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Gender Fluid. L’Arte sfida i binarismi di genere – Mostra virtuale 3d

lunedì 15 Gennaio 2024 - lunedì 15 Aprile 2024

Gender Fluid. L'Arte sfida i binarismi di genere - Mostra virtuale 3d

sede: Arte.Go.Gallery (Online).
cura: Valerio Dehò.

Il 2024 sarà un anno importante per la testata Arte.go.it che spegnerà 30 candeline e lo farà proponendo tre importanti mostre virtuali curate da Valerio Dehò, Ennio Bianco e Maurita Cardone .
Con la prima esposizione, dal titolo “Gender Fluid – L’Arte sfida i binarismi di genere” e curata da Valerio Dehò (dal 15 gennaio al 15 aprile 2024) la Redazione ha deciso di trattare la questione di genere attraverso le opere di artisti visivi come Zanele Muholi, Matteo Basilé e Veronique Charlotte, o anche con la performance musicale dei Kimeia, i quali affrontano la tematica rivisitando uno dei più celebri brani di Nina Simone.

L’attività redazionale di Arte.go.it arricchirà la mostra con una rassegna di articoli collaterali volti ad approfondire l’argomento esplorando il mondo della letteratura, delle arti visive, del cinema, della musica e del fumetto, affinché passi il messaggio che l’arte si identifica nel queer attraverso le sue continue mutazioni.

Gender Fluid. L'Arte sfida i binarismi di genere

Come sottolinea il curatore Valerio Dehò “Il queer non solo è entrato nella quotidianità, ma è diventato un segno di mutazione continua, una trasformazione identitaria che mette insieme inclinazioni naturali e desideri culturali. La sessualità, anche per dei giovanissimi soggetti, è sempre più una questione di scelte culturali e non soltanto biologiche. Il principio è che la sessualità non sia qualcosa di definitivo, ma che appartenga a diversi momenti della personalità dei soggetti. Una sessualità liquida che può cambiare negli anni o nei decenni, definisce una scelta che appartiene ai soggetti interessati e che la natura può solo assecondare.”

L’idea della mostra vuole da un lato collegare, anche idealmente, delle proposte storiche come quella di Urs Luthi e di Vito Acconci a delle ricerche attuali, ma anche quello di mostrare come l’arte contemporanea ha sempre anticipato i dibattiti che poi si verificano nella società.

Urs Luthi è importante perchè compie un’operazione ancora più radicale nella cambiamento di genere, perché non solo nella sua performing camera ha interpretato personaggi di una sessualità non esplicita, ma ha anche dilatato il suo intervento ad età differenti interpretando il ruolo dei propri genitori, superando anche i confini della sessualità. Cindy Sherman ha ampliato questa estetica, sempre però lavorando sul problema identitario di un Io diffuso oltre che specchio della società, riflesso di una condizione contemporanea liquida.

Già con il lavoro dell’artista svizzero tra il fotografico e il performativo, si apre l’idea che la sessualità possa essere qualcosa di non dipendente solamente dalla natura, ma dalle scelte personali. Si possono vivere momenti differenti della propria esistenza cambiando sesso, anche per periodi brevi, o per situazioni di coinvolgimento emotivo differenti. Qualcosa di simile accade anche in Vito Acconci che nelle performance “Conversions” del 1971 nasconde il suo membro maschile tra le gambe mostrando una sessualità più simile a quella femminile. Lavoro esplicito per far comprendere come la body art metteva tra parentesi il sesso, espandendolo in dimensioni non solo speculari e paritetiche, ma anche dandogli una dimensione libera e astratta dalle regole della società”, specifica Dehò.

L’arte è da sempre un laboratorio di esperienze attorno ad un futuro annunciato ed è chiaro che nel campo dei cambiamenti di sesso i giovani artisti partono da un’esperienza concreta che affonda nella quotidianità un tema (e problema) che investe la società, i giovani e non solo il mondo dell’arte. Sicuramente oggi il problema della sessualità riguarda ancora e sempre la società, ma è un punto fermo dell’identità personale e delle sue fluttuazioni. Si può dire che da un lato vi sia un superamento del dato naturale, dall’altro che vi sia l’accettazione di una sorta di indifferenziazione permanente. Né uomo né donna, forse tutti e due. Un ulteriore avanzamento in una direzione che mette in crisi i ruoli in una società che fa fatica ad adeguarsi alle scelte delle nuove generazioni.

Questa prima mostra per il trentesimo di Arte.go.it vuole puntare i riflettori sulle esperienze contemporanee, senza dimenticare le sperimentazioni passate, la lezione delle avanguardie. riannodando i fili della memoria non in chiave nostalgica ma come chiave per leggere il presente.

Gender Fluid. L’Arte sfida i binarismi di genere – Mostra virtuale 3d

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Autori in mostra

Zanele Muholi, Veronique Charlotte, Matteo Basilè, Vito Acconci, Urs Luthi, Marcel Duchamp (Rrose Sélavy), Kimeia, …

Opere in mostra

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Locandina

Gender Fluid L’Arte sfida i binarismi di genere

Immagine guida: © Redazione di Arte.go.it
Locandina, banner e materiali social: Ian De Novellis
Tutti i contenuti: © dei rispettivi Autori

Dettagli

Inizio:
lunedì 15 Gennaio 2024
Fine:
lunedì 15 Aprile 2024
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