paolo Bertocchi, Bertozzi & Casoni, Adriano Boni, Anna Valeria Borsari, Rita Canarezza & Pier Paolo Coro, Annalisa Cattani, Maurizio Cattelan, Vanessa Chimera, Nicola Cucchiaro, Cuoghi Corsello, Flavio De Marco, Marina Fulgeri, Carlo Gajani, Patrizia Giambi, Tiziano Ghidorsi, Maurizio Goldoni, Igort (Igor Tuveri), Marcello Jori, Yumi Karasumaru, Gabriele Lamberti, Luisa Lambri, Giovanni Lombardini, Claudia Losi, M+M (Marc Weis + Martin de Mattia), Federico Maddalozzo, Luigi Mainolfi, Marcello Maloberti, Piero Manai, Eva Marisal- di, Antonella Mazzoni, Sabrina Mezzaqui, Alessandro Moreschini, Pietro Mussini, Andrea Nacciarriti, Mario Nanni, Sandrine Nicoletta, Rinaldo Novali, Roberto Orlandi, Andrea Pa- zienza, Chiara Pergola, Alessandro Pessoli, Leonardo Pivi, Graziano Pompili, Massimo Puli- ni, Andrea Renzini, Fabrizio Rivola, Mili Romano, Amandine Samyn, Germano Sartelli, Ste- fano Scheda, Sissi, Gian Domenico Sozzi, Eleonore Straub, Alessandra Tesi, Tommaso Tozzi, Davide Tranchina, Italo Zuffi.

Roberto Daolio (Correggio, 1948 – Bologna, 2013) si laurea al DAMS di Bologna nel 1975 e a par- tire dagli ultimi anni dell’università inizia a collaborare con Renato Barilli per eventi di rilievo, come la Settimana internazionale della performance (1977). Nello stesso anno inizia a insegnare antropologia culturale all’Accademia di Belle Arti di Bolo- gna, posizione che manterrà fino al 2012. All’insegnamento accompagna l’attività di critico e curatore, divenendo una delle figure di rilie- vo nella vita artistica della città. Tra le mostre da lui curate si ricordano: Ipotesi arte giovane Bologna (1991); Provoc’arte (1991); Nuova officina bolognese (1991); Aperto ’95- Out of order (1995); Accademia in stazione (1997- 2005); Ad’a-area d’azione (2003-2008); SPA Salus per l’arte (2004).

Dettagli

Inizio:
giovedì 7 dicembre 2017
Fine:
domenica 6 maggio 2018
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

MAMBO – MUSEO D’ARTE MODERNA DI BOLOGNA
via Don Minzoni, 14
Bologna, 40121 Italia
+ Google Maps
Telefono:
051 6496611
Sito web:
www.mambo-bologna.org

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