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Triptychs – Mostra collettiva

martedì 10 luglio 2018 - sabato 22 settembre 2018

Triptychs - Mostra collettiva

sede: MAC – Maja Arte Contemporanea (Roma).
cura: Daina Maja Titonel.

La collettiva propone una serie di trittici tra olii, disegni e fotografia di sette artisti, italiani e non, distanti tra loro per stili e atmosfere.

Della serie Russian faces, di Isabella Ducrot si espongono i ritratti dei compositori Antonin Dvorjak, Jakov Gotovac, Modest Mussorgsky, presentati per la prima volta nel 2008 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e successivamente a New York.
Rimanendo in tema del ritratto, Francis Bacon è il protagonista del trittico inedito di Angelo Titonel.
In un’atmosfera senza tempo si immergono le immaginarie architetture medievali di Ana Kapor dai contorni nitidi e dalle magiche geometrie.
Il francese Pierre-Yves Le Duc occupa una intera parete con l’imponente trittico Soap Opera: un’onda gigante di “hokusaiana” memoria compie davanti ai nostri occhi il suo ciclo vitale.
Aleksandar Dimitrijevic legittima i segni degli “appunti di gioco” giocando con i segni stessi in piccole tele dai colori vivaci.
Gianfranco Toso indaga la creazione della forma come tensione ad una dimensione metafisica dell’immaginazione, servendosi delle forme della geometria come strumento di ricerca.
Infine l’unico trittico fotografico, quello di Veronica Della Porta, dove il close-up di venature e tagli su tavole di legno si ricompone richiamando un’astratta pittura.

Veronica Della Porta (Modena, 1964). Scenografa e costumista, ha collaborato con diversi artisti (tra cui Mario Schifano e Isabella Ducrot). Le sue opere sono stampe digitali, prevalentemente in bianco e nero, ad unica tiratura. Del 2013 la prima personale curata da Ludovico Pratesi presso la galleria s. t. di Roma. Seguono collettive e partecipazioni a fiere (Roma 2012, Affordable Art Fair; Bologna 2015, Set Up Fair; Londra 2015, Start Art Fair, Saatchi Gallery; Napoli 2018, Lia Rumma). Nel 2017 la seconda personale alla MAC Maja Arte Contemporanea (Roma).

Aleksandar Dimitrijevic (Uzice – Serbia, 1977). Si è laureato e ha conseguito un Master nel 2010 all’Accademia di Belle Arti di Novi Sad (Serbia). Ha esposto ad Amsterdam, Hannover, Londra, Los Angeles, Monaco, Roma, Sarajevo, Vienna e in varie città della Serbia, dove ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Sue opere sono in collezioni private e pubbliche quali il Museo di Arte Contemporanea di Voivodina (Serbia) e il Centro Culturale di Belgrado.

Isabella Ducrot (Napoli, 1931). Nei molteplici viaggi in Oriente sviluppa un particolare interesse per i prodotti tessili di questi paesi, da qui parte un percorso di ricerca artistica che prevede l’uso di materiale tessile per realizzare le opere. Alla Biennale di Venezia del ’93 presenta un grande arazzo, oggi parte della Collezione del Museo di Gibellina. Del 2002 è una serie di arazzi di carta esposta all’Archivio di Stato a Milano. Nel 2005 realizza due mosaici per la stazione di Pzza Vanvitelli della metropolitana di Napoli. La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ospita due sue personali, nel 2008 e nel 2014. Nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia, Padiglione Italia. Espone alla Galleryske di New Delhi e successivamente partecipa ad Art Basel. Del 2015 l’installazione Effimero al Museo Archeologico di Napoli, curata da A. B. Oliva. Ha realizzato fondali per palcoscenico, per concerti e balletti (Filarmonica di Roma, Balletto del Sud di Lecce, Teatro Olimpico e Teatro Palladium di Roma).

Ana Kapor (Belgrado – Serbia, 1964). Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1987. La sua pittura, con una forte impronta metafisica, è legata al mondo dell’architettura ideale, inserita nel paesaggio mediterraneo. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Nel 2008 il Panorama Museum di Bad Frankenhausen (Germania) ospita una sua personale. Nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Sala Nervi, Torino. Nel 2014 vince ex aequo il primo premio Michetti, il quadro entra a far parte della collezione permanente del Museo. Quello stesso anno vince la Targa d’Argento del 41. Premio Sulmona nonché il terzo premio al Third International Biennial of Watercolor, Belgrade. Nel 2016 entra a far parte della Collezione Fabbri.

Pierre-Yves Le Duc (Francia, 1964). Nel 1988 si laurea alla Sorbona in letteratura italiana. Durante gli studi si reca frequentemente in Italia, fino a trasferirsi a Napoli. Nel 1989 realizza le sue prime opere. La ricerca di Le Duc si concentra principalmente sulla realizzazione di installazioni monumentali dedicate a precisi luoghi, cicli di opere complesse e articolate con una forte impronta progettuale. Esposte a Napoli sono l’opera pubblica Il cenacolo allestita attorno all’obelisco di Piazza San Domenico Maggiore nel 1994, Le nove muse e i nove poeti ideata per l’emiciclo di Piazza Plebiscito nel 1995, I Quaranta Ladroni nella Napoli Sotterranea nel 1996, Medium nella sala del Lazzaretto nel 1998, GU esposta al Museo Archeologico nel 2004, Soap Opera che ritrae il ciclo dell’acqua e della vita, e altre opere come Erotoritratti, Osso-Buco, Bonificarsi, please!, Rosarno, desperate house-lives. Nel 2012 si trasferisce in Francia, mantenendo il proprio atelier a Napoli. Le Duc ha esposto in Italia e all’estero (del 2012 la personale ad Atlanta, USA). E’ presente in importanti fiere quali Basilea Art Fair, Miami Art Fair e Artissima.

Angelo Titonel (Cornuda (TV), 1938). Negli Anni Settanta è tra i protagonisti più importanti del Realismo magico italiano. Nel 1973 espone al Museo Civico di Bologna; nel 1974 al Museo d’Arte Contemporanea di Skopije (Macedonia); nel 1994 al Parlamento Europeo di Strasburgo; nel 2001 al Complesso del Vittoriano a Roma; nel 2005 al Museo Olimpico di Losanna; nel 2010 al Palazzo Pubblico Antichi Magazzini del Sale a Siena. Numerose sono le mostre realizzate in Europa, specialmente in Germania, e negli Stati Uniti (New York). Invitato a Biennali Internazionali e Quadriennali in Italia e all’estero (Grand Palais, 1990) riceve numerosi premi e riconoscimenti. Su richiesta della Direzione della Galleria degli Uffizi di Firenze, ha realizzato il proprio autoritratto per la “Collezione degli Autoritratti degli Artisti” della Galleria stessa.

Gianfranco Toso (Roma, 1980). Per un decennio si dedica allo studio e alla pratica dell’architettura, portando avanti contemporaneamente attraverso il disegno, la pittura e l’incisione, una personale ricerca sulle forme costruite. L’interesse per la teoria e il significato profondo alla base della composizione di volumi nello spazio, lo portano ad abbandonare progressivamente il dato tangibile ed il fine utilitario del costruire, per approdare ad una dimensione più metafisica del proprio operare, in cui la creazione di geometrie ideali possa riuscire a proiettare in una dimensione superiore a quella sensoriale. Il suo lavoro è stato esposto presso l’Istituto Centrale per la Grafica (Roma 2010, 2012), il Museo CIAC (Genazzano 2013), la Rhode Island School of Design (Roma 2016) e le gallerie MAC Maja Arte Contemporanea e Cultrise (Roma 2017).

Dettagli

Inizio:
martedì 10 luglio 2018
Fine:
sabato 22 settembre 2018
Categoria Evento:
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Luogo

MAC – MAJA ARTE CONTEMPORANEA
Via di Monserrato, 30
Roma, 00186 Italia
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Telefono:
06 68804621
Sito web:
www.majartecontemporanea.com